Eni-Nigeria: palla a Washington (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La campagna di Nigeria prosegue a Washington. Dopo l’assoluzione con formula piena dalle accuse di corruzione internazionale disposta dal Tribunale di Milano, Eni e Shell sono impegnate a difendere gli investimenti già sostenuti nella licenza esplorativa Opl 245, (detenuta in quote paritetiche del 50%), che il governo di Abuja non ha mai commutato in permessi produttivi. 

La vicenda, scrive MF, ha del paradossale se si pensa che in 10 anni, tanti ne sono passati dal 29 aprile 2011, i due gruppi non hanno potuto estrarre nemmeno un singolo barile da quel tratto di mare 150 chilometri al largo del Delta del Niger. Per di più, i permessi scadranno a maggio prossimo e in mancanza di un accordo le autorità nigeriane rientreranno in possesso della licenza. 

Finirebbero così in fumo circa 2,5 miliardi di dollari, ovvero i costi sostenuti dalle due oil company dall’acquisizione della licenza ai successivi investimenti per le attività esplorative. Per scongiurare questo rischio, in attesa che il processo in corso al Tribunale di Milano arrivasse a sentenza, prima Eni e poi Shell si erano rivolte all’Icsid, l’organizzazione della Banca mondiale che da Washington si occupa degli arbitrati internazionali. Il procedimento aperto da Eni, rappresentata dagli studi legali Three Crowns e Aliko & Oyebode, è ancora in fase iniziale. Al momento, l’Icsid ha semplicemente comunicato la designazione di due arbitri, Kamal Hossein (Bangladesh) per il governo nigeriano e Stanimir Alexandrov (Bulgaria) per Eni. Entrambi hanno accettato l’incarico. Ancora più indietro Shell, che ha fatto richiesta di arbitrato solo un mese e mezzo fa tramite i legali dello studio Debevoise & Plimpton. 

red/lab 

MF-DJ NEWS 

2408:46 mar 2021 

(END) Dow Jones Newswires

March 24, 2021 03:47 ET (07:47 GMT)