Dopo lo spezzatino resta la mini-Mps: patrimonio da aggredire per le causeIl piano “B” per Siena. Il Mcc di Bernardo Mattarella pronto a comprare la rete al Sud

di Andrea Deugeni affaitaliani.it 16.5.21

Dopo lo spezzatino resta la mini-Mps: patrimonio da aggredire per le cause

Mentre nella data-room gestita dall’advisorMediobancasulla vendita del Montepaschi si è affacciato solo il fondo Apollo interessato alla banca più antica del mondo nel suo intero perimetro (il Ceo di UniCreditAndrea Orcel non farà capolino, perché non vuol dare alcun segnale che rischierebbe di essere un boomerang), al Tesoro, come riferito da Repubblicasi ragiona sul piano “B”. Ovvero l’ipotesi spezzatino, con l’alienazione di singoli asset della banca controllata dal Mef con il 64,23% del capitale e da cui il socio pubblico, per gli accordi presi con Bruxelles nel 2017, deve uscire entro aprile 2022. 

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Il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera

Per il momento il nuovo timoniere di Piazza Gae Aulenti non vuole annettere tutto il Monte, nonostante gli sforzi profusi dal Tesoro con l’incentivo dei crediti fiscali da deferred tax asset (imposte differite), ora in fase di ridefinizione. Secondo il quotidiano del gruppo Gedi, sembra che però Orcel abbia dato la disponibilità ai dirigenti di Via XX Settembre a valutare l’acquisto delle redditizie attività di Mps in Toscana e nel Nordest, mentre non ha nessun interesse per quella parte di rete che si estende al Sud, area ben presidiata da UniCredit dopo l’operazione Capitalia del 2007.

Un disinteresse che invece ben si concilia con le mire meridionali dell’istituto pubblico Mcc che, guarda caso, attraverso il suo amministratore delegato Bernardo Mattarella ha già fatto sapere di esser pronto all’eventuale chiamata alle armi del Mef.null

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Secondo quanto rivelano ad Affaritaliani.it alcune fonti finanziarie vicine al dossier, lo spezzatino territoriale del gruppo bancario senese, lasciando in vita per un periodo una mini-Montepaschi toscano-centricaverrebbe inoltre incontro ad altre tre esigenze delle parti. Consentirebbe adUniCredit, che conta circa 38 mila dipendenti spalmati su 2.328 filiali, di evitare le importanti sovrapposizioni in Sicilia e lungo la costa Toscana e al Tesoro di evitare in primis i mal di pancia del M5S, di parte del Pd e della Lega in fase di analisi parlamentare dell’operazione (come prevede la norma in legge di Bilancio sulle Dta), nonchè di neutralizzare, spiegano le fonti, il grande rischio da 10 miliardi (che possono lievitare ulteriormente) delle cause legali che sta spaventando ogni compratore (il dossier è stato sottoposto anche a soggetti esteri, ma Apollo a parte, il cui modus operandi non è gradito al policy maker, è stato scansato da tutti). 

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La vicepresidente della Commissione Ue Margrethe Vestager

E’ vero infatti che il team di tecnici guidato dal direttore generale Alessandro Rivera ha costruito una copertura assicurativa su parte dello stock attraverso il coinvolgimento di Sace e che un’altra parte del petitum, come i 3,8 miliardi di risarcimenti chiesti dalla Fondazione Mps, sono neutralizzabili attraverso soluzioni transattive. Ma è anche vero che il premio assicurativo dev’essere ripartito fra la banca e lo Statotutto l’impianto (assieme alle doti fiscali) deve ricevere la bollinatura della Direzione Concorrenzaguidata dalla rigorosa Margrethe Vestager, guardiana degli aiuti di Stato, e la discussione per l’accordo stragiudiziale, ad esempio, con Palazzo Sansedoni dev’essere avviata. Tavolo che, a giudicare dalle parole di giovedì del presidente della Fondazione Carlo Rossi, è tutt’altro che aperto. 

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L’amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel

Ecco dunque che, concludono le fonti, la soluzione post-spezzatino di una mini-Montepaschi toscano-centricapermetterebbe al venditore pubblico di conservare una parte di patrimonio aggredibile per le cause, assumendosi in totoil rischio legale che verrebbe così sgravato dalla cessione.Rendendo più appetibile l’operazione per eventuali compratori. La soluzione, inoltre, darebbe anche più tempo al Tesoro per raggiungere singoli accordi transattivi, senza avere la pistola puntata durante la negoziazione.