“Gli Amici dell’aeroportohanno il miglior progetto”- LUGANO AIRPORT

Il Gruppo di lavoro Lugano Airport è per Owen-Jones

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“Gli Amici dell’aeroporto
hanno il miglior progetto”

LILLO ALAIMO E ANDREA BERTAGNIÈ caffe.ch 14.2.21

È ancora lì, sulle scrivanie dei municipali di Lugano. Una quarantina di pagine datate 25 gennaio 2021. Era un lunedì. Sono trascorse quasi tre settimane, di acqua politica e polemica sotto i ponti ne è passata, ma quel documento sembra tornato d’attualità. È il Rapporto del Gruppo di lavoro Lugano Airport che aveva il compito di valutare i sette progetti per la rinascita dello scalo di Agno. Il Caffè lo ha consultato e le sue conclusioni, ma non solo queste, appaiono clamorose rispetto a ciò che è stato comunicato ufficialmente dal Municipio. Il 28 gennaio il sindaco Marco Borradori informò che erano stati scelti due gruppi. La cordata degli ‘Amici dell’aeroporto’ – i cui promotori sono Sir Lindsey Owen-Jones e la famiglia di industriali Bonomi – e quella dell’imprenditore ticinese Stefano Artioli. Due gruppi, quindi, eppure le conclusioni del Gruppo di lavoro dicevano altro. E cioè: “(…) in base alla documentazione presentata e da quanto emerso nelle audizioni svolte dal Gruppo di lavoro, sia dal punto di vista formale che sostanziale, la cordata Amici dell’aeroporto è l’unica che soddisfa appieno tutte le esigenze poste. Si raccomanda pertanto di decidere l’apertura di trattative con questa cordata”. Ma così non è avvenuto.
Era lunedì 25 gennaio, giorno di San Paolo, e nel palazzo di piazza Riforma stava per iniziare un rosario di polemiche che, sebbene dietro le quinte, oggi sta per scoppiare alla luce del sole. Il Gruppo di lavoro – stando a quel Rapporto, stando alle sue conclusioni, stando alle decisioni “raccomandate” al Municipio – è stato sconfessato. Eppure le motivazioni della scelta, nelle 37 pagine del Rapporto sono indicate e spiegate abbondantemente. Come sono illustrate le ragioni che hanno portato il Gruppo ad escludere sei concorrenti su sette. Innanzitutto, la mancanza di garanzie finanziarie. Una richiesta che nel bando di concorso stava ai primi posti. In cima alla lista.
Andiamo con ordine per comprendere le argomentazioni del Gruppo di lavoro, un gruppo i cui coordinatori erano l’ex magistrato Emanuele Stauffer e l’ex comandante della base aerea di Magadino, Tiziano Ponti. Il Municipio, si ricorda nelle prime pagine del Rapporto, ha specificato che opterà per il progetto o per i progetti che “forniscono le migliori garanzie affinché vengano mantenute e sviluppate le necessarie infrastrutture e procedure, comprese quelle per il volo strumentale”. Subito dopo è indicato il criterio oggi al centro della polemica che sta per esplodere. Il Municipio, si specifica, sceglierà il progetto che fornisce “le migliori garanzie a livello finanziario per un periodo di esercizio dell’aeroporto di 33 anni”.
Le garanzie non possono essere, come dire?, generiche, sommarie, vaghe… Occorre concretezza. Serve “la prova documentale di disponibilità finanziarie immediate e liquide pari a 10 milioni. Questa prova deve essere fornita mediante l’esistenza di un deposito vincolato, una garanzia bancaria a prima richiesta emessa da una primaria banca svizzera, o altro strumento analogo”. Insomma, occorrono documenti ufficiali, dettagliati, chiari come chiara, si specifica, deve essere la provenienza dei fondi e dei soggetti che mettono a disposizione il denaro.
Alla luce di questa premessa il Rapporto del 25 gennaio spiega che solo la cordata Amici dell’aeroporto (i cui rappresentanti legali sono gli avvocati Giovanna Masoni e Fabio Soldati) ha presentato la documentazione atta a comprovare l’origine dei finanziamenti e la disponibilità finanziaria. Non gli altri gruppi e fra questi non la cordata dell’imprenditore Stefano Artioli che però è rientrato nella corsa ottenendo, e questo lo si è scoperto solo recentemente, una sorta di proroga, una quarantina di giorni, per la presentazione delle garanzie finanziarie.
Come è stato possibile? Stando a quel che risulta al Caffè, a nessuno dei gruppi concorrenti, lo scorso dicembre, è stata comunicata la concessione di più tempo ad Artioli. La cosa è stata scoperta solo all’inizio di questo mese grazie ad alcune comunicazioni interne ed esterne del Municipio.
Dunque si scopre che entro il 18 di dicembre il gruppo Artioli (così come le altre cordate, tranne gli Amici dell’aeroporto), non ha presentato le garanzie finanziarie così come richieste dal bando di concorso e però si scopre anche che gli è stato concesso un rinvio di quattro-cinque settimane. E certamente sino al 25 gennaio, data del Rapporto del Gruppo di lavoro, quelle garanzie non erano arrivate, viste le conclusioni e la scelta caduta unicamente sugli Amici dell’aeroporto.
La cordata Artioli ha dunque beneficiato della “proroga” di una quarantina di giorni e, a quanto risulta, all’insaputa di tutti gli altri, sicuramente del gruppo Amici dell’aeroporto, l’unica cordata ad aver presentato le garanzie e depositato il denaro. La cosa, facile immaginarlo, non è piaciuta ad altri, soprattutto ad alcuni che, stando a voci che ormai circolano liberalmente nel Palazzo di piazza Riforma, stanno maturando l’idea di un ricorso.
Era il 1° di dicembre quando il Gruppo di lavoro ha inviato ai sette concorrenti la richiesta delle garanzie bancarie da presentare entro le 14 del 18 dicembre. Ed è da questo giorno che le cose si aggrovigliano. Il 18 è un termine rispettato solo dagli Amici. Non, come detto, dalla cordata Artioli, la quale ottiene un rinvio fino al 28 gennaio. Perché mai? A questo punto subentra la politica. C’è chi dice che il Municipio non ha mai ratificato una simile stringente richiesta (quella del 1° di dicembre con termine il 18), ed è anche alla luce di queste considerazioni, che ha successivamente spinto affinché si concedesse ad Artioli il tempo necessario per trovare e depositare le garanzie finanziarie.

Le motivazioni del Gruppo di lavoro Lugano Airport

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“Soltanto gli ‘Amici’
rispettano i criteri”LILLO ALAIMO E ANDREA BERTAGNIBisogna arrivare a pagina 31 del Rapporto per leggere le conclusioni del Gruppo di lavoro Airport sulle candidature ricevute. Una delle ultime pagine della dettagliata analisi. Si inizia con una premessa. Una premessa chiara: “Una sola proposta può dirsi rispettosa degli imperativi formali posti. Solo una proposta ha adempiuto alle esigenze in tema di garanzie finanziarie da presentare in totale sintonia con la visione del Municipio sul futuro dell’aeroporto. Una sola proposta è rispettosa dei principi e dei vincoli posti ed è articolata in modo sufficientemente serio per essere considerata attendibile”. È immediatamente dopo queste righe che il Gruppo di lavoro fa il nome della cordata ‘Amici dell’aeroporto’. Un gruppo i cui promotori sono Sir Lindsay Owen-Jones, azionista unico di Ceresia holding, e il gruppo Investindustrial che fa capo alla famiglia Bonomi. Owen-Jones, il vero capofila, è rappresentato dall’avvocato Giovanna Masoni. Investindustrial dall’avvocato Fabio Soldati. 

La natura pregiudiziale
Quali sono le motivazioni scritte dal Gruppo di lavoro? Le garanzie finanziarie chieste, si sottolinea, sono di natura pregiudiziale e costituiscono requisiti formali, “disattesi i quali le offerte non possono essere considerate. Entro i termini posti dal Gruppo di lavoro questi requisiti sono stati rispettati (integralmente e unicamente) dalla cordata ‘Amici dell’aeroporto’”. 
Ecco dunque la prima importantissima ragione della scelta. Tutte le altre offerte o ignorano quei requisiti o li disattendono, spiega il Gruppo di lavoro. Solo in un paio di casi (ovvero dal gruppo Skn e dalla cordata Artioli) “si può intuire la possibile forza finanziaria dei soggetti offerenti senza però che ciò possa sopperire alle pretese per la messa a disposizione dei fondi e delle generalità dei promotori”. Cosa vuol dire? Mancano prove sufficienti e di conseguenza manca chiarezza sui finanziatori. 

Le debolezze
Il Gruppo di lavoro spiega altre ragioni per le quali la sua scelta è caduta sugli Amici dell’aeroporto. Scrive che il Municipio ha chiesto di progettare una struttura rivolta sia al pubblico che al privato, una struttura cioè capace di garantire una serie di servizi a favore della collettività. Orbene, si legge proprio così nel Rapporto, questa richiesta è messa in secondo piano da alcune cordate. I due progetti che aderiscono maggiormente alla visione e ai criteri indicati dal Municipio sono in primo luogo quello degli Amici dell’aeroporto e quello di Artioli. Ma per questa seconda cordata il Gruppo di lavoro vede delle “debolezze”. Oltre a quello relativo all’assetto societario e contrattuale, si spiega nel Rapporto, il progetto della cordata Artioli ha in se “una componente immobiliare preponderante rispetto a quella aviatoria e alla gestione aeroportuale”. Il “concetto di linea”, lo chiama così il Gruppo di lavoro, risulta poco sviluppato e la soluzione prospettata per la riassunzione del personale (delegata a terzi) non appare in linea con gli auspici del Municipio. Si legge così, proprio così nel Rapporto.
E allora ecco le ulteriori conclusioni: “La proposta degli Amici dell’aeroporto è quella più compiuta. Tratta espressamente della gestione dell’aeroporto. Considera le attività che necessariamente dovranno essere garantite a favore della collettività. Presenta un progetto di linea, cioè i voli Lugano-Ginevra, credibile e strutturato. Il progetto assicura in modo diretto la riassunzione del personale attualmente impiegato. È un progetto solido finanziariamente e dimostra di fondarsi su una reale conoscenza della situazione locale, oltre che basarsi su ipotesi commerciali e finanziarie realistiche”.

“Aderisce alle richieste”
Sono queste le ragioni che hanno portato il Gruppo di lavoro a scegliere, senza alcuna esitazione, come si legge nelle conclusioni, il progetto degli Amici dell’aeroporto. Non solo quindi perché l’unico fra le cordate ad aver presentato le garanzie finanziarie ed entro il termine del 18 dicembre, ma perché quello che più di altri aderisce alle richieste del Municipio. Anche più della cordata Artioli che, pur con un ritardo di quaranta giorni, le garanzie finanziarie le ha presentate. 

“Si aprano le trattative”
Le ultime righe, le ultime quattro righe della conclusione del Rapporto, sono scritte in neretto: “In base alla documentazione presentata e da quanto emerso nelle audizioni svolte dal Gruppo di lavoro, sia dal punto di vista formale che sostanziale, la cordata degli ‘Amici dell’aeroporto’ che soddisfa appieno tutte le esigenze poste. Si raccomanda pertanto di decidere per l’apertura delle trattative con questa cordata”.
A pagina 33 le firme dei membri del Gruppo. Emanuele Stauffer e Tiziano Ponti, coordinatori, e poi quelle di quattro rappresentanti dell’ente pubblico, il Municipio di Lugano. Il municipale leghista Michele Foletti, a capo del Dicastero consulenza e gestione; il direttore della Divisione finanze, Athos Foletti, il direttore della Divisione affari giuridici, Giorgio Colombo, e quello della Divisione pianificazione, ambiente e mobilità, Marco Hubeli.

Le considerazioni del Gruppo di lavoro Lugano Airport

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“Investimenti sì, però…
manca il volo strumentale”LILLO ALAIMO E ANDREA BERTAGNILe considerazioni
Investimenti sì ma manca il “volo  strumentale”

Sul progetto presentato dagli ‘Amici dell’aeroporto’, il Gruppo di lavoro scrive: “L’obiettivo dei promotori è (ri)costruire uno scalo con basi finanziarie solide. Oltre alla ricapitalizzazione vogliono riportare progressivamente a favore della struttura una parte dei ricavi generati dalle attività non aeroportuali (hangaraggio, ristorazione). Oggi sono a beneficio esclusivo dei privati”. Il progetto, investimenti per 20 milioni, è ritenuto dai promotori sostenibile e prevede di arrivare al break even (pareggio) in 5 anni e a una reddittività ragionevole in 10 anni. Gli interventi di risanamento e ampliamento prevedono oltre circa 15 milioni per terminal, parcheggi e due hangar; 3 milioni per il piazzale di volo; mezzo milione per gli impianti di rifornimento; oltre 300mila per l’amministrazione; altrettanti per gli equipaggiamenti al suolo e 250mila per le infrastrutture comuni. 
Sul progetto della cordata Artioli il Gruppo di lavoro si dice scettico per diverse ragioni. Ci si chiede, per esempio, quale impatto possa avere la costruzione su tre piani di un posteggio di 500 posti. Non solo. Sulla proposta di creare ad Agno un centro per i droni, il Gruppo di lavoro afferma che questo potrebbe risultare in antitesi con alcuni progetti già esistenti, mentre si giudica positivamente l’idea di promuovere le energie rinnovabili. 
E ancora. Manca nel progetto Artioli, così come in quello degli ‘Amici’ per altro, un piano per le procedure di avvicinamento con il volo strumentale. Secondo il Gruppo di lavoro questo è un elemento fondamentale per dotare l’aeroporto di standard procedurali proiettati verso il futuro. Questa mancanza oggi penalizza, dice il Gruppo di lavoro, le operazioni di volo e l’affidabilità dei collegamenti di linea. 

Il confronto
Assetti societari e business plan tra visioni chiare e articolate

La valutazione del Gruppo di lavoro non lascia dubbi. Il Rapporto firmato il 25 gennaio giudica il progetto ‘Amici dell’aeroporto’ il migliore. “Risulta estremamente chiaro, pragmatico e concreto ed è ben strutturato e dettagliato nelle modalità di implementazione sia nella parte infrastrutturale sia per quella operativa. (…) Uno dei due promotori, Sir Lindsay Owen-Jones, ha manifestato in modo chiaro volontà e determinazione per la gestione dell’aeroporto. Un approccio pragmatico per un progetto sostenibile e durevole. La forma societaria è semplice e chiara. Il business plan è realistico e bilanciato. Sono disponibili a collaborare con altri azionisti che condividono la visione della cordata Amici. La mancanza di un progetto per lo sviluppo di un sistema di avvicinamento con il volo strumentale non è un fattore di esclusione. Può essere integrato facilmente in fase di trattative”.
Anche la valutazione dell’offerta della cordata Marending-Artioli inizia con una nota positiva. Ma… “Il progeto di sviluppo infrastrutturale è ben concepito e strutturato in fasi ben distinte. Manca però un riferimento temporale che permetta di capire i termini delle tappe”. A questo punto arrivano i “ma”. “La componente immobiliare è quella più sviluppata in questa fase del progetto e risulta preponderante. L’assetto societario e gestionale proposto è molto articolato e suscita molte perplessità. I progetti immobiliari saranno realizzati da un non meglio definito fondo immobiliare, la cui esistenza è stata però relativizzata. Le risposte ottenute dalla cordata sono state evasive su questo punto”.
Non è tutto con le perplessità: “Gli investimenti immobiliari verrebbero gestiti da svariate entità e soggetti. L’audizione della cordata ha messo in evidenza la presenza di due attività indipendenti l’una dall’altra. Sarà l’attività immobiliare a pagare un affitto alla NewCo e quest’ultima gestirà l’aeroporto”.

Il Rapporto finale scarta Artioli ma il Municipio…

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Non basta il bilancio Artisa,
un capitale di 185 milioniLILLO ALAIMO E ANDREA BERTAGNINel Rapporto del Gruppo di lavoro datato 25 gennaio si passano in rassegna tutte e sette le cordate che hanno partecipato al concorso. Le analisi e le considerazioni non sono, naturalmente, solo relative alla solidità finanziaria delle cordate. Ma su questo capitolo, certamente determinante, il Gruppo si sofferma in modo particolare. Anche perchè le garanzie richieste sono state ottenute (entro la data di scandenza, ovvero il 18 dicembre) solo dalla cordata Amici dell’aeroporto. Il gruppo Artioli ha beneficiato di una sorta di proroga di 40 giorni. Più correttamente bisognerebbe dire che gli è stato concesso tempo, perchè se di proroga vera e propria si sarebbe trattato… gli altri gruppi lo avrebbero saputo immediatamente. Mentre la comunicazione ufficiale c’è stata solo a cavallo tra gennaio e febbraio. Il Caffè lo ha potuto verificare leggendo una delle comunicazioni interne del Municipio. Si spiega (in realtà in modo contorto) che alla Marending-Artioli è stato concesso un “ulteriore termine di scadenza”. Dal 18 dicembre al 28 gennaio.
Ma torniamo al Rapporto del Gruppo. È stato firmato il 25 gennaio 2021, leggendo le conclusioni si capisce che le garanzie finanziarie richieste il primo dicembre non erano ancora arrivate. D’altra parte l’”ulteriore termine di scadenza” era il 28.

Marending-Artioli & Partners
Sulla cordata dell’imprenditore Artioli nel Rapporto si scrive chiaramente che “non ossequia nessuna delle condizioni poste dall’ente aggiudicante in tema di garanzie finanziarie”. Si entra nel dettaglio e si dice che “per quanto attiene la disponibilità (liquida e immediata) di almeno 10 milioni sottoforma di garanzia bancaria a prima richiesta o di deposito vincolato, la cordata ha risposto rinviando a una comfort letter di BancaStato e al rapporto annuale del gruppo Artisa, cioè dell’imprenditore Stefano Artioli, da cui si evincerebbe un capitale proprio di circa 185 milioni”. 
Per quanto riguarda invece la “trasparenza” sull’origine dei fondi o, meglio, sulla generalità esatta dei promotori, il Rapporto cita quanto spiegato dalla cordata. E cioè: “I fondi proverranno o direttamente dal gruppo Artisa o da un piccolo gruppo di investitori (massimo 10 persone). Vi sarà assoluta trasparenza sui beneficiari economici”. Questo è quanto Artisa scrive rispondendo alla richiesta del Gruppo di lavoro. Spiegazioni che non sono state evidentemente ritenute sufficienti. Innanzitutto perché, spiega il Gruppo di lavoro, “la ‘comfort letter’ è soltanto una manifestazione di disponibilità di una banca disposta a entrare in materia a fronte di un determinato progetto. Si tratta di una dichiarazione generica dal valore relativo e in contrasto con quanto chiesto” dal concorso. 
Artisa ha inviato il proprio bilancio al Gruppo di lavoro, un bilancio che attesta un capitale proprio di circa 185 milioni ma ciò è giudicato “inoperante” dal Gruppo il quale ha “evitato di addentrarsi nell’esame del bilancio”. Insomma questo non era fra i suoi compiti.
Per quanto riguarda poi l’origine dei fondi e i beneficiari economici, il gruppo Artisa “non ha indicato chi sono gli azionisti e ha spiegato solo trattarsi di un piccolo gruppo di investitori”. Non ha rivelato, si legge nel Rapporto, né il numero preciso, né le generalità. 

Amici dell’Aeroporto
La cordata ‘Amici dell’aeroporto’ ha puntualmente, si legge nel Rapporto, dato seguito alle richieste relative alla garanzia finanziaria. L’invito è stato fatto il 1 di dicembre, il termine era il 18 ed entro questa data è arrivata la “prova della disponibilità finanziaria” (10 milioni) fornita dai due promotori della cordata. Per conto del primo, cioè Sir Owen-Jones, “è stata prodotta la dichiarazione di un notaio che attestava la disponibilità e il blocco di 5 milioni. Con questa dichiarazione – si legge ancora nel rapporto – sono state ossequiate le due condizioni poste dal Municipio. E cioè: l’esistenza immediata di 5 milioni e la dichiarazione dell’intermediario finanziario inerente il beneficiario economico”. 
La presenza degli altri 5 milioni è stata dimostrata dalla “dichiarazione formale di Credit Suisse. Le generalità, cioè l’origine di quei fondi sono state dimostrate da una lettera della Investinindustrial dell’imprenditore Bonomi e dalla lettera del Credit Suisse. 
È così che, secondo il Gruppo di lavoro, la cordata ‘Amici dell’aeroporto’ ha “ossequiato le condizioni poste dal Municipio”. 

Team Lug
Questa cordata, stando al Rapporto, si è limitata a confermare la disponibilità di alcuni investitori. Ad eccezione di uno di essi non sono stati fatti nomi. Una generica disponibilità a finanziare il progetto. Team Lug ha comunicato al Gruppo di non essere stato in grado di reperire i fondi entro il 18 di dicembre ed ha, peraltro, criticato la decisione di fissare delle condizioni così rigorose in materia di garanzie finanziarie. Dunque, il Gruppo non ha potuto far altro che scartare il progetto di questa cordata.

Skn Haryana City Gas
Come fatto dalla cordata Artioli, si legge nel Rapporto, la Skn ha presentato il bilancio della società promotrice. Numeri che attestano riserve superiori a 25 milioni e l’esistenza di liquidità per circa 10 milioni. 
Il Gruppo di lavoro, così come fatto con la cordata Artisa, non ha voluto entrare nell’analisi dei bilanci per verificarne la veridicità delle cifre. “Non costituiscono il tipo di garanzie chieste dal bando di concorso del settmbre 2020 e precisate il 1 dicembre 2020”.
Ma chi sono i finanziatori? Parrebbero gli stessi promotori del progetto. Parrebbero, si tratta però, si legge nel Rapporto, di deduzioni e ipotesi. Quindi anche per Skn il Gruppo di lavoro ha “bocciato” il progetto. 

Moov Airways
La cordata con una lettera giunta al Gruppo di lavoro il 18 dicembre, la data di scadenza per la presentazione delle garanzie finanziarie, ammette di non essere in grado di rispondere così come richiesto dal bando di concorso. Evidente che  le condizioni poste non sono state ossequiate. 

Northern Lights
Proprio il 18 dicembre la Northern fa avere al Gruppo di lavoro delle “lettere di garanzia di disponibilità finanziarie immediate per un valore di 20 milioni di franchi”. Si tratta di due missive. Quella di una società canadese, Starlink Aviation, che conferma l’interesse nel progetto e la disponibilità a finanziare, e la missiva di una società svedese, SwedAero, che anch’essa esplicita la disponibilità immediata di 10 milioni. 
Nessuna di queste lettere, secondo il Gruppo di lavoro, risponde ai criteri richiesti in tema di garanzie finanziarie. E sono pure “vaghe” le informazioni relative all’origine dei fondi citati. 

Gruppo H24
L’offerta è generica. Secondo il Gruppo di lavoro non presenta alcun elemento utile per poter effettuare una seria valutazione.