Il gruppo dei “tecnici”ha scelto gli Amici – I documenti inediti sul futuro dell’aeroporto di Lugano

LILLO ALAIMO E ANDREA BERTAGNI

Caffè.ch 21.2.21

Il file è lì, in alcuni computer del Palazzo municipale di Piazza Riforma a Lugano, pronto per essere stampato. Il sindaco Marco Borradori ha assicurato che, chissà?, forse già la settimana entrante consegnerà al Consiglio comunale il Rapporto del Gruppo di lavoro sul rilancio dell’aeroporto di Agno. Lo consegnerà anche perché la scorsa settimana il Caffè ha reso note le conclusioni. Fra i sette partecipanti al concorso, il gruppo tecnico – nominato dal Municipio poco meno di un anno fa – ha scelto la cordata Amici dell’aeroporto. Sono due i promotori, vale a dire Sir Lindsay Owen Jones, ex Ceo di L’Oréal, e la famiglia di industriali italiani Bonomi.
Sì, il sindaco darà modo a tutti di conoscere i dettagli del Rapporto, ma la cosa non sta filando, come dire?, liscia come l’olio. Alla fine del mese scorso Borradori ha annunciato che il Municipio avrebbe iniziato le trattative per il futuro dello scalo luganese, non solo con il gruppo Amici dell’aeroporto. Ma anche con la cordata Marending-Articoli&Partners, vale a dire, per chi conosce le vicende ticinesi quella dell’imprenditore immobiliare Stefano Artioli. Un progetto, quello di quest’ultimo, che il Gruppo di lavoro reputa però “debole dal punto di vista del potenziale assetto societario e contrattuale”. Non solo. Il progetto, a dire del Gruppo di lavoro, presenta “una componente immobiliare preponderante rispetto a quella aviatoria e a quella della gestione aeroportuale”. Non solo.

Ecco i dettagli del progetto dell’ex Ceo L’Oréal

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Uno sviluppo graduale
e il pareggio in 5 anniLILLO ALAIMO E ANDREA BERTAGNII promotori della cordata Amici dell’aeroporto (il cui capofila è Sir Lindsay Owen-Jones, ex Ceo di L’Oréal) immaginano lo scalo luganese come struttura complementare che funge da ponte, così si legge nel Rapporto del Gruppo di lavoro, verso la Svizzera e oltre.
“Una struttura sostenibile per un aeroporto di piccole dimensioni con ambizioni di crescita graduale e solida. Lo scalo vuole essere un vettore di sviluppo e di innovazione. Pur ritenendo irrealistici scenari che vedono ‘muovere’ centinaia di migliaia di persone, i promotori ritengono possibile l’obiettivo di un’estensione graduale delle destinazioni di linea. Il progetto è quello di creare una rete di shuttle per collegare e ‘aprire’ il Ticino.
“Per concretizzare questo progetto gli Amici dell’aeroporto hanno stipulato un accordo con la compagnia lussemburghese LuxAviation. Questa compagnia è una delle più grandi per voli business in Europa, gestisce una flotta di oltre 260 velivoli e impiega 1.700 persone.
“Per la gestione dell’aeroporto si prospetta la costituzione di una NewCo con sede nel Luganese e con i due promotori quali azionisti al cinquanta per cento. Gli stessi hanno ritenuto di assumere gli oneri dell’intera procedura. Hanno i mezzi finanziari per farlo per tutto il periodo della concessione. Nelle fasi che seguiranno, i promotori intendono aprirsi e allargare l’azionariato a investitori locali che condividono le loro visioni.
“L’obiettivo dei promotori è quello di ricostruire un aeroporto con basi finanziarie solide per il futuro. E ciò per correggere la fragilità che ha caratterizzato fino ad oggi la gestione dello scalo.
“Oltre alla ricapitalizzazione, i promotori intendono riportare gradualmente nella struttura una parte dei ricavi generati dalle attività non aeroportuali (hangar, ristorazione). Oggi sono a beneficio esclusivo dei privati.
“I promotori del progetto sono disposti, in quest’ottica, a collaborare con tutti gli attori del settore che vorranno condividere questa strategia, una strategia atta a dare stabilità gestionale allo scalo.
“I mezzi economici messi a disposizione dagli azionisti, permetteranno alla NewCo di investire almeno 8,5 milioni di franchi nell’arco dei primi 3-5 anni. E fino a 11,76 milioni nell’arco di 10 anni. Per un totale, quindi, di 19,26 milioni.
“Gli interventi di risanamento e ampliamento sono stati presentati in modo dettagliato (ndr.vedi scheda in centro).
“Il progetto è ritenuto ragionevole dai promotori, sostenibile e durevole. Prevede di arrivare al pareggio in 5 anni e in 10 a una redditività ragionevole.
“Vi è sostenibilità anche sotto il profilo ambientale e paesaggistico perché i progetti immobiliari sono calibrati esclusivamente per il consolidamento e lo sviluppo dell’azienda aeroportuale.
“Per quanto riguarda l’operatività, il progetto prevede di ripristinare al più presto i vecchi orari di apertura, così da poter meglio servire eventuali compagnie di linea sulle tratte Lugano-Ginevra e Lugano-Berna.
“Si prevede pertanto di aumentare il personale a 27 ‘equivalenti a tempo pieno’ rispetto agli attuali 15,9.
“Tutti i servizi previsti oggi verranno mantenuti anche in futuro.
“Per l’ammodernamento e la realizzazione di nuove strutture sono state elaborate diverse idee avvalendosi della consulenza dello studio di architettura zurighese Hosoya Schaefer.
“Questo studio ha progettato il nuovo aeroporto di Samaden e ha un incarico per l’ampliamento dello scalo di Zurigo Kloten.
“Il progetto è conforme alle linee guida stabilite dal Municipio di Lugano. Vi è quindi aderenza con la visione espressa dalla Città”.
La stessa evidenza, si fa notare nel Rapporto al capitolo sugli Amici dell’aeroporto, la si ritrova per quanto riguarda le garanzie finanziarie per la realizzazione del progetto.

Ecco i dettagli del progetto di Stefano Artioli

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“Opere da realizzare anche
con un fondo immobilaire”LILLO ALAIMO E ANDREA BERTAGNIIl Rapporto del Gruppo di lavoro a pagina 12 così descrive la proposta di Stefano Artioli. “Il progetto di sviluppo e le attività aeroportuali verrebbero gestite da una NewCo costituita dai promotori che si avvarranno a vario titolo della competenza di Stephan Woodli, direttore della società Tag Maintenance Service; Andrea Marending, Ceo di Erexi; Luca Marending, amminstratore delegato di LuganAir. La NewCo, pur mantenendo la responsabilità verso il Comune e l’Ufficio federale dell’aviazione civile (Ufag) delegherà le attività tipicamente aeroportuali (praticamente tutti i servizi che si svolgono sul piazzale di volo) alla società Tag, la succursale di Agno che occupa attualmente 11 collaboratori. Si occupa della manutenzione degli aeromobili.
“I promotori non presentano né un organigramma né i dettagli dell’integrazione NewCo-Tag, ma confermano l’intenzione di riassumere tutte le persone che attualmente lavorano all’aeroporto.
“Nella prima fase il progetto prevede l’ampliamento degli hangar e la realizzazione di nuovi per aumentare la capacità di ricovero di aeroplani.
“Nella seconda fase si prevede la costruzione di un nuovo terminal che offrirà anche servizi legati al commercio (duty free) e alla ristorazione.
“Connesso al terminal e sullo spazio parallelo alla strada d’accesso, dove oggi si trova il posteggio P1 sarà realizzato un autosilo di tre piani fuori terra con 500 posti auto che fungerà anche da terminal per il servizio taxi e bus.
“La terza tappa del piano di sviluppo ha come oggetto l’ammodernamento dell’odierna struttura a servizio dell’aeroporto e la creazione di un polo relativo alle attività collaterali ad esso legate (catering, alloggi per pompieri e piloti…).
“Sfruttando le sinergie con l’aeroporto, il progetto prevede di investire in attività legate all’aviazione tradizionale con scuole di volo e simulatori, soprattutto per quel che riguarda la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie. Si pensa in particolare a droni e aeromobili elettrici. La promozione e l’insediamento di queste realtà innovative verrà curata da Massimo Malgorani, industriale nel settore dei ‘micromotori semplici’ con la ditta Delta Line.
“Come precisato nel corso di un’audizione un primo hangar verrebbe realizzato dalla NewCo a nord di quelli esistenti. Il rifacimento degli hangar esistenti (fase due) sarà gestita dagli attuali proprietari (con accordi di indennizzo verso la NewCo). Le restanti opere (fase due e fase tre) saranno delegate dalla NewCo a Stefano Artioli e realizzate tramite un Fondo immobiliare (da costituire). Questo fondo gestirebbe anche i diritti di superficie. Gli spazi verrebbero poi dati in affitto alla NewCo e agli altri utenti.
“Su questo aspetto nulla di più è dato da sapere nonostante nostre precise richieste.
“Per compensare l’impatto ambientale, il progetto prevede il miglioramento dell’efficienza energetica della struttura. Inoltre, l’area interessata potrebbe permettere, secondo il progetto, la creazione di un campo fotovoltaico.
“Tra le priorità i promotori sottolineano anche la ripresa dei collegamenti di linea, in modo particolare il volo Lugano-Ginevra. Nella documentazione presentata si parla della costituzione di una società dedicata che potrà operare in tempi brevi grazie alle autorizzazioni già concesse dall’Ufficio federale dell’aviazione civile alla ditta Tarmac Aviaton. I promotori hanno inoltre precisato che, per assicurare il collegamento con Ginevra, sono in corso trattative con la compagnia zurighese Zimex Aviaton di Glattbrugg. La ripresa dei voli su Ginevra è subordinata al sostegno finanziario dell’ente pubblico o di associazioni di categoria delle perdite operative per un importo di 1,5 milioni.
“Per indennizzare l’utilizzo delle attuali infrastrutture (mobili e immobili) i promotori hanno previsto nel businnes plan un canone di 100mila franchi annui. Visti gli importanti lavori di ristrutturazione da realizzare a breve termine, i promotori propongono di versare, a titolo di controprestazione, l’importo sopracitato in un fondo di rinnovamento a cui la NewCo potrà fare capo. Per il diritto di superficie i promotori propongono un canone annuo di 30mila franchi.