Covid: a maggio ristoranti aperti di sera, si riduce coprifuoco (Rep)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

C’è una scaletta di massima, un canovaccio per l’opera più attesa di questo governo: le riaperture. È la prima bozza di cronoprogramma che vedrà la luce, nei prossimi giorni, e che sarà un sofferto punto d’incontro fra i “rigoristi” (Pd e Speranza) e gli “aperturisti” (centrodestra). C’è poi, scrive Repubblica, una certezza: Mario Draghi ascolta tutti, soprattutto guarda i dati su contagi, ricoveri, decessi e vaccini, ma adesso ha chiara anche la percezione dell’insofferenza della gente: dunque lavora a un piano che vede maggio come mese fondamentale, quello della ripartenza soprattutto delle attività all’aperto. 

Così, compatibilmente con i dati epidemiologici e nell’attesa che la cabina di regia con le forze della maggioranza (e l’ausilio degli scienziati) si pronunci domani, si lavora su un’ipotesi che vede un allentamento progressivo delle restrizioni. Si parte a fine aprile, con un segnale che il presidente del Consiglio vuole dare alle Regioni più virtuose, quelle con la miglior curva dei contagi, la più bassa pressione ospedaliera e la più alta percentuale di vaccinazioni. E quindi, in queste regioni che faranno da apripista sulla strada della normalità (si spera) ci saranno tutte le attività commerciali in funzione e bar e ristoranti aperti a pranzo. Un ritorno alla zona gialla nella quale entrerà poi, nella prima decade di maggio, il resto del territorio, sempre che i parametri lo consentano. 

Un paio di settimane dopo, entro la fine di maggio (i più ottimisti parlano addirittura di metà mese), probabile la vera prima svolta: la riapertura di bar e ristoranti anche di sera, sempre nei locali dotati di dehors. Sarebbe il ritorno alle cene fuori che mancano, in Italia, dallo scorso mese di ottobre, con l’unica eccezione della Sardegna che a marzo era finita temporaneamente in zona bianca. Ma è una soluzione ancora dibattuta, che vede il ministro per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini molto prudente. Si discute, in queste ore, anche su protocolli molto rigidi per l’accesso ai locali chiusi, che potrebbero comprendere anche l’esibizione di test rapidi o certificati vaccinali. Questa soluzione comporterà giocoforza uno spostamento del coprifuoco, dalle 22h00 (attuali) alle 23h30 o a mezzanotte. Altro totem pandemico destinato a cadere. 

Allo studio anche il via alle rappresentazioni all’aperto – con capienza limitata al 25-30% – proprio negli stessi giorni in cui l’Olimpico ospiterà le partite degli Europei, ovvero dall’11 giugno in poi. E, per lo stesso periodo, si progetta la riapertura di stabilimenti balneari e strutture turistiche, di piscine e palestre. Teatri e cinema al coperto, potrebbero riaccendere le luci dopo l’estate. Siamo a uno step ancora progettuale, e – fanno notare in ambienti di governo – è difficile offrire certezze nelle riaperture quando ancora ci sono 469 morti in un giorno. 

Resta il fatto che Draghi ha l’esigenza di consentire a una serie di operatori economici di programmare la stagione. E venerdì, al termine della cabina di regia, il premier terrà una conferenza stampa con indicazioni sul calendario. 

Anche le Regioni hanno definito le loro linee guida, che saranno votate oggi dalla Conferenza. Per bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie si riportano misure che, se rispettate “possono consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo che della cena”. E mantenerlo “anche in scenari epidemiologici ad alto rischio”, a patto che siano fatti screening periodici al personale che non è vaccinato. Tra le altre misure, si prevede di privilegiare la prenotazione, assicurare i 2 metri di distanza tra i clienti al chiuso e almeno 1 metro all’aperto. Dopo le 14h00 la consumazione deve avvenire al tavolo. Si conferma l’obbligo di mascherina per i clienti quando non sono seduti e l’invito a 

usare menù digitali. Dove non ci sono posti a sedere vanno limitati gli 

accessi. All’interno, impianti che assicurino un ricambio d’aria importante. 

Palestre: due metri di distanza sia tra chi fa attività fisica, sia dentro gli spogliatoi. E nelle piscine? La densità di affollamento in vasca si calcola assicurando almeno 7 metri quadri di superficie d’acqua a persona. Per gli spettacoli: un metro di distanza (2 senza mascherine), test nelle 48 ore precedenti e prenotazione. 

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(END) Dow Jones Newswires

April 15, 2021 03:00 ET (07:00 GMT)