Rai: governo punta tutto su cambio vertici, veti Lega (Rep)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Non è all’ordine del giorno”. Nonostante gli appelli del presidente della Camera Roberto Fico e dell’ex premier Giuseppe Conte per avviare al più presto una riforma della governance Rai che tenga finalmente “i partiti fuori dalla porta”, al Ministero dell’Economia escludono che il progetto di una Fondazione cui affidare il controllo della Tv di Stato possa vedere la luce entro la legislatura. Tanto più che il centrodestra non tifa certo per una revisione delle regole che invece sembra star molto a cuore ai giallorossi. Usciti dal letargo, dopo un anno e mezzo di governo, sull’onda del caso Fedez. 

A Viale Mazzini, scrive Repubblica, si procederà con il rinnovo del cda nei tempi previsti, ovvero alla scadenza di fine giugno. Entro un mese le Camere eleggeranno i quattro consiglieri di nomina parlamentare, quindi toccherà all’azienda votare per il rappresentante dei dipendenti. Mentre Palazzo Chigi è orientato a seguire la prassi consueta: le forze politiche, che insieme al governo sono azionisti del servizio pubblico, verranno consultate per la scelta dell’amministratore delegato e del presidente (che spetterà poi al Tesoro designare) sulla base dei curricula selezionati da una società di cacciatori di teste. Tutti convinti che Draghi utilizzerà lo stesso metodo visto per la formazione del governo: “Lui deciderà i nomi e alla fine ce li comunicherà”. 

Il fatto è che l’incertezza sui criteri che il presidente del Consiglio intende adottare per individuare i nuovi vertici -se saranno ad esempio dirigenti interni, manager esterni, oppure uno e uno- non agevola il confronto tra i partiti. Tant’è che i consueti bilaterali tra leader non sono stati ancora organizzati. Ma contatti, a livello parlamentare, sono in corso. Utili per trovare un accordo sui quattro consiglieri che tocca a deputati e senatori esprimere. Se infatti Salvini e Meloni sembrano propensi a confermare gli uscenti, Igor De Biasio per la Lega e Giampaolo Rossi per Fdi, in casa Pd l’invito del segretario Letta a premiare la competenza, evitando di indicare parlamentari in carica o ex, potrebbe portare in Viale Mazzini diverse novità. A cominciare dal nome proposto per il cda: Francesca Bria, presidente del Fondo nazionale italiano per l’Innovazione. 

Anche se la vera partita, con inevitabile scontro tra partiti, si giocherà sull’ad. Su cui è iniziato un braccio di ferro che, a cascata, proverà a condizionare tutti gli assetti interni all’azienda: le direzioni di reti e tg, che alla politica hanno sempre fatto gola. Tant’è che al Nazareno è già scattato l’allarme rosso, pronti a denunciare “l’ipertrofia sovranista che, complice il fallimento della gestione gialloverde, in Rai ha occupato tutti i posti di potere e di responsabilità”. 

In questo scenario si inserisce la corsa, data per declinante, di Eleonora Andreatta, l’ex capo della Fiction trasmigrata a Netflix che il Pd vorrebbe far tornare sulla tolda del servizio pubblico: ritenuta troppo vicina a Letta, la Lega ha posto un veto che pare insuperabile. Perciò adesso in pole ci sarebbe, sempre fra gli interni, il direttore di RaiCinema Paolo Del Brocco, gradito a sinistra ma pure a destra. Mentre Maria Pia Ammirati, presidente dell’Istituto Luce, non dispiace né al Pd né a Di Maio e Conte, che per il M5S seguono la trattativa. Salvini punta invece su Marcello Ciannamea, responsabile dei palinsesti, che potrebbe però essere dirottato sulla direzione di Rai1. O indicato come direttore generale, che sarebbe un interno qualora l’ad fosse scelto fuori dal perimetro aziendale (fra i più gettonati, l’ex ad di Gedi Laura Cioli e Carlo Nardello, ora in Tim). Anche per evitare il bis del 2018 quando 5S e Lega individuarono nella triade Salini-Foa-Matassino un vertice tutto esterno. 

Il presidente Rai sarà di garanzia: l’ex direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli o l’economista Alberto Quadrio Curzio, stimato da Draghi. Se però l’ad fosse un uomo, la presidenza andrebbe a una donna: Paola Severini Melograni, Susanna Agnes (sponsorizzata da Gianni Letta), oppure -novità dell’ultima ora- Lucia Annunziata. 

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(END) Dow Jones Newswires

May 04, 2021 02:50 ET (06:50 GMT)