Crisi Ferrarini, Unicredit ottiene il pignoramento della villa di Rivaltella. VIDEO

16 marzo 2021 Gabriele Franzini reggioonline.com

Lo stesso vale per una ventina di immobili di proprietà di Lina Botti, vedova dell’imprenditore Lauro Ferrarini. La somma reclamata dall’istituto di credito è di circa 1,7 milioni di euro. Beni all’asta e fuori dal concordato

REGGIO EMILIA – Unicredit ha ottenuto dal Tribunale di Reggio il pignoramento di una ventina di immobili di proprietà di Lina Botti, vedova dell’imprenditore Lauro Ferrarini, scomparso nel 2010. Tra questi beni, oltre a molti terreni agricoli nel comune di Reggio, ci sono anche due fabbricati di valore. Il primo è un edificio a uso residenziale di 500 metri quadrati in via Rivaltella, nelle pertinenze di Villa Corbelli. Il secondo è proprio l’immobile sede dell’azienda, che ospita gli uffici e lo stabilimento per la lavorazione dei prosciutti cotti.

La somma reclamata da Unicredit è di circa 1,7 milioni di euro e deriva da un mutuo erogato nel 2003 da Bipop-Carire. Il finanziamento era garantito da ipoteca su una serie di beni immobili, di cui la banca ha chiesto e ottenuto il pignoramento.

Nell’ottobre 2018 la vedova Ferrarini aveva rilasciato procura a favore della Società Agricola Ferrarini affinché la villa di Rivaltella fosse messa in vendita alle condizioni decise dall’azienda. In conseguenza di questa procura, la proposta di concordato preventivo prevede che il ricavato della vendita sia utilizzato per pagare i creditori nell’ambito della procedura concorsuale. Gli amministratori, infatti, ritenevano che i beni, rientrando sotto il cappello del concordato, fossero protetti da azioni esecutive. Per effetto del pignoramento deciso dal Tribunale, invece, la villa andrà all’asta per saldare il debito residuo nei confronti di Unicredit. L’udienza è stata fissata il 21 luglio davanti all’Ufficio esecuzioni immobiliari del Tribunale.

Le cause dell’insolvenza di Ferrarini: il rapporto segreto. VIDEO

15 marzo 2021 Gabriele Franzini

REGGIO EMILIA – Nell’estate del 2019 Kpmg, una delle più importanti società di revisione del mondo, fu incaricata di realizzare una analisi finanziaria sulle cause dell’insolenza di Ferrarini e di fornire una valutazione del piano industriale posto alla base della proposta di concordato. Il risultato fu una relazione riservata, di cui oggi TG Reggio è in grado di rivelare i contenuti.

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La separazione tra attività agricole e attività industrialidel gruppo Ferrarini, nel 2016, aveva l’obiettivo di trasferire “gran parte dell’indebitamento finanziario in Ferrarini spa” e, per converso, di ridurre “l’esposizione e il rischio di insolvenza sulle attività rimaste nella Società Agricola Ferrarini”. E’ questa una delle due conclusione fondamentali a cui arriva il rapporto di Kpmg. La seconda conclusione, strettamente legata alla prima, è che nel 2017 Ferrarini spa era minata da un maxi-deficit patrimoniale che non emergeva dai bilanci aziendali.

Gli esperti di Kpmg quantificano il deficit patrimoniale dell’azienda di Rivaltella in 220 milioni di euro. Le componenti principali dello squilibrio economico-finanziario sono tre. La prima è data dal patrimonio netto di Ferrarini, che secondo Kpmg per effetto della scissione della Società agricola diventa negativo, con un ammanco di 41 milioni. La seconda componente del deficit è costituita dalla perdita di esercizio di 49 milioni registrata nel 2017, anche se resa nota molto tempo dopo. La terza componente, quella principale, è rappresentata da 134 milioni di insussistenze, vale a dire attività finanziarie ormai prive di valore, crediti inesigibili, fabbricati e impianti sopravvalutati, fondi per rischi e oneri non contabilizzati a bilancio.

Per Kpmg la crisi del gruppo viene da lontano, al contrario di quanto sostenuto dagli amministratori, e forse inizia addirittura prima del 2010. E la scissione del 2016 sarebbe stata congegnata in modo da danneggiare i creditori di Ferrarini spa rispetto a quelli della Società agricola. Naturalmente, il fatto che Kpmg sostenga questa tesi non significa che la tesi sia vera. In ogni caso, la conclusione della relazione è una bocciatura del piano industriale e della prima proposta di concordato, quella poi ritirata nel maggio 2020.

L’incarico di passare ai raggi x i conti di Ferrarini fu conferito a Kpmg da Amco, la finanziaria pubblica che vanta 18 milioni di crediti verso Ferrarini. Critica feroce della gestione e del piano industriale, Amco ha poi cambiato idea, diventando partner finanziario del gruppo Pini di Sondrio nella seconda proposta di concordato e impegnandosi a finanziare il piano di rilancio con altri 12 milioni.

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Le cause dell’insolvenza di Ferrarini: il rapporto segreto. VIDEO

15 marzo 2021 Gabriele Franzini

Nell’estate del 2019 Kpmg fu incaricata di realizzare una analisi riservata e di fornire una valutazione sul piano industriale e sulla proposta di concordato. Ecco a quali conclusioni arrivò

REGGIO EMILIA – Nell’estate del 2019 Kpmg, una delle più importanti società di revisione del mondo, fu incaricata di realizzare una analisi finanziaria sulle cause dell’insolenza di Ferrarini e di fornire una valutazione del piano industriale posto alla base della proposta di concordato. Il risultato fu una relazione riservata, di cui oggi TG Reggio è in grado di rivelare i contenuti.

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La separazione tra attività agricole e attività industrialidel gruppo Ferrarini, nel 2016, aveva l’obiettivo di trasferire “gran parte dell’indebitamento finanziario in Ferrarini spa” e, per converso, di ridurre “l’esposizione e il rischio di insolvenza sulle attività rimaste nella Società Agricola Ferrarini”. E’ questa una delle due conclusione fondamentali a cui arriva il rapporto di Kpmg. La seconda conclusione, strettamente legata alla prima, è che nel 2017 Ferrarini spa era minata da un maxi-deficit patrimoniale che non emergeva dai bilanci aziendali.

Gli esperti di Kpmg quantificano il deficit patrimoniale dell’azienda di Rivaltella in 220 milioni di euro. Le componenti principali dello squilibrio economico-finanziario sono tre. La prima è data dal patrimonio netto di Ferrarini, che secondo Kpmg per effetto della scissione della Società agricola diventa negativo, con un ammanco di 41 milioni. La seconda componente del deficit è costituita dalla perdita di esercizio di 49 milioni registrata nel 2017, anche se resa nota molto tempo dopo. La terza componente, quella principale, è rappresentata da 134 milioni di insussistenze, vale a dire attività finanziarie ormai prive di valore, crediti inesigibili, fabbricati e impianti sopravvalutati, fondi per rischi e oneri non contabilizzati a bilancio.

Per Kpmg la crisi del gruppo viene da lontano, al contrario di quanto sostenuto dagli amministratori, e forse inizia addirittura prima del 2010. E la scissione del 2016 sarebbe stata congegnata in modo da danneggiare i creditori di Ferrarini spa rispetto a quelli della Società agricola. Naturalmente, il fatto che Kpmg sostenga questa tesi non significa che la tesi sia vera. In ogni caso, la conclusione della relazione è una bocciatura del piano industriale e della prima proposta di concordato, quella poi ritirata nel maggio 2020.

L’incarico di passare ai raggi x i conti di Ferrarini fu conferito a Kpmg da Amco, la finanziaria pubblica che vanta 18 milioni di crediti verso Ferrarini. Critica feroce della gestione e del piano industriale, Amco ha poi cambiato idea, diventando partner finanziario del gruppo Pini di Sondrio nella seconda proposta di concordato e impegnandosi a finanziare il piano di rilancio con altri 12 milioni.