VICENDA PREMAFINLe azioni di Salvatore Ligresti tornano in Italia

Tvsvizzera.it 11.3.21

Nel 2012 su richiesta delle autorità italiane il Ministero pubblico ticinese aveva sequestrato migliaia di titoli della Premafin, la holding di Salvatore Ligresti. Quattro anni dopo la condanna dell’imprenditore siciliano per manipolazione del mercato, le azioni possono essere consegnate all’Italia.

A tre anni dalla sua scomparsa, Mister 5 per cento – come era stato soprannominato per l’abilità ad acquistare pacchetti di azioni non troppo importanti ma che gli permettevano di controllare certe società – torna a far parlare di sé.

Il Tribunale penale federale (TPF) ha infatti recentemente respinto (decreti del 10 febbraio 2021 1C_719/2020Link esterno 1C_732/2020Link esterno) i ricorsi di diverse società panamensi e del Liechtenstein, che si erano opposte alla rogatoria delle autorità italiane.

Diverse centinaia di migliaia di azioni

Come riporta il portale Gotham CityLink esterno, queste società avevano domandato di dichiarare irricevibile la domanda di assistenza italiana e di respingere quindi la rogatoria o che, in via subordinata, fosse limitata alla consegna di 61’364 azioni intestate a Daris Anstalt (valutate a 152’812 euro), altre 352’873 intestate a Wifer Anstalt (879’006) e 242’196 intestate a Alembert Associates SA (nessuna valutazione). Secondo i legali, nessun’altra delle società ricorrenti toccate dalla decisione di confisca era stata implicata nei fatti contestati nell’ambito della procedura italiana.

I loro argomenti sono però stati respinti dai giudici del TPF, secondo cui le azioni litigiose erano controllate da trust che dissimulavano gli interessi della famiglia Ligresti, all’epoca azionista di riferimento di Premafin.

I titoli – di cui si ignora il valore complessivo – saranno così consegnati all’Italia.

Una vicenda cominciata nel 2012

La vicenda era iniziata nel 2012, con l’apertura da parte della procura di Milano di un’inchiesta per il reato di aggiotaggio in relazione a trust riconducibili all’imprenditore siciliano che avevano acquistato azioni della Premafin. La procura milanese aveva presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria, ciò che aveva portato al sequestro delle azioni.

Nel novembre del 2017, dopo la condanna di Ligresti a 5 anni di carcere per manipolazione del mercato (furono condannati anche l’ex immobiliarista Giancarlo de Filippo e il fiduciario ticinese Niccolò Lucchini), il Tribunale di Milano aveva disposto la confisca dei titoli.

L’imprenditore della ‘Milano da bere’

Deceduto nel maggio 2018, Salvatore Ligresti – Don Salvatore, come era stato anche soprannominato – era nato a Palermo e si era stabilito sin da giovane a Milano. Nel capoluogo lombardo si era lanciato nel settore dell’edilizia, diventando tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 uno degli uomini più ricchi d’Italia.

Con i proventi derivanti dalle attività edilizie, aveva investito in importanti aziende italiane. La sua ascesa andò di pari passo con alcuni scandali e diverse vicissitudini giudiziarie. Negli anni ’90, nell’ambito di Tangentopoli fu condannato in via definitiva a 2 anni e 4 mesi di carcere. Poi, come detto, le inchieste delle procure di Milano e Torino legate alle sue strategie finanziarie, che nel 2017 si conclusero con la condanna summenzionata.