Famiglia Benetton, gli affari si spostano in Argentina. Hanno 300 mila muccheInteressi anche in Francia con i palazzi sugli Champs-Élysées e il nuovo business degli aeroporti. Male la moda

Affariitaliani.it 2.6.22

Famiglia Benetton, gli affari si spostano in Argentina. Hanno 300 mila mucche

Famiglia Benetton, gli affari si spostano in Argentina. Hanno 300 mila mucche

I Benetton sono usciti ufficialmente dalla gestione di Autostrade. Dopo l’accordo raggiunto con Cdp la famiglia esce definitivamente di scena, ma ha già pronti nuovi investimenti. Ripartono – si legge su Repubblica – da un tesoretto personale di 10 miliardi. E che spazia dagli Autogrill agli aeroporti, dalle mucche, in Argentina ne hanno quasi 300 mila capi, ai palazzi sugli Champs-Élysées, dalle torri per telecomunicazioni ai maglioncini. Passata la mano in Italia, i Benetton continuano a occuparsi di autostrade all’estero. E Atlantia, paradossalmente, potrebbe usare una parte degli 8,18 miliardi incassati dallo Stato italiano e dai fondi per puntellare gli investimenti di Abertis, la controllata spagnola che gestisce una rete di 8.700 chilometri (più del doppio del network di Aspi) in 16 Paesi del mondo e che ha appena fatto acquisizioni negli Usa e in Messico. Il vero buco nero per la famiglia trevigiana, come accade da tempo, sono le attività nella moda. Benetton Group aveva già perso 300 milioni tra il 2018 e il 2019. La pandemia ha peggiorato la situazione e l’ultimo esercizio è andato in archivio con un rosso di 325 milioni.

L’assenza di dividendi da Atlantia e Autogrill, il profondo rosso dei maglioncini e la travagliata vicenda della cessione di Autostrade – prosegue Repubblica – non sembrano comunque aver intaccato la solidità finanziaria dei Benetton. Edizione holding, la cassaforte di famiglia, è riuscita secondo le indiscrezioni a chiudere il 2020 cancellando il debito e con 200 milioni circa di liquidità in portafoglio, merito soprattutto all’ottimo andamento di Cellnex: negli ultimi dodici mesi la società che gestisce torri per le telecomunicazioni ha avviato una ricapitalizzazione durante la quale Ponzano Veneto ha limato dal 13% all’8,5% la sua partecipazione cedendo i diritti di sottoscrizione a nuovi soci, con un incasso vicino agli 800 milioni finito tutto in tasca ad Edizione. E la quota che è rimasta in portafoglio vale comunque 2,84 miliardi.