Banche: la lezione della Tercas (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il caso della Cassa di risparmio di Teramo (Tercas) ha condizionato profondamente l’approccio che, negli anni scorsi, l’Italia ha avuto ai salvataggi bancari. Proprio per questo la sentenza pronunciata nelle scorse settimane dalla Corte di giustizia Ue impone una riflessione alle autorità europee. Ne è convinto l’attuale presidente di Carige Giuseppe Boccuzzi che, da direttore generale del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi tra il 2014 e dicembre 2020, ha seguito in prima persona molte crisi bancarie, da Tercas fino alla Popolare di Bari. Un’esperienza che è appena diventata anche un libro molto documentato (Le crisi bancarie in Italia, Bancaria Editrice). 

Domanda. Boccuzzi, la recente sentenza Tercas impone di rivisitare la storia delle crisi bancarie italiane? 

Risposta. La decisione della Commissione Ue ha creato un clima di incertezza e di tensione in merito all’utilizzo dello strumentario disponibile per la gestione delle crisi. Ricordo molto bene quel periodo. Tale situazione è stata fronteggiata attraverso un atteggiamento costruttivo e responsabile del sistema bancario che, attraverso il Fitd, ha creato un nuovo strumento di intervento, lo Schema Volontario, per fronteggiare altre crisi successive. Molto probabilmente la storia delle quattro banche poste in risoluzione sarebbe stata diversa, se il Fitd avesse potuto portare a termine il proprio intervento di ricapitalizzazione e ristrutturazione. 

D. Qual è l’importanza della sentenza per il futuro? 

R. La Corte di Giustizia ha dato ragione all’impostazione, da sempre seguita in Italia, secondo cui nel caso di specie non si era in presenza di aiuti di Stato. A mio avviso, però, bisogna andare oltre la vicenda Tercas e la pronuncia della Corte. Le modalità di trattamento delle crisi bancarie devono essere affidate al legislatore che definisca in modo organico principi, obiettivi e strumenti. Spetta al legislatore europeo ora attivarsi, riportando chiarezza nella materia. Occorre stabilire il principio che gli interventi preventivi e alternativi dei sistemi di garanzia costituiscono interventi esterni di supporto, ma non costituiscono né possono costituire aiuti di Stato, perché in nessun caso sono utilizzate risorse statali e le decisioni di intervento non rispondono ad un mandato pubblico, essendo facoltativi e rispondenti ad una logica di minor onere rispetto all’intervento di rimborso dei depositanti in caso di liquidazione coatta della banca. 

D. Il Fitd (e quindi, indirettamente, il sistema bancario) è stato uno dei principali attori nei salvataggi. Era possibile o auspicabile individuare attori diversi? 

R. In Italia sono stati utilizzati tutti gli strumenti disponibili, attraverso la positiva interazione tra pubblico e privato, tra Autorità e settore bancario. Sono state realizzate anche alcune misure straordinarie. Un approccio intelligente e responsabile, pienamente in linea con le norme europee, non creativo, come taluni in Europa sostengono in senso critico. 

D. Policy maker e regolatori dovrebbero agire d’anticipo per prevenire altre crisi? 

R. Soprattutto in un contesto macroeconomico condizionato dalla pandemia, è necessario intervenire con ampio anticipo, prima che situazioni di difficoltà aziendali possano tramutarsi in insolvenza. È quanto stanno facendo le Autorità italiane. Occorre favorire un’uscita ordinata dal mercato di banche deboli – in gran parte di piccole dimensioni – e ridurre i costi. Ci vogliono strumenti, privati e pubblici, che agevolino questo percorso. In Italia, è già operante uno strumento per la risoluzione delle banche piccole, introdotto a seguito della pandemia, che passa attraverso la liquidazione coatta e la cessione delle attività e passività della banca liquidata a un’altra banca, anche con il sostegno pubblico. Occorrerebbe uno strumento aggiuntivo per evitare la liquidazione delle banche, ove possibile. In questa prospettiva, vanno messe in campo misure volte ad aiutare le banche a superare le difficoltà che possono derivare dal deterioramento dei crediti a famiglie e imprese. Mi riferisco, in particolare, all’ipotesi di costituire una asset management company a livello europeo per liberare i bilanci delle banche dei crediti non performing. Ci vuole una forte volontà politica. Il nuovo clima venutosi a determinare in Europa oggi consente di farlo. 

D. Il processo di consolidamento aiuterà a evitare altre crisi? 

R. Sono convinto di si, perché vi sono situazioni di debolezza nel sistema, rispetto alle sfide poste dai mercati, che devono trovare uno sbocco adeguato di carattere strategico. Ma le operazioni devono essere ben disegnate e creare valore aggiunto. Non tutte le concentrazioni aziendali rispondono a questo requisito. Occorrono piano industriali solidi e credibili, che siano in grado di portare l’organismo risultante dall’aggregazione a standard tecnici e organizzativi in grado di competere sul mercato. E non si tratta solo di livelli patrimoniali, che sono secondari, perché il vero problema è dar vita a un business aziendale in grado di creare redditività e sostenibilità di lungo periodo. L’adeguatezza del patrimonio deve essere la conseguenza di tale processo, non la premessa. 

D. Lei ora è presidente di Carige. Con il passo indietro di Ccb la banca rischia di entrare in una nuova fase di incertezza? 

R. Lo scenario è cambiato, ma vi sono le condizioni per andare avanti e guardare con ottimismo ad altre soluzioni. La banca è stata da poco ricapitalizzata dal Fitd e da Ccb ed ha già assorbito i condizionamenti del passato. È compito dei suoi organi proseguire il percorso di risanamento della banca, garantendone l’ordinato ed efficiente funzionamento e la sana e prudente gestione, in vista di nuovi ipotesi aggregative, che perseguiremo in collaborazione con l’azionista di maggioranza, il Fitd. È obiettivo prioritario la realizzazione di un progetto che sia in grado di valorizzare al massimo le potenzialità della banca, che sono enormi, e il suo ruolo cardine nei territori di insediamento. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

March 29, 2021 02:17 ET (06:17 GMT)