Mohawk: mette gli occhi su Mapei (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il periodo prolungato di difficoltà legato al Covid sta generando un rumore di fondo quasi incessante sul fronte delle operazioni di m&a. L’ultima azienda che sta cercando interessanti occasioni d’acquisto in terra italiana è il colosso statunitense Mohawk Industries, che già nel dicembre del 2012 aveva rilevato l’italiana Marazzi per 1,5 miliardi di dollari. 

Le ultime indiscrezioni riportano che il gruppo americano, produttore di pavimenti e piastrelle in ceramica, avrebbe individuato alcune opzioni, tra le quali ci sarebbe un partner con il quale da anni ci sono contatti esclusivamente lavorativi, ossia il gruppo Mapei. Mohawk ha appena comunicato i risultati del bilancio 2020, chiuso con ricavi per 9,6 miliardi di dollari e con un utile di 516 milioni, potenza di fuoco grazie alla quale sarebbe pronta a fare shopping. C’è persino chi dice che siano stati avviati i primi contatti con la famiglia Squinzi per verificare un interesse per un’operazione, almeno per un primo ingresso con una quota di minoranza nel capitale. Dal quartier generale della Mapei smentiscono categoricamente che qualcuno possa valutare un’offerta. Come a dire che l’azienda rimarrà interamente italiana e a lungo e, se proprio ci saranno operazioni straordinarie, saranno acquisizioni e non certo cessioni, nemmeno parziali. 

Indiscrezioni e rumors però continuano a circolare sul mercato con insistenza, a testimonianza del fatto che perlomeno l’interesse da parte di Mohawk Industries è assodato. C’è chi, oltre a confermarlo, si lamenta che grandi aziende americane e francesi abbiano colto l’occasione delle debolezze generate dal Covid per cercare occasioni d’acquisto nonostante le barriere introdotte con la versione rafforzata dell’ultimo golden power, come testimoniano le notifiche al comitato speciale di Palazzo Chigi, che sono quadruplicate con la pandemia. Resta il fatto che Mapei non è certo un gruppo in difficoltà, cui un player potrebbe avvicinarsi per approfittare della debolezza. L’ultimo bilancio disponibile, quello relativo al 2019, certificava che l’azienda, tra i leader mondiali nei prodotti chimici per l’edilizia, ha chiuso l’esercizio con un valore della produzione salito del 7% a 2,76 miliardi e con un balzo nell’utile netto a 74 milioni di euro (dai 24 del 2018). 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

March 09, 2021 02:48 ET (07:48 GMT)