Banca MPS balza su rumor interesse fondi – in vista dell’apertura della data room il fondo Apollo ha presentato richiesta di accesso, mentre Blackstone, Lonestar e Hellman & Friedman hanno annunciato un’intenzione analoga

Trend-online.com 8.2.21

Banca MPS accelera bruscamente al rialzo ed estende il rally partito la scorsa settimana in scia all’incarico di formare un governo conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Mario Draghi. A far scattare gli acquisti sul titolo dell’istituto senese sono state le indiscrezioni di stampa del fine settimana

Banca MPS accelera bruscamente al rialzo ed estende il rally partito la scorsa settimana in scia all’incarico di formare un governo conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Mario DraghiA far scattare gli acquisti sul titolo dell’istituto senese sono state le indiscrezioni di stampa del weekend. Secondo Repubblica il cda di MPS potrebbe decidere di emettere un’obbligazione subordinata da 500 milioni di euro al fine di rafforzare il patrimonio della banca e permettere al revisore contabile PwC di certificare la continuità aziendale entro metà marzo, almeno 21 giorni prima dell’assemblea del 6 aprile per l’approvazione del bilancio. Domani il cda approverà i risultati 2020. Ricordiamo che Rocca Salimbeni ha previsto un deficit patrimoniale di 300 milioni a marzo.

MPS: fondi pronti a entrare in data room

Ma il rumor più speculativo è senz’altro quello del Messaggero. Il quotidiano romano ieri ha scritto che, in vista dell’apertura della data room il fondo Apollo ha presentato richiesta di accesso, mentre Blackstone, Lonestar e Hellman & Friedman hanno annunciato un’intenzione analoga. L’apertura della data room (ovvero la fase in cui vengono rivelate ai potenziali compratori di una società alcune informazioni riservate riguardanti quest’ultima) era stata preannunciata lo scorso 11 gennaio quanto MPS comunicò di aver “conferito a Credit Suisse un incarico di advisor finanziario al fine di affiancare Mediobanca nella valutazione delle alternative strategiche a disposizione della Banca e operare una verifica degli interessi di mercato da parte di operatori di primario standing”.

Unicredit resta la favorita

Il dossier è ovviamente quello della vendita della quota di controllo della banca senese in mano al Tesoro (pari al 64,23% in base al sito Consob). Secondo gli analisti l’interesse dei fondi è positivo ma pare improbabile che investitori non di lungo periodo possano essere ritenuti attraenti dal MEF. Il principale candidato resta Unicredit, ancor più dopo le dichiarazioni rilasciate in un’intervista a Repubblica da Pier Carlo Padoan(prossimo presidente di Unicredit) venerdì scorso. Padoan ha affermato che l’istituto guidato ancora per pochi giorni dal dimissionario Jean Pierre Mustier vuole crescere anche tramite acquisizioni: MPS sarà presa in considerazione, tenendo ben presente il tema della neutralità di capitale (Unicredit non vuole che i propri ratio patrimoniali peggiorino in seguito a un’acquisizione, ndr). Secondo voci di mercato anche Unicredit entrerà nella data room a metà aprile, subito dopo la nomina di Andrea Orcel a nuovo CEO del gruppo.

MPS completa il doppio minimo: lo scenario tecnico

L’analisi del grafico di Banca MPS mette in evidenza il completamento del doppio minimo in formazione da fine ottobre avvenuto con il rialzo odierno (purchè venga confermato da una chiusura di seduta superiore a 1,2860 euro, massimo di fine novembre). Si tratta di una formazione rialzista avente obiettivo ideale a 1,55 circa e un primo target a 1,40-1,42. Una stabilizzazione oltre 1,55, corroborata dal superamento della linea discendente in essere da circa un anno e attualmente in transito per 1,60-1,65, creerebbe le condizioni per un allungo verso il picco della scorsa estate a 1,9830. Segnali di debolezza in caso di discese sotto area 1,17, appoggi successivi a 1,07 e 0,9750, minimo storico del marzo 2020.