Covid: Draghi sceglie linea prudenza, presto nuovi stop (Stampa)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“E ora Salvini ha preso il posto di Renzi”, sbuffano negli uffici del governo quei ministri che già poco sopportano l’azione di disturbo del leader leghista. Forse non è un caso, scrive La Stampa, se nel summit sulle misure per il covid, insieme ai suoi ministri di destra e sinistra, (Franceschini e Speranza, Giorgetti, Patuanelli e Gelmini) il premier abbia schierato la formazione completa di scienziati, Agostino Miozzo, Franco Locatelli, Silvio Brusaferro. Per far sentire dalla loro viva voce, oltre che da Speranza, “che serve la linea della prudenza”, per dirla con Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, alla vigilia della sentenza settimanale sui colori delle regioni e quindi sulle chiusure. 

Sono bastati alcuni numeri per capire il loro parere su eventuali riaperture mirate e controllate in zone gialle. Anche perché gli scienziati di Iss e Cts hanno fatto un quadro da paura: ormai oltre il 30% delle infezioni Covid in Italia è dovuto alla variante inglese. Il report più aggiornato mostra che a metà marzo la variante sarà predominante in tutte le regioni d’Italia. 

Il premier -stando a quanto riferiscono i rigoristi- avrebbe sposato la linea della prudenza, già dimostrato con la proroga a fine marzo delle chiusure tra le regioni. 

I dem e Speranza spingono il premier a placare i bollenti spiriti del leader leghista, che vorrebbe consentire ai ristoranti di riaprire la sera nelle zone a minor rischio. E il disappunto di Zingaretti di fronte al fatto che la tesi di Salvini sia stata benedetta da Bonaccini “per dare ossigeno alle attività più colpite senza rinunciare alla prudenza”, la dice lunga su quanto il Pd sia percorso da tensioni. “La disperazione non va cavalcata con false promesse, che senso ha dire “io lavoro per le riaperture”? Bisogna lavorare per governare la pandemia”, è la stoccata del segretario dem. Insomma il fronte del rigore va tenuto compatto, ma le crepe cominciano a indebolirlo. 

Ma tutto si tiene in questa fase confusa dei primi passi del governo Draghi. I ritardi, dovuti allo stop forzato dalla crisi di governo, nel distribuire i ristori, che fanno infuriare le categorie colpite dalle chiusure; i ritardi nel completare la compagine ministeriale, che fanno vacillare i Palazzi, sotto il peso di un ingorgo di provvedimenti bloccati. 

Il premier intende coinvolgere di più il Parlamento e quindi niente più Dpcm di contiana memoria, d’ora in poi decreti legge da convertire nelle Camere, come chiesto più volte dalle opposizioni, che ora stanno nell’esecutivo. Oggi Speranza illustrerà alle Camere la situazione preoccupante e le misure di precauzione del prossimo provvedimento. E ieri al vertice il premier ha fatto venire anche il ministro dell’Economia Daniele Franco, perché se entro il 5 marzo andrà fatto un nuovo decreto con le misure di contenimento, andranno varati subito i ristori dell’ordine di miliardi per chi ha subito i danni economici. Le aziende e il mondo dello sci nella filiera alpina, ancora attendono i ristori di Natale e Capodanno e ora bisogna correre. “Se non ci sbrighiamo, arrivano a Roma con i forconi”, si agita un ministro. 

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(END) Dow Jones Newswires

February 24, 2021 02:40 ET (07:40 GMT)