Recovery: pieni poteri a Draghi (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La prima preoccupazione di Mario Draghi, se scioglierà la riserva del mandato a formare un nuovo governo, sarà disegnare i progetti per i 209 miliardi di euro. 

Per farlo, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’ex presidente della Banca centrale europea potrebbe delegare la responsabilità nella gestione dei progetti a persone di sua fiducia, che a lui risponderanno direttamente. Pieni poteri quindi, o quasi. Anche nel caso di un ministro dedicato al Piano Nazionale per la Ripresa, per il cui ruolo circola tra gli altri il nome di Carlo Cottarelli. Subito sotto, ma nei fatti collegate all’uso delle risorse straordinarie del Next Generation Eu, le priorità per l’allievo di Federico Caffè sono l’economia, a partire da un piano di rilancio dell’impresa, e la sanità. 

La scelta dei responsabili dipenderà in parte dalla volontà di costituire un governo tecnico oppure di includere anche esponenti politici. Nel secondo caso al Mef non è da escludere la conferma di Roberto Gualtieri. Qualora invece si punti su un tecnico l’elenco delle soluzioni guarda a quanti sono transitati o ancora operano in Banca d’Italia: Daniele Franco, attuale direttore generale, Luigi Federico Signorini, Fabio Panetta, componente del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, che però pare smentire.Più complicata la partita sulla Sanità (ieri ha parlato di sistema sanitario sperequato territorialmente). L’incarico può andare a un virologo (ad esempio Ilaria Capua). 

Tuttavia, qualora ci si dovesse muovere verso innesti politici nell’esecutivo, sarebbe complicato privare Leu, dove non tutti condividono l’eventuale sostegno, della presenza di Roberto Speranza al tavolo dei ministri. Sul giusto equilibrio si muove anche la casella dell’Interno. L’ex governatore sarebbe orientato verso una figura politica e non un tecnico come invece nelle preferenze del Colle. Confermare al Viminale Luciana Lamorgese può essere quindi il compromesso. Un capitolo a parte merita l’organizzazione interna a Palazzo Chigi. L’intenzione è attingere all’esperienza dei grand commis di Stato sia per il segretario generale sia per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. In ogni caso della squadra si parlerà nel secondo giro di consultazioni con le forze in Parlamento. Ieri i colloqui sono iniziati con le forze minori. 

All’orizzonte si prospetta una sorta di «maggioranza Ursula», cioè come quella che al Parlamento Ue elesse la von der Leyen presidente della Commissione europea. Pd, centristi e liberali, Forza Italia, secondo alcune interpretazioni delle parole di Berlusconi, parte dei Cinque Stelle che continuano a parlare di «governo politico». Un quadro europeo, come europeo sarà uno dei dossier principali sul tavolo di Draghi: l’integrazione di Borsa spa in Euronext, progetto che si colloca nell’orizzonte della creazione di un’unione dei mercati dei capitali, voluto tra gli altri dal sottosegretario alla presidenza Riccardo Fraccaro. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

February 05, 2021 02:17 ET (07:17 GMT)