Banche: a Unicredit conviene il Banco (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Domani Andrea Orcel farà la sua prima uscita come nuovo amministratore delegato di Unicredit, presentando al mercato i risultati trimestrali del gruppo. Anche se la nomina è avvenuta solo un paio di settimane fa, il banchiere romano ha già preso saldamente in mano le redini dell’istituto sia sul fronte dell’organizzazione sia su quello della strategia. 

Tra le novità più attese c’è senza dubbio l’annuncio di un’acquisizione che potrebbe rafforzare la presenza di Unicredit in Italia e chiudere il gap che negli ultimi anni si è aperto con Intesa Sanpaolo. Una mossa peraltro su cui scommette anche il governo, come dimostra non solo la conferma ma perfino l’ampliamento dell’incentivo fiscale sulle imposte differite contenuto nel decreto Sostegni. Nel testo definitivo del provvedimento la soglia delle deferred tax assets (Dta) trasformabili in crediti d’imposta è infatti salita dal 2% al 3% delle attività complessive delle società che si aggregano. Sebbene le metriche di un deal d’m&a siano complesse, in molti scommettono che l’incentivo sia in grado di orientare le scelte di Unicredit e delle altre banche coinvolte nell’imminente consolidamento del settore. Il target su cui si scommette da tempo è Montepaschi visto che gli accordi presi a suo tempo con la Bce nell’ambito del salvataggio impongono al Tesoro di uscire dal capitale della banca senese entro fine anno. Se l’operazione andasse in porto, secondo Equita la dote fiscale legata alle dta varrebbe 3,4 miliardi, circa 1,1 miliardi in più rispetto alla precedente versione della norma. 

Ovviamente non si tratterrebbe dell’unico ingrediente della dote, ma altre opportunità potrebbero allettare Unicredit. Se infatti l’istituto decidesse di virare con decisione su Banco Bpm, per Equita il beneficio fiscale salirebbe a 4,09 miliardi, circa 400 milioni in più rispetto all’attuale capitalizzazione di borsa del gruppo di piazza Meda. Sarà questo l’obiettivo di Orcel? Al di là dell’incentivo fiscale l’operazione potrebbe avere solidi razionali in quanto rafforzerebbe la presenza di Unicredit in una regione nevralgica come la Lombardia. Non solo. A qualche grande socio del Banco la mossa non dispiacerebbe, anche se il ceo Giuseppe Castagna sembra orientato su target diversi. Non è un mistero che il banchiere (assistito dall’advisor Lazard) stia considerando da qualche mese l’opzione Bper. 

fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

May 05, 2021 02:14 ET (06:14 GMT)