Atlantia: riparte senza Autostrade con dote da 7,2 mld (A&F)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Niente più Autostrade solo Atlantia. Dopo l’accordo per vendere la concessionaria a Cdp e soci, il gruppo punta sugli aeroporti, sui velivoli Vericopter e su nuove infrastrutture all’estero. 

Lo scrive Affari & Finanza di Repubblica aggiungendo che il primo gruppo europeo di infrastrutture nato attorno alla privatizzazione delle Autostrade per l’Italia (Aspi) si stacca dal suo cuore originario, un asset da 19,3 miliardi di valore, che rappresenta circa la metà della capitalizzazione di Atlantia. Oggi, lunedi 31 maggio i soci di Atlantia riuniti in assemblea voteranno a favore della vendita dell’88% di Aspi al consorzio guidato dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp) e dai fondi Macquarie e Blackstone. Certo, l’operazione dovrà essere prima ratificata dal cda convocato il 10 giugno, ma dopo il parere favorevole di tutti i proxy advisor e in attesa di quello dell’assemblea, il dado sembra essere tratto. Atlantia si troverà così in cassa 5,3 miliardi di euro da investire in nuove infrastrutture in giro per il mondo. 

Anche per la Edizione Holding della famiglia Benetton, che a sua volta aveva concentrato su Atlantia e Aspi la maggioranza delle attività, è una metamorfosi. Si volta pagina, dopo la tragica e tormentata vicenda del crollo del ponte Morandi, che si ripercuote sul gruppo da quel drammatico 14 agosto 2018. Ceduta Aspi, fonti vicine ai Benetton ribadiscono che la familgia è determinata a restare un investitore di lungo periodo delle infrastrutture. I Benetton avrebebro anche ribadito la fiducia a Carlo Bertazzo e alla sua squadra di manager, che in questi mesi si sono adoperati per chiudere con successo una complicata e delicata transazione con le istituzioni tricolori da un lato, e una altrettanto delicata mediazione tra gli interessi di tutti gli stakeholders. 

Per Atlantia separarsi da Aspi equivale a recidere un cordone ombelicale, rinunciare alla concessione più lunga, stabile e redditizia fra quelle in portafoglio, quella stessa concessione che ha permesso di finanziare altre acquisizioni come Abertis. Per Bertazzo sarà invece l’occasione di reinventare i confini del gruppo in un momento in cui le autostrade e gli aeroporti del mondo sono messi a dura prova dalla pandemia. Se si somma la cassa che arriverà a dicembre dalla vendita dell’88% di Aspi, alla quota che la società ha in altre attività quotate come il 15,5% di Getlink (la società che gestisce il tunnel sotto la Manica e vale 1,1 miliardi) e il 15,9% del costruttore tedesco Hoctief (altri 0,8 miliardi), Atlantia ha 7,2 miliardi di attività liquide, pari a metà della capitalizzazione (o a 8,8 euro per azione). Una simile dotazione di cassa in un momento di discontinuità come questo, potrebbe essere un vantaggio per cogliere le occasioni che si presentassero con la crisi e dall’altra un rischio, perché Atlantia potrebbe trasformarsi da predatore a target di acquisizioni. 

Il primo indiziato è Vinci, da sempre promessa sposa del gruppo tricolore. Il gruppo francese delle costruzioni e delle concessioni, tuttavia, in marzo ha annunciato un piano industriale che punta sulla transizione energetica (di qui l’acquisizione di Cobra dalla Acs di Florentino Pérez) più che a autostrade e aeroporti come quelli di Atlantia. Fatto sta che tutti riconosco a Bertazzo una grande abilità di negoziatore e una comprovata esperienza nel verificare i dettagli di un deal, doti che saranno indispensabili sia per nuove acquisizioni, sia per negoziare un eventuale matrimonio con un colosso internazionale. Sempre lo scorso marzo, e quindi prima di chiudere con Cdp il contratto su Aspi, Atlantia ha illustrato agli investitori i suoi piani per il futuro dichiarando di voler puntare sui servizi finanziari del Telepass (di cui ha ceduto il 49% per un miliardo) per fare acquisizioni nel fintech. E di voler potenziare la sua presenza su aeroporti, eliporti e veriporti, come si chiamano gli scali destinati ai veicoli a decollo verticale. 

A Roma Fiumicino il gruppo avrebbe già inizato a realizzare il primo veriporto in Europa ma sarebbe in attesa del via libera dell’Easa – l’agenzia europea per la sicurezza aerea – e della regolamentazione in materia. Lo scorso marzo, inoltre, Atlantia ha partecipato all’aumento di capitale da 200 milioni di Vericopter, società che produce veicoli elettrici a decollo verticale – puntando sulla nuova mobilità urbana e sostenibile – che si profila come il nuovo taxi del futuro. Adr, la società che gestisce gli aeroporti romani e ha un valore debiti compresi stimato in oltre 5 miliardi di euro, dopo la cessione di Aspi diventerà di fatto il primo asset di Atlantia. Aggiungendo la quota del 30% degli Aeroporti di Bologna e il 64% di quello della Costa Azzurra, gli aeroporti rappresentano un terzo del valore degli asset del gruppo, percentuale che escludendo la cassa e le attività quotate salirebbe al 60%. In proposito potrebbero aprirsi nuove possibilità sia in Italia, dove da tempo si parla della privatizzazione dello scalo di Catania, sia all’estero, dove il gruppo è alla ricerca di nuovi sbocchi otre Nizza, e dove in passato aveva trattato per quello di Sheremetyevo, a Mosca. 

Ad agosto Bertazzo sarà impegnato invece sulle concessioni spagnole di Abertis che vanno in scadenza, un asset che prima della pandemia rappresentava un quinto del margine operativo lordo del gruppo. Le due concessioni della Catalogna si portano con loro 1,5 miliardi di indennizzo certo, legato alla fine del contratto, più altri eventuali 2,5 miliardi se Abertis si aggiudicherà la vertenza con lo Stato spagnolo per minimi di traffico che dovevano essere garantiti e invece non sono arrivati. Tuttavia a differenza di qualche mese fa, quando si ipotizzava una nazionalizzazione delle concessioni in scadenza, il premier Pedro Sánchez ha illustrato alla Ue un piano in cui nel 2024 prevede una nuova maxi ondata di privatizzazioni, a cui Abertis parteciperebbe da interlocutore privilegiato, data la sua compravata esperienza. Ma il colosso controllato da Atlantia al 50% più una azione insieme alla Acs di Pérez, sta già studiando altri dossier, come le concessioni vinte in Messico e in Virginia, che potrebbero concretizzarsi nei prossimi mesi. 

pev 

 

(END) Dow Jones Newswires

May 31, 2021 03:58 ET (07:58 GMT)