CARRAI INGUAIA L’ACCIAIO DI ACP

Gli impegni disattesi dalla società siderurgica Jsw Steel Italy che in mano al gruppo indiano Jindal controlla il polo siderurgico di Piombino e di cui è vicepresidente Marco Carrai, da sempre vicino all’ex premier Matteo Renzi, fanno una vittima importante nel settore dell’acciaio. Qualche giorno fa, infatti Barbara Perna giudice delegato del tribunale di Roma ha nominato Andrea D’Ovidio commissario di Acp Spa, che acquista rottami di ferro e produce vende billette, ammessa al concordato con riserva. L’azienda capitolina, controllata dal gruppo Habib che ha distinto la produzione dell’acciaio semplice da quella degli acciai speciali costituendo le nuove due controllate Acp Industries e Acp Acciai Speciali, aveva chiuso il 2019 con ricavi per oltre 105 milioni di euro e un utile di 5,2 milioni, producendo 234mila tonnellate. La crisi, come spiegano gli avvocati Mario Santaroni e Fabrizio Ravidà nel ricorso presentato al tribunale capitolino, è nata quando la Jsw Steel Italy “cliente primario legato da un contratto di lunga durata, ha disatteso gli impegni e non ha più consegnato il rottame di ferro e ritirato il prodotto finito mettendo in difficoltà la scrivente che, pur ricca di ordinativi (Stemcor, ecc…) non ha potuto evaderli per i vincoli appena accennati”. Poi è sopraggiunta con la pandemia la chiusura dell’impianto nel bergamasco e la inevitabile richiesta di procedura. Il piano concordatario, favorito dalla recente firma di un contratto-quadro con Stemcor, prevede anche l’acceso a finanziamenti “Covid” da Cassa Depositi e Prestiti.