STADIO / FINALE DI PARTITA TRA ROMA, LUCA PARNASI E CAMPIDOGLIO.

5 Aprile 2021 di: Andrea Cinquegrani lavocedellevoci.it

La sceneggiata dello stadio giallorosso a Tor di Valle sta per giungere al suo epilogo. Scade infatti il 23 aprile l’ultimatum dato da Virginia Raggi alla Eurnova di Luca Parnasi e alla Roma calcio per produrre carte & documenti definitivi finalizzati a sbloccare l’iter. Altrimenti è stato tutto uno scherzo e si ricomincia daccapo.

Visto che quei tempi non verranno mai rispettati e quando anche lo fossero non ci saranno gli elementi idonei a garantire l’ok del Comune, tutto finirà – come al solito – a carte bollate, un mare di contenziosi legali che si protrarranno per anni.

Ma la Roma si sente sciolta ormai da ogni obbligo con la sigla mattonara del gruppo Parnasi, e già pensa alle alternative rispetto a Tor di Valle: con tre opzioni già individuate.

Procediamo con ordine e partiamo dal fresco scambio a tre di missive infuocate per tutto il mese di marzo.

LETTERE INFUOCATE

Il fuoco di polveri comincia infatti il 4 marzo, con una lettera del Campidoglio inviata, ovviamente, a Eurnova e a A.S. Roma. Una nota dai toni bellicosi: meglio tardi che mai, visto che per mesi e mesi la giunta Raggi si è gingillata tra le scartoffie senza mai cavare un ragno dal buco.

Luca Parnasi. Sopra Virginia Raggi

In risposta alle note Roma Calcio del 26 febbraio ed Eurnova dell’ 1 marzo, “la scrivente Amministrazione non può che registrare l’emergere di un fattore di crisi in ordine alla sussistenza degli elementi di consenso necessari per il proseguimento congiunto dell’iter procedimentale”, dal momento che si registra la “oggettiva mancanza di ‘consenso/accordo’ circa i contenuti e conseguentemente verso ulteriori prospettive di percorso”.

In sostanza, il Campidoglio si rende conto solo adesso che tra le parti si è creato un vero e proprio abisso, che le posizioni si sono di molto distanziate e che sono cadute come birilli, una dopo l’altra, tutte le condizioni per trovare un accordo. Un fiuto davvero invidiabile.

Così ragiono quindi gli amministratori capitolini: “Il quadro delle criticità emerse porta la scrivente Amministrazione, nella necessaria tutela dell’interesse pubblico sotteso al procedimento in questione, a richiedere ad Eurnova spa in che modo intenda garantire la prosecuzione dell’iter procedimentale del progetto nonché a tutte le parti private a produrre, congiuntamente tra loro entro e non oltre 30 (trenta) giorni”, una serie di documenti , ‘schemi di percorso’, nonché ‘garanzie fideiussorie di entrambe le parti private’.

Incavolatissima la immediata risposta di Eurnova, che stigmatizza soprattutto i tempi ristretti, considerati ‘irragionevoli’, ‘vessatori’ per fornire la documentazione richiesta.

Nella risposta di Parnasi, comunque, si intuisce chiaramente che il vero obiettivo è la Roma calcio. Ecco le frasi che lo rivelano: “Ci si consenta di rilevare che l’intera impostazione della lettera di codesta Amministrazione si fonda su un supino adeguamento alle richieste della A.S. Roma, senza affatto considerare quanto esposto nella nostra precedente comunicazione”.

E poi: “Sorprende ed amareggia (oltre a rappresentare, a sua volta, un comportamento non corretto, né nella forma né nella sostanza) il fatto che codesta amministrazione abbia persino ritenuto di interloquire con la A.S. Roma, tenendo fuori dal dialogo la scrivente società”.

Ma soprattutto: “E’ auspicio della scrivente (Eurnova, ndr) che codesta Amministrazione voglia riconsiderare l’intera vicenda e qualificare nel modo più corretto il comportamento gravemente illegittimo (evidentemente lesivo sia di interessi privati, sia di interessi pubblici) della A.S. Roma, non legittimando, nella stessa, la convinzione di potersi sciogliere degli impegni presi nei confronti della Pubblica Amministrazione senza subire alcuna conseguenza”.

Da qui l’evidente minaccia di azioni legali a iosa.

ROMA CALCIO AL VETRIOLO 

Passiamo alla risposta della Roma calcio, durissima sia nei confronti di Eurnova che della giunta Raggi. Scorriamo alcuni passaggi salienti, partendo dagli attacchi frontali contro la società di Luca Parnasi.

“L’Area (Tor di Valle, ndr) non è più nella ‘libera disponibilità’ di Eurnova, dato che è oggetto di una procedura esecutiva immobiliare e gravata da numerose iscrizioni pregiudizievoli, inclusa un’ipoteca legale a favore di Equitalia Sud spa”.

Gaetano Papalia

Eurnova non può sottoscrivere la convenzione urbanistica dato che, in base a quest’ultima, le parti sono tenute a dichiarare che ‘non esistono diritti reali di godimento o di garanzia sulle loro azioni/quote con diritto di voto; mentre il 50 per cento del capitale sociale della stessa Eurnova è oggetto di pegno a favore di SAIS spa”, società che fa capo a Gaetano Papalia, vale a dire il precedente proprietario delle aree, entrato in rotta di collisione con Parnasi proprio perché ha denunciato il mancato pagamento integrale del prezzo pattuito.

Terzo j’accuse della Roma calcio a Eurnova: “Anche se potesse sottoscrivere la convenzione urbanistica, Eurnova non potrebbe adempiere le obbligazioni ivi previste (inclusa quella di prestare rilevanti garanzie fideiussorie) dato che versa in critiche condizioni economico-finanziarie”.

Le accuse non finiscono qui. La società ora presieduta dall’americano Dan Friedkin (che l’ha rilevata dal connazionale Joe Pallotta) sostiene: “è pacifico che Eurnova ha significativamente rallentato la Procedura Semplificata, che è stata di fatto sospesa per oltre due anni (da giugno 2018 a luglio 2020) a causa delle vicende giudiziarie penali riguardanti alti dirigenti della stessa Eurnova”. Il riferimento è alla maxi inchiesta avviata dalla procura di Roma sull’affare stadio, composta di svariati filoni che tirano in ballo anche le responsabilità di alcuni esponenti di spicco del Campidoglio.

Dan Friedkin

Un’altra accusa al vetriolo: Eurnova “non ha neppure comunicato alla A.S. Roma e all’Amministrazione di aver perso, da tempo, la disponibilità dell’Area e dato in pegno il 50 per cento delle sue azioni a SAIS. Siamo infatti venuti formalmente a conoscenza di queste circostanze soltanto il 13 ottobre 2020, quando l’Amministrazione ce lo ha comunicato, indicando di esserne stata informata soltanto ‘per cura di terzi’”.

Parole che non lasciano alcuno spazio a intese o mediazioni di sorta.

RAGGI STIZZITA

Stizzita la risposta della giunta Raggi alle due missive. Il Campidoglio sostiene di non aver perso tempo, in tutti questi anni, ma di aver invece lavorato sodo, ad esempio promuovendo e partecipando a “decine e decine di riunioni tematiche”. Accusa invece “entrambe le parti private, che hanno completamente disatteso le richieste dell’Amministrazione”. E sottolinea che “non risultano avviate o intraprese interlocuzioni tese ad individuare una diversa localizzazione dell’impianto sportivo”.

Poi, giudica pretestuose le accuse circa i tempi ritenuti ‘irragionevoli’ e ‘vessatori’, provvedendo ad allungarli, anche se di poco: non più 30, ma ora 60 giorni. Con un termine che scade, quindi, il 23 aprile.

In tutto il vasto scambio di missive non fa mai capolino il nome di Radovan Vitek, l’immobiliarista ceco che ha fatto irruzione sulla scena un anno e mezzo fa, intavolando la trattativa con Eurnova per la vendita dell’area di Tor di Valle, proponendosi quindi come nuovo interlocutore della Roma Calcio in tutta la vicenda. Una trattativa che ha subito un fragoroso stop per il semplice fatto – come fa notare la Roma nella sua nota – che Parnasi non poteva disporre di quell’Area, perché oggetto di una ampia querelle giudiziaria.

Radovan Vitek

Quanto alle aree alternative per la realizzazione del nuovo stadio, ovviamente la Roma non ne ha mai parlato ufficialmente con il Campidoglio, ma è del tutto evidente che negli ultimi 3-4 mesi è stato un vero e proprio susseguirsi di ipotesi. Si è partito dal possibile restyling dello Stadio Flaminio, per poi passare alle aree adiacenti l’Università di Tor Vergata, che sono di proprietà del gruppo Caltagirone (che ora potrebbero tornare clamorosamente in scena e quindi ‘vendicarsi’ della iniziale esclusione a favore dei Parnasi).

Ma le news parlano di ulteriori location, che spuntano come autentici funghi di primavera: ecco così farsi i nomi delle aree di Pietralata, Togliatti/Collatino e addirittura Eur. Dan Friendkin vuole che la zona prescelta sia pubblica, in modo tale da non dover far ricorso a varianti del Piano Regolatore Generale, per poter procedere spediti e realizzare lo stadio entro il 2026.

Un dream – ora come ora – tutto a stelle e strisce…

E SE UNICREDIT

Rammentiamo che, dopo mesi di stallo, la bagarre si è riaccesa due mesi fa, a febbraio, quando proprio Friedkin si è dichiarato stanco di tutte le lungaggini e ha annunciato la definitiva rottura di ogni ipotesi ‘Tor di Valle’. E ha indicato la ragione nell’impossibilità di avere quale interlocutore la Eurnova di Parnasi perché questa – come viene spiegato nella missiva inviata in Campidoglio – è alle prese in una sfilza di contenziosi giudiziari con la SAIS di Papalia.

Rammentiamo poi che sta per cominciare un altro ‘scenario di guerra’, pandemia (che costringe a rinviare udienze già fissate) permettendo: ossia proprio il maxi processo per l’affaire dello stadio a Tor di Valle, che vede alla sbarra Luca Parnasi (ma non solo).

E rammentiamo ancora che, come spettatore eccellente di tutta la partita, c’è Unicredit, la maxi banca che ha finanziato per anni il gruppo Parnasi e l’ha appoggiato/fiancheggiato nei primi anni della sceneggiata per lo stadio a Tor di Valle. Il gruppo è esposto per circa 700 milioni di euro, certo non bruscolini. E segue con una certa trepidazione, of course, il giallo-stadio. Se Parnasi ‘salta’, che fine fa quella montagna di crediti: rischiano di volatilizzarsi?

A questo punto, potrebbe improvvisamente entrare in partita Unicredit con un tackle scivolato?

Per una maggior comprensione delle vicende, ecco i testi delle quattro missive intercorse tra Comune di Roma, gruppo Eurnova e A.S. Roma Calcio.

2021-03-04-Comune-Eurnova-Roma-QI20210041133

2021-03-15-Eurnova-Campidoglio

2021-03-23-As-Roma-a-Eurnova

2021-03-27-Stadio-Campidoglio-risponde-AsRoma-Eurnova

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