Banco Bpm: Tononi, un anno per le nozze (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il percorso intrapreso da Banco Bpm porta a un’aggregazione. Ne è convinto Massimo Tononi che, dopo aver presieduto Borsa Italiana, il Montepaschi e la Cassa Depositi e Prestiti, dall’anno scorso è numero uno del gruppo di piazza Meda. La priorità dei prossimi 12 mesi sarà insomma accompagnare l’istituto verso un matrimonio a cui Tononi lavorerà a stretto contatto con il ceo Giuseppe Castagna. Sui candidati non si sbilancia, ma è freddo su un nome: Mps. 

Domanda. Tononi, che bilancio fa dell’anno della pandemia per Banco Bpm? 

Risposta. È stato un anno molto impegnativo, ma sono davvero soddisfatto dei risultati ottenuti ed ancor più della dedizione mostrata dalla donne e dagli uomini di Banco Bpm. Siamo sempre rimasti vicini ai nostri clienti, mostrando quel senso di comunità, quello spirito di squadra, che sono tratti distintivi della nostra banca. Abbiamo sostenuto l’economia del Paese concedendo crediti per quasi 30 miliardi e nei momenti più drammatici la banca ha reagito con straordinaria celerità. Tutto questo è alla base dell’ottima performance operativa della banca nel secondo semestre del 2020: il risultato prima degli accantonamenti è cresciuto del 43,5% rispetto al primo semestre. Questo livello di redditività ci ha consentito di proseguire nel processo di de-risking, con cessioni di crediti deteriorati per complessivi 1,3 miliardi e un ulteriore incremento, al 50%, del livello di copertura. Da ultimo, voglio sottolineare che la banca è tornata dopo molti anni a distribuire il dividendo: il cda ha deciso di proporre il pagamento di 6 centesimi per azione (rendimento vicino al 3%, ndr). 

D. Come è iniziato il 2021? 

R. L’andamento dei primi due mesi è stato molto positivo: i ricavi da commissione sono tornati ai livelli pre-Covid e la qualità del credito continua ad essere elevata. Siamo nel complesso ottimisti per il 2021. Lo scenario rimane però incerto: alcuni settori hanno subito cali drammatici del fatturato; i consumi delle famiglie, ed ancor più gli investimenti delle imprese, sono lontani dai livelli pre-Covid, tanto che non è un caso che la liquidità depositata presso le banche rimanga molto elevata; il sostegno pubblico ad aziende e occupazione non potrà durare all’infinito. Quindi non possiamo abbassare la guardia. 

D. Qual è la sua impressione su queste prime settimane di attività del nuovo governo? 

R. Il governo ha correttamente individuato le priorità e ha impostato un metodo di lavoro efficace. Naturalmente è prematuro esprimere una valutazione concreta sull’attività di governo e in particolare sui contenuti del Recovery Plan. È però innegabile che questo governo ha riscosso il gradimento e la fiducia dei mercati finanziari e non solo. E la fiducia rappresenta un ingrediente fondamentale per la ripresa dell’economia. 

D. Il consolidamento è una strada obbligata, ma si può crescere continuando a essere banca di territorio? 

R. Si può essere banca di comunità e di territorio a prescindere dalle dimensioni. Noi lo siamo pur costituendo il terzo gruppo bancario del Paese, con 4 milioni di clienti e più di 20 mila colleghi. Il radicamento sul territorio, in particolare nelle regioni più ricche e produttive del Paese, è il nostro principale punto di forza. Non vogliamo e non possiamo rinunciarvi. Allo stesso tempo credo sia necessario per noi, così come per tante altre banche, perseguire una strategia di consolidamento. 

D. Che obiettivi vi state dando sul m&a? 

R. Sarei molto deluso se non riuscissimo ad avviare un’operazione di consolidamento nei prossimi 12 mesi. Naturalmente cercheremo di soddisfare le aspettative di tutti gli stakeholders, a cominciare da quelle degli azionisti; del resto, per una public company come Banco Bpm, priva di uno zoccolo duro di soci, sono realizzabili solo transazioni gradite alla vasta platea dei nostri azionisti. Su questo vi è assoluta sintonia all’interno del cda, ed in particolare tra me, Giuseppe Castagna e il vicepresidente Mauro Paoloni. 

D. Con che interlocutori state parlando? 

R. Preferisco evitare commenti specifici. Mi limito a ribadire che non abbiamo preclusioni. 

D. Anche su Mps? 

R. Diciamo che la nostra compatibilità industriale e finanziaria con Mps è decisamente meno convincente rispetto ad altre ipotesi. 

D. Banco Bpm quota 0,30 volte il patrimonio. Temete mosse ostili? 

R. Sono contento che il titolo abbia registrato un’ottima performance in questi ultimi mesi. Però rimango insoddisfatto dei multipli ai quali trattiamo. Evidentemente dobbiamo impegnarci ancora di più per convincere il mercato della solidità della nostra banca, del suo formidabile radicamento territoriale e del suo grande potenziale. Fatta questa premessa, non vedo ragioni per temere iniziative ostili, purché valorizzino pienamente la nostra banca. Preferisco le operazioni amichevoli e concordate, perché credo che, soprattutto nel nostro settore, possano produrre risultati migliori per tutte le parti coinvolte. Però siamo una società ad azionariato diffuso: alla fine decidono gli azionisti. 

D. Negli ultimi mesi sono nati nuovi accordi parasociali. Come valuta questa evoluzione della governance? 

R. L’attenzione alla banca da parte di azionisti importanti e sofisticati è un’ottima notizia. Si tratta peraltro di soggetti connotati da spiccata matrice industriale o forte radicamento territoriale, e quindi capaci di contribuire alla crescita della nostra banca, che proprio nella collaborazione con il mondo produttivo del centro-nord trova la sua vocazione naturale. 

D. Qual è oggi il vostro livello di attenzione sulla trasformazione digitale e sui temi Esg? 

R. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al momento dell’insediamento disse che «la trasformazione verde e quella digitale sono sfide indissociabili». Banco Bpm è consapevole dell’importanza di questi aspetti e ha già raggiunto risultati importanti nel 2020. Vogliamo però fare di più: sono in corso progetti importanti per accelerare ulteriormente sia sulla trasformazione digitale sia sulla sostenibilità a beneficio di clienti, colleghi, ambiente e comunità. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

March 08, 2021 02:27 ET (07:27 GMT)