Banco Bpm: riparte dialogo con Bper, incognita B.Mps (Stampa)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Riparte il cantiere per una possibile fusione tra Banco Bpm e Bper. Secondo quanto ricostruito dalla Stampa, l’interlocuzione tra il numero uno di piazza Meda, Giuseppe Castagna, e Carlo Cimbri di Unipol starebbe definendo la governance del futuro gruppo, con l’incognita della casella per l’attuale ad di Bper, Vandelli, ancora da definire. 

L’operazione vera e propria partirà però solo nel secondo semestre, dopo il completamento dell’integrazione degli sportelli ex Ubi Banca acquisiti da Bper. 

Se questa sembra essere la via maestra, non sono però esclusi colpi di scena. Dopo i sondaggi effettuati a cavallo del nuovo anno, la pista di Bpm per Monte dei Paschi sarebbe ancora all’esame dei consulenti del Mef, primo azionista di Siena con il 64% del capitale. “Quando il fantino guarda troppo da una parte viene superato dall’altra”, sintetizza con una metafora del Palio una delle fonti interpellate. Tradotto: Unicredit resta l’opzione principale ma non l’unica. E l’alternativa, più che le francesi Credit Agricole o Bnp Paribas come avanzato da qualcuno, sarebbe proprio l’istituto milanese. 

Un’operazione senza le complicazioni di una fusione a tre (Unicredit-Banco-Mps) che all’interno del board di Bpm avrebbe però quale referente principale, più che l’ad Castagna, il presidente Massimo Tononi e potrebbe contare anche sull’appoggio di qualche socio rilevante. 

La sorte di Siena resta però ancorata a quello che vorrà fare il nuovo ad di Unicredit, Andrea Orcel. Se un cambio di linea del Tesoro su questa partita con l’arrivo del governo Draghi viene giudicato “molto improbabile se non impossibile”, Orcel valuterà con pragmatismo la contropartita economica per Unicredit dell’operazione Mps. Ferma restando l’opposizione di Leonardo Del Vecchio all’operazione, solo la convenienza economica convincerà il nuovo ad e con lui probabilmente anche l’illustre socio. 

Le opzioni di una “piccola Mps” circolate nei giorni scorsi vengono definite senza fondamento dagli interlocutori, anche perché sull’aggregazione il Mef ha ormai ottenuto anche un sostanziale via libera, in cambio di alcune garanzie, anche da quelli che sono stati finora i più fermi oppositori. Ovvero gli enti locali -comune di Siena, comuni della provincia e Regione Toscana- e sindacati dei bancari. Merito dell’opera di convincimento di Alessandro Rivera, il direttore generale del Tesoro il cui ruolo non dovrebbe essere scalfito dall’arrivo di Daniele Franco come ministro. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

February 18, 2021 02:42 ET (07:42 GMT)

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