Alitalia: una mini-societa’ chiede l’ok Ue (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Obiettivo, strappare il via libera all’Ue entro metà marzo e salvare la stagione estiva prima che le low cost facciano terreno bruciato intorno a quel che resta di Alitalia. Per questo, la newco Ita rimane centrale per il salvataggio, ma la compagnia che verrà rischia di partire ancora più piccola del previsto. Almeno nella fase di startup, infatti, decollerebbe con meno di 50 aerei, il che significa un numero di occupati inferiore a 4 mila e meno slot, compresi quelli più ambiti, a Linate. 

Le cifre non sono ancora ufficiali, e nessuno, nemmeno il governo Draghi, vuole intestarsele così apertamente, ma è questo – secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza – l’ordine di grandezza su cui si ragiona per accelerare il dossier e renderlo convincente ed economicamente sostenibile agli occhi di Bruxelles, in vista dell’incontro con Margrethe Vestager. Ieri il premier Mario Draghi ha riunito i ministri dell’Economia, Daniele Franco, dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, dei Trasporti, Enrico Giovannini, e del lavoro, Andrea Orlando. 

Il premier e i ministri dovrebbero rivedersi domani o giovedì.I sindacati dovranno accettare lo spezzatino, ammorbidito da garanzie occupazionali anche se Ita potrà partecipare alle gare per i rami manutenzione e handling. Per oggi, intanto, è previsto un cda della newco, che dovrà anche iniziare a mettere a punto le rotte in vista della stagione estiva, con l’auspicio di poter decollare a maggio. Le low cost, che hanno scatenato per tempo l’offensiva commerciale in vista delle vacanze estive, segnalano già impennate delle prenotazioni anche del 300%. Nel caso di Ita, però, è una corsa contro il tempo. 

Per il passaggio di consegne del ramo volo, infatti, la compagnia dovrà presentare un’offerta che poi il commissario Giuseppe Leogrande dovrà sottoporre a perizia da parte di un valutatore indipendente. Secondo indiscrezioni, dalla vendita di tutti gli asset Alitalia in amministrazione straordinaria, il commissario conta di riuscire a incassare una cifra almeno leggermente superiore ai 400 milioni di euro necessari per rimborsare l’ultimo prestito ottenuto, così da poter garantire la sopravvivenza fino alla conclusione della procedura di cessione. Nel frattempo, gli stipendi di febbraio sono stati pagati ieri, dopo che lo stesso Leogrande aveva suonato l’allarme sulle casse rimaste prosciugate. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

March 02, 2021 03:10 ET (08:10 GMT)