Fondazioni : la missione della Cassa (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La Cassa Depositi e Prestiti può diventare un attore di sviluppo sostenibile e un protagonista nella fase di ripartenza dell’Italia dopo la crisi pandemica. Francesco Profumo ripone grandi aspettative nel ruolo che potrà giocare Cdp, l’istituzione guidata da Fabrizio Palermo di cui le fondazioni di origine bancaria detengono oggi il 15%. A poche settimane dalla scadenza dei vertici il dossier è certamente all’attenzione della categoria che Profumo rappresenta non solo in qualità di presidente della Compagnia di Sanpaolo (primo azionista di Intesa Sanpaolo e secondo ente italiano per patrimonio), ma anche come numero uno dell’Acri. Le nomine? Partiremo dai profili per poi arrivare ai nomi. Il presidente Giovanni Gorno Tempini? Ha fatto un ottimo lavoro. 

Domanda. Profumo, che ruolo sta svolgendo il sistema delle fondazioni di origine bancaria in questa fase della crisi pandemica? 

Risposta. Le fondazioni sono state attive fin dall’inizio della pandemia. Nel corso della prima ondata per esempio si sono prontamente mobilitate per sostenere l’assistenza sanitaria e le fasce più deboli. Voglio solo ricordare i finanziamenti per oltre 80 milioni messi subito in campo dagli enti e gli aggiuntivi 50 milioni raccolti sui territori. In seguito l’attenzione si è concentrata sulle organizzazioni del terzo settore che si sono trovate a gestire le pesanti ricadute sociali del lockdown. A livello di Acri e con la preziosa collaborazione di Intesa Sanpaolo è stata inoltre promossa l’iniziativa Sollievo per assicurare il sostegno al mondo del non profit, che rischiava di trovarsi in grande difficoltà per la sua strutturale fragilità dal punto di vista finanziario. Oggi, a un anno dall’inizio dell’emergenza, le fondazioni sono tornate a fare il loro lavoro concentrandosi sul contrasto delle disuguaglianze create dalla pandemia. In questo contesto rimane centrale l’impegno a favore dell’educazione, della ricerca, della cultura e dell’innovazione. 

D. Una strategia seguita anche dalla Compagnia di Sanpaolo che lei presiede? 

R. Certamente. La Compagnia ha impostato la propria azione su questi due pilastri: emergenza e continuità. In primo luogo dando risposte alla crisi con risorse straordinarie investite rapidamente. Penso per esempio alle iniziative legate al mondo della sanità. Nel contempo abbiamo scelto di procedere in continuità con il programma annuale di sostegno e sviluppo sui territori, come facciamo nei tempi normali. Tutto questo è stato reso possibile da una oculata gestione delle risorse finanziarie a nostra disposizione. 

D. Queste iniziative sono state messe in campo in un periodo di ristrettezze finanziarie visto che lo scorso anno la Bce ha chiesto alle banche una sospensione dei dividendi. Quali gli impatti sui bilanci degli enti? 

R. Voglio fare una premessa che ho ribadito già più volte nell’ultimo anno. La raccomandazione indiscriminata della Bce rischia di rivelarsi controproducente per l’industry bancaria, riducendo di fatto la sua attrattività per gli investitori. Penso che questa misura danneggi grandi e piccoli azionisti sottraendo risorse preziose all’economia. Nello specifico le fondazioni potrebbero trovarsi seriamente in difficoltà nel portare avanti la propria attività erogativa in una fase in cui ci sarebbe ancor più bisogno di loro per tamponare le devastanti ricadute sociali che la pandemia sta producendo sui territori. Per fortuna, come era previsto dal protocollo Acri-Mef, la categoria nel corso degli anni precedenti ha prudenzialmente costituito appositi fondi per la stabilizzazione delle erogazioni che oggi valgono circa due miliardi e consentono temporaneamente di supplire all’assenza di dividendi. Occorre però ricordare che si tratta di fondi limitati che dovranno essere nuovamente alimentati, altrimenti l’attività erogativa dovrà ridursi. Alla luce di tutto questo auspico un parziale cambio di rotta da parte della Bce. 

D. Come procede il dialogo tra l’Acri e il governo Draghi e su che tavoli potreste lavorare insieme? 

R. L’Acri ha attivato da subito i contatti con diversi ministeri per tutte le questioni che riguardano i settori di intervento. Siamo partiti dal Mef per passare ai ministeri della cultura, dell’istruzione e dell’università e nei prossimi giorni incontreremo il ministro dell’Interno. Abbiamo grandissima fiducia nel premier Mario Draghi sia per la sua esperienza che per le sue competenze. Nell’ambito di un rapporto di collaborazione saremo felici di mettere a disposizione le nostre conoscenze, sia a livello operativo che informativo. Auspico inoltre che le opportunità che si apriranno con Next Generation Eu possano rivelarsi un volano per la ricostruzione e per uno sviluppo inclusivo e sostenibile. 

D. La pandemia è caduta nel trentennale della legge Amato. Come va ripensato oggi il ruolo delle fondazioni? 

R. Occorre ricordare che per la nostra categoria l’iter normativo è stato piuttosto articolato e a tratti contraddittorio ed è culminato soltanto con la legge Ciampi del 1999 e con le due sentenze della Corte Costituzionale del 2003. Quei provvedimenti hanno stabilito che le fondazioni sono soggetti privati preposti alla cura del bene comune. In questi 30 anni gli enti hanno consolidato le proprie modalità operative, le proprie reti e le proprie competenze, valorizzando la capacità di portare a patrimonio le esperienze positive compiute. Non ritengo quindi che il loro ruolo oggi vada ripensato. Le fondazioni al contrario devono continuare a lavorare seguendo le traiettorie che hanno imparato e continuando a sostenere il bene comune. 

D. Si avvicina il rinnovo del vertice di Cassa Depositi e Prestiti. Da azionisti storici dell’istituzione quali sono i vostri auspici? 

R. Le fondazioni hanno espresso grande apprezzamento per i risultati di Cdp e per le misure messe in campo. Dando attuazione al piano al 2021 la Cassa sta procedendo su un percorso di innovazione che ha al centro il tema della sostenibilità. Voglio peraltro ricordare che nel 2019 firmammo un protocollo di intesa per estrarre sinergie ancora maggiori, ricordando che il nostro è un doppio ruolo di shareholder e stakeholder. La Cassa insomma è un attore di sviluppo sostenibile e potrà svolgere un ruolo da protagonista nell’accompagnare la ripartenza dell’Italia. Con riferimento alle imminenti nomine, per il giorno dell’assemblea saremo pronti con le nostre candidature, cioè i tre amministratori tra cui il presidente. Solitamente prima individuiamo i profili, poi cerchiamo i curriculum e le figure più in linea con quei profili. Anche nelle prossime settimane ci comporteremo in questo modo. 

D. A proposito di profili, che valutazione dà del lavoro svolto sinora dal presidente Giovanni Gorno Tempini? 

R. Gorno Tempini ha fatto un ottimo lavoro. 

D. Intesa Sanpaolo ha appena chiuso l’integrazione di Ubi. Che valutazione dà di quell’operazione che ha ufficialmente riaperto il consolidamento bancario italiano? 

R. La valutazione è molto positiva. Sono stato positivo fin dall’inizio. Questa operazione ha rafforzato il gruppo Intesa e mi pare che la delicata fase di integrazione sia stata gestita con grande attenzione verso la clientela e i territori. Quanto ai risultati economici dell’istituto, mi sembra che siano stati positivi pur in una fase di difficoltà oggettiva per il paese. 

D. L’anno prossimo dovrà essere rinnovato il vertice della banca. Da azionisti state già pensando a quella scadenza? Che valutazioni si possono già fare? 

R. Ogni considerazione sarebbe prematura e inopportuna. Posso però dire che abbiamo apprezzato molto l’azione del gruppo in quanto banca e in quanto soggetto con una grande responsabilità sociale. Tra gli azionisti c’è grande soddisfazione e in una fase come quella che stiamo attraversando la cosa è tutt’altro che scontata. 

fch 

MF-DJ NEWS 

0308:16 mag 2021 

 

(END) Dow Jones Newswires

May 03, 2021 02:18 ET (06:18 GMT)

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