Bper: una task force per sfruttare fondi europei (CorSera)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Sarà un anno da vivere di corsa, al fianco delle imprese piemontesi, toccate pesantemente nel 2020 dalla pandemia da Covid-19. Un anno di recupero, per arrivare a dicembre al di sopra dei livelli di produzione di ricchezza che si erano toccati nel febbraio dello scorso anno. Ne è convinto Pierpio Cerfogli, vice direttore generale e chief business officer di Bper Banca. 

«La pandemia ha avuto effetti pesanti sull’economia reale in Italia – dice Cerfogli all’Economia del Corriere della Sera – colpendo soprattutto le piccole e medie imprese. Oggi, però, ci sono anche segnali positivi: a fine anno l’industria manifatturiera dovrebbe tornare ai livelli di fatturato pre-Covid. Soprattutto avremo un’occasione di rilancio imperdibile con il Piano nazionale di ripresa e resilienza: servono riforme strutturali e investimenti senza precedenti nella storia del Paese. Penso alla digitalizzazione, all’alleggerimento della burocrazia, alla transizione energetica. Nel realizzare questo piano così ambizioso le banche avranno un ruolo centrale. In Bper ci siamo attrezzati costituendo una task force con specialisti di vari ambiti e settori, che affiancheranno imprese e privati nel cogliere tutte le opportunità. Nel frattempo non siamo stati con le mani in mano, immettendo liquidità nel sistema: tra i molti esempi di operatività degli ultimi mesi cito il Superbonus 110%, che sta dando ottimi risultati: abbiamo lavorato a fondo sulla cessione del credito e sugli sconti in fattura». 

Bper, che con l’acquisizione degli sportelli ex Ubi (37 solo in Piemonte) è diventato un player nazionale con una marcata presenza nel Nord Italia, a Torino oggi conta 34 agenzie, che si sommano alle 29 di Cuneo, dove Bper era già presente grazie agli accordi con le Casse di Risparmio di Bra e di Saluzzo e alle 18 di Alessandria. Una presenza qualificata, in totale gli sportelli in Piemonte sono 95, in una delle zone a maggior vocazione industriale della Penisola. “Il 2020 – spiega Cerfogli – è stato un anno difficile per l’economia piemontese, anche se il tessuto manifatturiero ha reagito meglio rispetto ad altre grandi regioni del Nord. La situazione è a macchia di leopardo: a pagare un prezzo più alto sono le imprese meno capitalizzate e con scarsa vocazione all’export. Una volta terminato l’effetto delle misure di sostegno pubblico l’intervento delle banche sarà fondamentale. In questa nuova fase occorrerà essere selettivi nell’erogare credito, ma anche predisposti all’ascolto degli interlocutori: le imprese sono sempre più sensibili alle forme di consulenza evoluta, impostate su strategie di medio-lungo termine», conclude. 

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(END) Dow Jones Newswires

May 17, 2021 03:00 ET (07:00 GMT)