B.Mps: più dote col decreto Sostegni (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il governo punta a rendere più ricca e a estendere la dote per le future fusioni bancarie. Nell’ultima bozza del decreto Sostegni Bis trova spazio una modifica alle norme sulla possibilità di usufruire della conversione in crediti di imposta delle cosiddette Deferred tax assets (Dta), le imposte differite attive, per favorire le aggregazioni societarie. 

L’incentivo era stato introdotto dal passato esecutivo con l’ultima manovra ed era considerato uno sprone per convincere Unicredit ad acquisire il Monte dei Paschi di Siena. In quanto tale osteggiato da quella parte dell’ala grillina della maggioranza, che preferirebbe un destino sulle proprie gambe per la banca senese, ripulita dei crediti deteriorati. Gli accordi con la Ue prevedono che il Tesoro esca entro fine anno da Mps, di cui detiene il 68,25%. Il collegamento tra la norma sulle Dta, dossier Siena e contenuti della bozza lascia presagire che il Mef possa richiedere altro tempo. 

In ballo c’è l’estensione di sei mesi i termini per accedere all’incentivo, includendo tra le aggregazioni anche quelle deliberate fino al 30 giugno 2022 e non più soltanto fino al 31 dicembre prossimo. La soglia delle Dta trasformabili sale invece dal 2% al 3% delle attività complessive delle società che si aggregano. E mentre ieri al Senato il primo dl Sostegni entrava alle ultime battute con una seduta notturna per l’esame e il voto degli emendamenti condivisi, con il Bis ci sono novità in arrivo anche per Patrimonio Destinato Cdp. L’intenzione è di estendere al 31 dicembre i termini d’accesso alla modalità aiuti di Stato dello strumento per la ricapitalizzazione delle imprese sopra i 50 milioni di fatturato. Nel decreto anche 14 miliardi per i contributi a fondo perduto. Ci sarà un doppio binario che manterrà il parametro del fatturato. Il primo canale, per il quale sono a disposizione 11 miliardi, replica il sistema già in uso per gli aiuti. Il ristoro spetterà a chi avrà subito un calo del fatturato di almeno i 30% confrontando il dato medio mensile 2020 con quello 2019. Chi avrà già avuto accesso al Sostegni I non dovrà nuovamente fare domanda. L’alternativa prende invece in considerazione un differente periodo di riferimento ossia dal 20 aprile 2020 al 31 marzo 2021 rapportato all’analogo periodo 2019-2020. Restano identiche anche le percentuali di ristoro: dal 60% per ricavi fino a 100 mila euro al 20% sopra i 5 milioni. 

fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

May 04, 2021 02:18 ET (06:18 GMT)

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