Unicredit: per Orcel le carte Mps e Banco (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Tra gli effetti dell’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi ci sarà quasi certamente un’accelerazione del consolidamento bancario. Una prospettiva ben chiara anche ai mercati, dove in questi giorni i titoli degli istituti di credito stanno correndo. 

Oltre al varo del nuovo esecutivo l’innesco della nuova stagione di consolidamento (quello che nel gergo dei mercati si chiama «trigger») sarà con ogni probabilità l’elezione di Andrea Orcel al vertice di Unicredit. Dopo l’integrazione di Intesa Sanpaolo con Ubi la banca di piazza Gae Aulenti appare come un polo aggregante naturale e l’arrivo al vertice di un «deal maker» di razza non potrà che propiziare la caccia. Va detto che per il momento in Unicredit non c’è ancora un percorso segnato e che tutte le opzioni rimangono aperte, anche perché nulla verrà deciso prima dell’insediamento del ceo e del nuovo consiglio di amministrazione. 

Non è un mistero però che già da tempo la banca sta discutendo con il Tesoro un’integrazione con B.Mps. In base agli accordi presi nel 2017 con la Commissione Europea nell’ambito del salvataggio lo Stato dovrà uscire dal capitale di Siena entro la fine di quest’anno. La scadenza è stata finora ben chiara al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha scelto di rispettare la tabella di marcia imprimendo una certa accelerazione al dossier dopo la pausa estiva e intavolando discussioni proprio con Unicredit. 

Le trattative non si sono mai interrotte nemmeno durante la crisi di governo e, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, potrebbero entrare nella fase decisiva proprio nelle prossime settimane. Del resto gli advisor del Tesoro (Mediobanca, Credit Suisse, Bofa e lo studio Orrick) hanno già definito parte della dote necessaria per l’aggregazione, dalla conversione delle dta in crediti fiscali per 2,5 miliardi alla garanzia sui quasi 10 miliardi di contenzioso legale fino a uno schema per ripulire i bilanci della nuova combined entity dagli npe usando nuovamente Amco. Il nuovo ceo Orcel sceglierà insomma di muoversi in direzione Siena? Il mercato ne è convinto, specie se le condizioni strappate da Unicredit neutralizzeranno l’effetto patrimoniale del matrimonio. Nella city milanese si mormora però anche di altre ipotesi e una di queste punta a Banco Bpm. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha oggi un posizionamento invidiabile in alcune delle regioni più ricche del Paese e per giunta potrebbe portare in dote un certo ammontare di dta. 

Non è detto nemmeno che Unicredit debba scegliere tra Piazza Meda e Siena, visto che le due operazioni straordinarie potrebbero realizzarsi in sequenza o perfino in contemporanea. Non ci sono precedenti di deal così complessi sul mercato italiano e i rischi di esecuzione sarebbero alti, ma qualcuno ritiene che Orcel potrebbe essere in grado di condurre in porto la fusione a tre. Lasciando a bocca asciutta Bper, ossia l’attuale promessa sposa di Banco Bpm. 

fch 

MF-DJ NEWS 

0908:08 feb 2021 

(END) Dow Jones Newswires

February 09, 2021 02:10 ET (07:10 GMT)