Crédit Agricole / Dividende: L’amore non è una mucca

Crédit Agricole si prende cura della sua posizione in borsa, un vantaggio in futuro.

Doppio (Crà © dit_Agricole)
Doppio (Crà © dit_Agricole)

Di Les EchosPubblicato l’11 febbraio 2019 2021 alle 19:40 Aggiornato l’11 feb. 2021 alle 19:42

Un agricoltore troppo produttivo rispetto alla media non è sempre ben accolto. Offrire un rendimento cedolare dell’8% alla fine del primo anno di pandemia, avrebbe potuto rendere il Crédit Agricolestranamente catalogato nelle storie di borsa di grande stress. Infatti, il titolo è balzato del 3,5% (sufficiente per passare dall’8 al 7,5%) dopo questa generosità unita a risultati migliori del previsto. La sua carriera regge quasi il confronto con BNP Paribas dall’inizio del 2020, punto di riferimento del settore. È infatti il tasso di distribuzione (66% anziché 50%) ad aumentare, ma l’opzione di pagamento in azioni preserva sapientemente l’equità, la solvibilità e il regolatore, il nervo della futura produzione. Meglio ancora, il gigante verde sta evitando le facilitazioni dell’amore codardo, con questa formula che non sempre ha buona stampa tra le minoranze – rosicchiare il galleggiante e diluizione in caso di scelta del contante -, come aveva visto nel passato. Lo scioglimento del meccanismo assicurativo interno con le mutue regionali (switch) limiterà infatti la maggior parte dell’impatto sull’utile per azione, e il riacquisto di titoli potrà quindi fare il resto. Lo sconto sul patrimonio netto tangibile non è scomparso ma il colosso mutualista si sta occupando della sua posizione in borsa, al momento in cui il suo collega BPCE rinuncia al rating per Natixis. Rafforzarsi all’estero è nel suo interesse ben compreso.