Tercas: Maccarone, quell’indebito stop pesò su tutti i salvataggi (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“La sentenza della Corte di Giustizia chiude definitivamente il profilo giudiziario del caso Tercas, nato in connessione con un intervento del Fondo, che aveva coperto le perdite di Banca Tercas e consentito l’ingresso della Popolare di Bari nell’istituto abruzzese, che poi la incorporò. Ma il caso Tercas ha prodotto conseguenze che vanno al di là della vicenda specifica e dello specifico contesto tecnico”. 

Lo ha detto al Messaggero il presidente del Fitd, Salvatore Maccarone, aggiungendo che “la Corte di Giustizia ci dice che quello stop fu un provvedimento illegittimo, ma i danni che esso ha prodotto non sono certo cancellati dalla consapevolezza definitiva che oggi abbiamo della sua illegittimità. Anzi, il disappunto, se posso usare questo termine addolcito, diventa ancora più forte”. 

Anche Maccarone ritiene che l’iniziativa Ue abbia prodotto gravi conseguenze. “Il provvedimento della Commissione, mentre era in corso il processo avanti al Tribunale europeo, ha impedito al Fondo di realizzare interventi che erano già stati istruiti, programmati, finanziati, deliberati e uno di essi in fase di attuazione, rendendo così inevitabile il provvedimento di risoluzione: mi riferisco alla vicenda delle quattro banche (Cassa di Ferrara, Banca Marche, Popolare dell’Etruria e Cassa di Chieti), dal quale, come sappiamo, sono derivati danni diretti e indiretti ingenti, agli azionisti delle banche, molti di essi piccoli risparmiatori, agli obbligazionisti e più in generale al contesto socio economico delle aree di pertinenza, anche se gli strumenti adottati per la gestione della procedura di risoluzione hanno in parte attenuato gli effetti dannosi a livello locale”. 

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sollecita azioni per danni. 

“I piccoli risparmiatori, portatori di obbligazioni subordinate, azzerate per effetto del provvedimento di risoluzione, in forza di una specifica previsione normativa, sono stati rimborsati dal Fondo con risorse proprie e altre provvidenze sono state disposte con la creazione di fondi pubblici destinati. Ma le conseguenze di quel provvedimento della Commissione, che oggi sappiamo con certezza essere stato illegittimo, sono tuttora vive e fonte per molti di pregiudizio e di disagio, oggi accresciuto dalla chiarezza della decisione del giudice europeo -ha messo in evidenza il presidente del Fitd- La percezione di aver subito un’ingiustizia è molto forte e non mi stupirei se iniziative risarcitorie fossero avviate”. 

“Quel provvedimento ha inciso profondamente anche sui modelli di intervento del Fondo, che nel periodo intermedio, per poter realizzare le sue finalità, ha dovuto creare una struttura propria nel suo interno, lo Schema Volontario, per fare quello che la Commissione riteneva precluso al fondo obbligatorio; e questo lo Schema ha fatto, con qualche complicazione in più, ma grande efficacia, consentendo il salvataggio delle Casse di Cesena, Rimini e San Miniato ed erogando la prima parte dell’intervento a favore di Carige”, ha continuato. 

Il Fondo ha comunque riacquistato, già a seguito della decisione del Tribunale, la sua libertà di intervento, “è vero. Il contesto normativo è oggi diverso da quello in vigore all’epoca del caso Tercas, ma la decisione della Corte -ha spiegato Maccarone- assume tuttora una rilevanza fondamentale, dando certezza interpretativa ad un profilo essenziale per la gestione delle crisi bancarie nel nostro Paese, come ha anche dimostrato l’intervento di salvataggio della Popolare di Bari, che peraltro ha anche dimostrato la immutata severità della DgComp nell’interpretazione massimamente restrittiva delle norme del Trattato”. 

Il caso Tercas ha insegnato che “l’aiuto di Stato è illegittimo quando (fra le altre cose) è idoneo ad alterare la concorrenza sul mercato europeo di riferimento: ebbene Tercas rappresentava lo 0,1% del mercato bancario italiano. Resta difficile credere che con questa percentuale avrebbe potuto falsare la concorrenza a livello europeo”, ha concluso. 

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March 03, 2021 02:24 ET (07:24 GMT)