Unicredit e MPS più vicine: uscita Tesoro con spezzatino

(Simone Ferradini) trend-online.com 18.5.21

Brusca accelerazione rialzista oggi in borsa per Banca MPS: il titolo si è spinto fin sugli 1,2940 euro, ovvero i livelli più elevati dal 18 febbraio. Lo scatto in avanti potrebbe segnalare un aumento dell’appeal speculativo del titolo in vista della possibile soluzione in merito al problema dell’uscita del Tesoro dal capitale. Unicredit resta l’indiziato principale a rilevare la partecipazione in mano allo Stato

Brusca accelerazione rialzista oggi in borsa per Banca MPS: il titolo si è spinto fin sugli 1,2940 euro, ovvero i livelli più elevati dal 18 febbraio. Lo scatto in avanti potrebbe segnalare un aumento dell’appeal speculativo del titolo in vista della possibile soluzione in merito al problema dell’uscita del Tesoro dal capitale. Unicredit resta l’indiziato principale a rilevare la partecipazione in mano allo Stato.

MPS e l’uscita del Tesoro, il pressing su Unicredit

Come è noto, il Tesoro (principale azionista di Banca MPS con il 64,2%) ha l’obbligo con la Commissione Europea di uscire dal capitale entro aprile 2022. Via XX Settembre ha tentato di convincere Unicredit ad acquisire MPS offrendo vantaggi di vario tipo (DTA e coperture per le cause legali) ma il nuovo a.d. della banca Andrea Orcel, secondo indiscrezioni di stampa, è interessato solo a una parte degli asset di Rocca Salimbeni, ovvero gli sportelli toscani e del Nordest.

Unicredit e MPS: la soluzione spezzatino

La situazione era in stallo ma nello scorso fine settimana si è aperto uno spiraglio: la parola magica sembra essere “spezzatino”. Si tratta di una soluzione che viene spesso utilizzata per sbloccare dossier di M&A particolarmente ostici da risolvere. In un’intervista a Repubblica l’a.d. del Mediocredito Centrale, Bernardo Mattarella, ha parlato del possibile interesse per le filiali del Sud Italia di Banca MPS. Se le parole del manager si traducessero in qualcosa di concreto l’ultima tessera del puzzle andrebbe a posto: Unicredit acquisirebbe gli asset che ritiene appetibili, il Mediocredito quello che resta e il Tesoro rispetterebbe l’impegno con Bruxelles.

Le prospettive in borsa di Banca MPS. La parola all’analisi tecnica

L’analisi del grafico di Banca MPS mette in evidenza il completamento del testa e spalle rialzista in formazione da aprile. Il titolo ha ora la possibilità di riavvicinarsi al massimo di febbraio a 1,45 euro: conferme definitive in tal senso oltre 1,33. Oltre 1,45 si aprirebbero spazi di ascesa ben più ampi in direzione di 1,64 e 1,9830, massimo della scorsa estate 2020. Discese sotto 1,23-1,24 rischierebbero di compromettere il segnale positivo inviato oggi e anticipare un nuovo test degli importanti supporti a 1,13-1,14.