Aspi: il governo preme per intesa (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

L’accordo su Aspi tra Atlantia e il consorzio guidato da Cdp s’ha da fare. Lo ha messo nero su bianco il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Enrico Giovannini in una lettera inviata alla società, che secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza potrebbe essere portata all’attenzione dei consiglieri nel prossimo cda convocato per giovedì 8 aprile. 

Il documento inviato dal ministro è il primo atto ufficiale da parte del governo guidato da Mario Draghi sulla vicenda Atlantia-Aspi. È infatti più che probabile che la lettera, che sarebbe stata inviata in risposta a una richiesta di incontro da parte della società, sia stata concordata sia con il Mef sia con la Presidenza del Consiglio. «Devo farvi presente», scrive Giovannini ad Atlantia, «con riguardo al vostro rilievo per cui la clausola prevista dell’articolo 10 dello schema dell’accordo negoziale oggetto della trattativa resterebbe non condivisa dalla parte privata, che tale posizione mi risulta porsi in contrasto con la proposta di trattativa congiunta con Aspi e Atlantia del 14 luglio indirizzata al precedente governo e con la quale è stata prospettata la stipula di un accordo negoziale per la chiusura di procedimento di grave inadempimento, unitamente al perfezionamento di un’operazione societaria di passaggio di controllo della concessionaria Aspi a un preciso soggetto a partecipazione statale». 

L’articolo 10 di quell’intesa negoziale cui fa riferimento il ministro è quello che subordina l’accordo al passaggio della maggioranza alla società pubblica, una clausola diventata motivo di scontro dall’ottobre del 2020. Mi consta invero, prosegue il documento «che tale proposta sia stata a suo tempo accolta dal governo il quale ha valutato positivamente e congiuntamente gli elementi essenziali dell’accordo e quelli relativi al mutamento dell’assetto societario del concessionario nei termini da voi prospettati idoneo a garantire un presidio pubblico nella gestione della concessione» e dunque tale aspetto di quella proposta, ribadisce Giovannini «ha rappresentato e tuttora rappresenta una condizione essenziale per la parte pubblica al fine di pervenire a una definizione bonaria della procedura di contestazione». Messaggio chiaro: l’accordo di luglio prevedeva il passaggio in mano pubblica, un elemento ancora essenziale. Nel frattempo, in un passaggio che in realtà è l’incipit della lettera, il ministro conferma che «la competente direzione generale del mio dicastero sta completando insieme al ministero dell’Economia le verifiche di coordinamento del Pef, dell’atto aggiuntivo e dei suoi allegati». L’approvazione del Cipe, aggiunge, «non potrà comunque prescindere dall’acquisizione del parere dell’Avvocatura dello Stato sull’ipotesi di accordo negoziale necessario per chiudere la procedura per grave inadempimento». A questo punto il board di Atlantia, che pure molto probabilmente non prenderà decisioni definitive sull’ultima proposta ricevuta per Aspi, non potrà non tenere conto della posizione del governo. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

April 06, 2021 02:11 ET (06:11 GMT)