B.Mps: la carta del Tesoro (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Dopo l’approvazione dei risultati di bilancio (votati ieri dall’assemblea che ha bocciato l’azione di responsabilità promossa da Bluebell contro gli ex vertici), la prossima scadenza per il vertice di Mps sarà il rafforzamento patrimoniale della banca. Un’incombenza che si intreccerà con il processo di privatizzazione. 

Il capital plan sottoposto nei mesi scorsi alle autorità europee prevede infatti un rafforzamento patrimoniale di 2,5 miliardi per ristabilire i requisiti di capitale dopo la pulizia di bilancio. L’obiettivo primario del Tesoro (oggi primo azionista del Monte con una quota del 64,2%) è un’operazione a condizioni di mercato che coinvolga uno o più investitori privati. In questa direzione si stanno muovendo gli advisor (Mediobanca, Credit Suisse, Bank of America e lo studio legale Orrick), anche se finora il bilancio è stato magro. Nella data room aperta a inizio anno è entrato solo il fondo Apollo che in queste settimane sta esaminando con cautela i numeri della banca. 

Nelle prossime settimane però la scena potrebbe animarsi con l’arrivo di Andrea Orcel al vertice di Unicredit, la banca con cui il Tesoro ha avviato trattative per la cessione del Monte. Oltre a piazza Gae Aulenti altri istituti di credito italiani e stranieri potrebbero entrare in data room, soprattutto se la dote messa sul tavolo dal Tesoro venisse confermata e perfino crescere. L’esito della partita però non è scontato, soprattutto alla luce delle forti perplessità che alcuni azionisti storici di Unicredit hanno manifestato verso il deal. Soprattutto non è certo che la privatizzazione vada in porto entro la fine dell’anno, stabilizzando così la posizione patrimoniale del Montepaschi. 

Ecco perché, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a Roma si sarebbe iniziato a ragionare su soluzioni alternative. A colmare il deficit di capitale potrebbe essere il Tesoro, anche se l’intervento presenterebbe un certo grado di complessità. Soprattutto perché l’iniezione di altre risorse pubbliche nella banca senese rischierebbe di far scattare la contestazione di aiuti di Stato da parte della Direzione Concorrenza di Bruxelles (DgComp). 

Una soluzione però ci sarebbe: Roma potrebbe ricorrere all’articolo 32 della direttiva Brrd che rende possibile l’iniezione di fondi pubblici nelle banche per far fronte a carenze di capitale emerse a seguito di uno stress test. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

April 07, 2021 02:06 ET (06:06 GMT)

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