Banche: Eba, no a ulteriori proroghe moratorie (Sole)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“L’Italia è uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia ma le banche italiane hanno mostrato resilienza, si sono mantenute nella media europea dei ratios patrimoniali. E questo è un buon risultato, perché non danno segno di aver dovuto assorbire un colpo più duro di altre banche in Europa. Anche nella gestione dei Npls, le banche italiane hanno ridotto le sofferenze nel 2019, e nel 2020 questo trend è continuato, sono rimaste in linea”. 

Lo afferma Isabelle Vaillant, direttore Eba responsabile per le regole prudenziali, in un’intervista al Sole 24 Ore. Per aiutare le banche a gestire la crisi pandemica e continuare a erogare prestiti, l’Eba ha introdotto flessibilità nelle regole. “Quando abbiamo ritenuto opportuno introdurre le linee guida sulle moratorie, per evitare automatismi, lo abbiamo fatto. E le abbiamo estese quando necessario. Ora è tempo di monitorare la situazione: monitorare, monitorare, questo è quello che l’Eba sta facendo adesso. Tuttavia in questa fase non abbiamo intenzione di estendere ulteriormente le linee guida. Le moratorie sono scadute o stanno scadendo e la finestra di sospensione degli automatismi si è chiusa. Stiamo monitorando da vicino la situazione: è il nostro compito principale questa primavera, la più alta priorità”. 

“Il rischio di un grande aumento delle sofferenze, come avevamo previsto nella fase iniziale della crisi pandemica, non si è verificato nel senso che nel 2020 non abbiamo rilevato un’impennata dei NPLs. C’è stato un aumento finora, ma modesto. Siamo entrati in una nuova fase, la fase di transizione in uscita dalla crisi, è il momento di pulire i bilanci dai crediti deteriorati. Inizialmente avevamo previsto un picco di sofferenze, ma direi che potrebbe trattarsi piuttosto di un “plateau”, una transizione morbida che potrebbe durare due o tre anni verso una nuova economia. Per questo preferiamo che le banche restino prudenti nella loro analisi del portafoglio dei prestiti, anche per accompagnare quello che sarà un cambiamento strutturale verso un nuovo modello di economia. E poi l’aumento dei crediti deteriorati sarà chiaramente circoscritto ad alcuni settori, non sarà diffuso. In quanto al picco che avevano previsto, non si è verificato per ora e quindi la situazione potrebbe evolversi in altro modo, con una transizione più graduale e anche con uno spostamento dalle banche ai conti pubblici”, spiega. 

Nel senso che “gradualmente il ruolo dello Stato crescerà, le garanzie pubbliche verranno escusse. E questa transizione, con un ruolo crescente dello Stato, sarà importante. Ma intanto le banche dovranno continuare a fare gli accantonamenti per le perdite attese. Le banche devono fare il loro lavoro, devono intervenire in anticipo, portare avanti la ricognizione dei rischi di credito in arrivo e la pianificazione del capitale, devono far emergere le situazioni di difficoltà delle controparti il prima possibile. Lo stanno facendo, ma troppo lentamente. Per questo sollecitiamo che le banche facciano il loro lavoro senza indugio. Questo è il momento di analizzare ogni prestito, ogni pratica. Le banche conoscono la clientela in maniera approfondita, sono in grado di intercettare e identificare le difficoltà del singolo cliente e intervenire dialogando con le controparti e dove necessario ristrutturare i debiti”, conclude. 

pev 

 

(END) Dow Jones Newswires

May 07, 2021 02:52 ET (06:52 GMT)