Aspi: nuovo stop da Cdp e fondi (Stampa)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Arriva un nuovo rinvio nella tormentata vicenda Autostrade per l’Italia. Fumata nera per l’offerta: il cda di Cdp, scrive La Stampa, è slittato a mercoledì, quando è già in calendario una riunione sui conti. 

È evidente che qualcosa ancora non funziona nella proposta vincolante di acquisto dell’88% di Aspi in mano ad Atlantia e a cui da settimane lavorano oltre a Cassa depositi e prestiti anche i fondi Blackstone e Macquarie, uniti in consorzio. Dopo il primo stop del cda, giunto a sorpresa sabato sera (quando scadevano i termini, pur non perentori, dati dal cda di Atlantia per rimodulare l’ultima proposta respinta) si puntava a chiudere ieri. Ma al termine di una giornata densa di contatti dentro il consorzio e con il ministero dell’Economia, ecco il nuovo rinvio a metà settimana. 

Di fronte a ipotesi circolate in giornata, fonti finanziarie e dello stesso esecutivo assicurano che dietro al nuovo colpo di freno non c’è un ripensamento del governo. Che resta convinto della necessità di chiudere il dossier ormai aperto da troppo tempo. Né si sta discutendo sul prezzo: sarebbe confermata la valutazione da 9,1 miliardi per il 100% di Aspi, la stessa presentata lo scorso 24 febbraio. 

Questo porterebbe il consorzio a sborsare circa 8 miliardi, la metà a carico di Cdp: l’impegno più gravoso per lo meno della sua storia recente. La necessità dei tempi supplementari tra Cdp, Mef e fondi sarebbe motivata invece dalle garanzie accessorie: gli eventuali indennizzi da lasciare in carico ad Atlantia. Fino a sabato, secondo indiscrezioni, dai 700 milioni previsti per gli eventuali danni indiretti per il tragico crollo del ponte Morandi, si era pronti a scendere a 500 milioni. Ora tale cifra sarebbe tornata in discussione, anche alla luce delle previsioni del bilancio di Aspi. 

Altro elemento è fornito dalle motivazioni di una sentenza della Corte di Cassazione pubblicate il 15 marzo, che riguardano aspetti tecnici di un contenzioso (avviato nel 2013) di Aspi col ministero dell’Ambiente sui lavori della Variante di Valico. La prima richiesta risarcitoria valeva 819 milioni: sembrava uscita di scena ma anche su questo ci sarebbe ancora discussione. In ballo ci sono poi 400 milioni di possibili -ma ancora del tutto incerti- ristori Covid che il consorzio potrebbe riconoscere ad Atlantia e agli altri soci di Aspi. In mezzo a tanta incertezza oggi i soci di Atlantia si riuniranno (virtualmente) in assemblea per votare sull’eventuale proroga a fine luglio dei tempi -in scadenza il 31 marzo- per portare avanti il progetto di scissione di Atlantia nel cui ambito vendere il 55% di Aspi. I Benetton col loro 30,25% e Crt che possiede il 4,85% hanno già annunciato il proprio voto contrario. Trattandosi di un’assemblea straordinaria, l’esito appare pressoché scontato. A riservare colpi di scena, semmai, saranno i passi successivi. 

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(END) Dow Jones Newswires

March 29, 2021 02:25 ET (06:25 GMT)