Tod’s: Lvmh sale fino al 10%

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Lvmh ha incrementato la sua partecipazione in Tod’s, arrivando a detenere una quota del 10% nel capitale del gruppo di scarpe e abbigliamento guidato da Diego Della Valle. 

Ieri, con una nota diffusa in tarda serata, la società italiana ha ufficializzato il cambiamento nell’azionariato, sottolineando come l’operazione «consoliderà la ventennale amicizia tra la famiglia Arnault e la famiglia Della Valle». 

Nel dettaglio, Diego Della Valle & C srl ha sottoscritto con Delphine sas, società interamente detenuta da Lvmh, un contratto per la vendita di 2,25 milioni di azioni di Tod’s, pari a una quota del 6,8%. Il gruppo d’Oltralpe già possiede il 3,2% della società italiana a cui fanno capo il marchio omonimo, Hogan, Roger Vivier e Fay. Il prezzo unitario messo sul piatto ammonta a 33,1 euro, che corrisponde al valore medio ponderato per il volume di azioni Tod’s registrato nei quindici giorni di negoziazione precedenti all’accordo. In tutto, l’investimento è di circa 74,5 milioni. L’operazione verrà completata il prossimo 28 aprile e vedrà la quota che fa capo a Diego Della Valle diminuire al 63,64%, mentre Lvmh, come detto, salirà al 10%. 

«Sono molto contento di consolidare un’amicizia che lega me e la mia famiglia a Bernard e alla sua famiglia da oltre 20 anni. La condivisione dei valori del lusso, della qualità e della desiderabilità dei prodotti potrà essere un ottimo motivo per pensare a eventuali opportunità da cogliere insieme nel futuro», ha commentato nella nota Diego Della Valle. «L’amicizia con Diego Della Valle e la sua famiglia risale ad oltre 20 anni fa», gli ha fatto eco Bernard Arnault, patron di Lvmh. «È un legame forte, cementato da valori umani e professionali comuni. Siamo molto contenti di rafforzare ancora di più questa partnership». 

L’operazione arriva a due settimane esatte dall’ufficializzazione dell’ingresso dell’imprenditrice digitale Chiara Ferragni nella stanza dei bottoni di Tod’s. Una annuncio che ha fatto letteralmente lievitare le quotazioni del titolo, cresciuto del 14% nella stessa seduta, mentre il trend rialzista si è mantenuto anche nei giorni successivi, quasi raddoppiando il valore del titolo rispetto ai circa 18 euro di fine ottobre 2020, ai minimi storici. Tirando le somme, l’effetto Ferragni è quantificabile in oltre 250 milioni di euro. 

com/fch 

(END) Dow Jones Newswires

April 23, 2021 02:09 ET (06:09 GMT)