Finanza: Rotelli, obiettivo Roma (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La sanità è uno dei business al centro delle cronache quotidiane, dalla fine di febbraio di un anno fa. A causa dello scoppio della pandemia da Covid-19, l’attenzione sul settore è altissima. Non solo per gli aspetti prettamente medici e sanitari. Ma anche per le prospettive future di un comparto industriale che diverrà sempre più rilevante, anche e soprattutto in ottica di ricerca biotech. 

È in questo ambito che il Gruppo Ospedaliero San Donato, primo player privato su scala nazionale con 19 strutture, la gran parte concentrate in Lombardia (2 in Emilia-Romagna), con un giro d’affari di 1,7 miliardi (dato al 2019), 17mila dipendenti e quasi 5 milioni di pazienti all’anno, sta portando avanti una strategia di consolidamento su scala nazionale. Un percorso che, come già accaduto in passato, prevede la crescita per linee esterne. Tradotto: acquisizioni. E proprio in tal senso, secondo quanto appreso da più fonti finanziarie da MF-Milano Finanza, la società controllata dalla famiglia Rotelli sta valutando una serie di dossier sul territorio italiano. Ospedali da rilevare a condizioni di mercato. All’interno di questo piano di rafforzamento territoriale uno dei focus del gruppo sanitario lombardo è rappresentato dal Lazio e, in particolare, dalla città di Roma. È nella Capitale che da alcuni mesi i vertici dell’azienda stanno studiando i dossier per possibili operazioni di m&a. 

Il gruppo di studio è formato dal presidente Angelino Alfano (l’ex ministro ora è socio dello studio legale BonelliErede), dai vice presidenti Paolo Rotelli, il primogenito dello scomparso fondatore Giuseppe, e Kamel Ghribi, che ricopre anche la carica di numero uno di Gsd Middle.Affiancati da Alessandro Daffina, amministratore delegato di Rothschild Italia e membro del cda dell’Ospedale San Raffaele di Milano (asset del gruppo San Donato), hanno individuato alcuni target specifici in città. E da quanto ricostruito da questo giornale uno degli obiettivi dichiarati è rappresentato dall’Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli. La secolare struttura sanitaria sull’Isola Tiberina, che si trova di fronte al ghetto ebraico e a pochi chilometri da San Pietro, può finire sul mercato nel breve periodo. Anche perché necessita di interventi di ristrutturazione e riqualificazione importanti che un operatore privato può garantire in maniera più continua. Così, il gruppo San Donato è tra i possibili candidati per l’acquisto e la gestione del Fatebenefratelli che a Roma fu una delle strutture sanitarie decisive per affrontare, nel 1656, l’epidemia della peste e successivamente, nel 1832, per quella di colera. E che l’interesse del polo sanitario della famiglia Rotelli sia elevato lo dimostra, come appreso da MF-Milano Finanza, l’incontro che di recente ha avuto a Città del Vaticano proprio Ghribi ricevuto da Papa Francesco e dal Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin. Il ruolo e il parere della Santa Sede sono ovviamente decisivi per l’eventuale dismissione del Fatebenefratelli da parte dell’Ordine omonimo, perché, come viene specificato sul sito dell’ospedale «la missione e la visione caratterizzano l’operato portato avanti dai collaboratori dell’Ospedale San Giovanni Calibita è indissolubilmente legata ai valori espressi nella carta di identità dell’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli che è attualmente è presente in 50 Paesi, con circa 400 opere apostoliche». 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

March 29, 2021 02:32 ET (06:32 GMT)