LUCA PARNASI / ORA IL CRAC DI UNA SIGLA MISTERIOSA -L’eterna sceneggiata per la realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle fa registrare nuove, imprevedibili scosse telluriche.

14 Febbraio 2021 di: PAOLO SPIGA lavocedellevoci.it

L’eterna sceneggiata per la realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle fa registrare nuove, imprevedibili scosse telluriche.

Sembrava tutto fermo, per via della pandemia, ed invece è successo un po’ di tutto: protagonista in negativo il mattonaro romano Luca Parnasi, sul cui groppone sono piombati autentici macigni.

A questo punto, tutto lo scenario (o la sceneggiata, come dicevamo) della vendita dei terreni di Tor di Valle va in fumo. E le conseguenze, anche sotto il profilo penale, rischiano di essere pesanti.

Ecco le news di una story che abbiamo più volte raccontato, tappa per tappa.

Stavolta a fare il punto provvede ‘businessinsider’, che scova una sigla dell’arcipelago Parnasi fino ad oggi mai venuta alla luce, e che può rappresentare una svolta in tutta la vicenda.

Così dettaglia il sito: “L’istanza di fallimento appena domandata per la società ‘Varia Aedifica’ getta ombre sul gruppo Parnasi. Innescando un pericoloso ‘effetto Domino’ che rischia di coinvolgere anche Eurnova, proprietaria dei terreni su cui dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma di Tor di Valle, e Parsitalia, le due società che non appena giungerà dal tribunale l’omologa ex articolo 182 bis della legge fallimentare dovrebbero finalmente passare dal gruppo Parnasi a CPI Property group di Radovan Vitek. Mentre risulta essere già di proprietà di Vitek la maggioranza di Capital Dev, ex società del gruppo Parnasi nel novembre 2016 entrata a far parte del perimetro di Unicredita seguito del maxi indebitamento da 460 milioni”.

Gaetano Papalia. Sopra, Luca Parnasi

Un vero ginepraio. Solo qualche elemento sommario per capirci meglio (ma conviene leggere le puntate precedenti attivando il ‘trova’ per consultare l’archivio Voce).

Le società griffate Parnasi sono pesantemente indebitate con Unicredit (quasi 800 milioni di euro). Da anni il mattonaro romano cerca di vendere i terreni per il ‘colpo stadio’. Un anno fa la trattativa con il ceco Vitek. Nel frattempo il Comune di Roma scalpita per concludere l’operazione. E la società Roma Calciocambia proprietà, restando sempre americana, da James Pallotta a Dan Friedkin. Mesi fa entra in scena un nuovo-vecchio personaggio, Gaetano Papalia, che denuncia Parnasi per non avergli pagato per intero quei terreni, ma solo il 30 per cento.

Come si vede, una sequela di fatti che più caotici non si può, tali da mettere ogni volta a rischio l’operazione che a questo punto salta in modo definitivo per come è stata condotta dai protagonisti in campo.

Torniamo alle vicende della sigla spuntata dal nulla, Varia Aedifica. Nella sua fresca relazione, datata 3 febbraio 2021, l’amministratore giudiziario Tiziano Onestiscrive testualmente: “Egregi signori azionisti, vi informo che ho depositato ricorso per la dichiarazione di fallimento in proprio della società Varia Aedifica spa in liquidazione. Tale determinazione di natura tecnica trae origine dalla situazione di totale illiquidità e dal fatto che non siano state ad oggi ancora prospettate concrete soluzioni che possano consentire di proseguire in bonis la liquidazione della società”.

Il 75 per cento del capitale della società fa capo a Capital Holding, una creatura dell’arcipelago Parnasi. Mentre il restante 25 per cento è nelle mani di Paolo Reali. Un uomo chiave (e mai fino ad oggi venuto alla ribalta), Reali, perché ha fatto scoppiare il caso, presentando un ricorso in cui venivano denunciate svariate anomalie e “gravi irregolarità” che poi hanno indotto il tribunale di Roma a nominare l’amministrare giudiziario Onesti.

A questo punto – commenta businessinsider – “se Varia Aedifica venisse dichiarata fallita, considerate le operazioni infragruppo finite sotto i riflettori del tribunale, non si possono escludere ripercussioni anche pesanti su altre società del gruppo Parnasi, in un momento in cui si attende il passaggio definitivo di alcune di esse a Vitek”.

Cosa farà, a questo punto, il neo presidente della Roma Friedkin?

Come sbroglierà la matassa Virginia Raggi, che rischia di presentarsi al voto con una pesantissima questione irrisolta sul groppone?