Mps, nuova tegola sulla vendita: un miliardo ad Axa. Spunta il piano “C”La clausola del cambio di controllo nel contratto di bancassurance con i francesi di Axa. Rumors

Affari italiani.it 15.6.21

Mps, nuova tegola sulla vendita: un miliardo ad Axa. Spunta il piano "C"

LaPresse

Per la privatizzazione del Monte anche la tegola della clausola del change of control. Come per la partnership Cattolica Assicurazioni-Banco Bpm, spunta, oltre ai 10 miliardi di rischi legali e alle doti fiscali miliardarie messe sul tavolo dal Tesoro per l’uscita dal capitale senese, un nuovo onere di cui dovrà farsi carico il compratore o lo Stato venditore di Mps: un indennizzo da almeno un miliardo che potrebbe essere pagato al partner assicurativo francese Axa.

Lo rivela il Sole 24 Ore che ricorda come ai tempi del salvataggio di Stato, Rocca Salimbeni aveva rinegoziato il contratto pluriennale di bancassicurazione con il colosso transalpino che aveva investito nella banca. Partnership che nemmeno gli aumenti di capitale avevano scalfito, con Axa che ha sottoscritta pro-quota i propri pacchetti azionari. 

Come per Verona e Piazza Meda, il contratto prevede nelle clausole quella cambio del controllo azionario che scatterebbe a Siena sia in caso di cessione in blocco di Rocca Salimbeni sia in caso di vendita di singoli asset (il cosiddetto “spezzatino”), clausola che farebbe scattare un’opzione put a favore della compagnia assicurativa che viene stimata dagli analisti finanziari superiore al miliardo di euro. 

Infine, rivela sempre il quotidiano della Confindustria, oltre alla vendita in blocco della banca e al piano “B” dello spezzatino, i tecnici di Via XX Settembre vista la complessità del quadro e i sei mesi di fronte per trovare una soluzione al dossier, stanno vagliando anche quello di una separazione in due di Mps, con una bad bank che resterebbe allo Stato ed una good bank da mettere sul mercato, soluzione che scavallerebbe la scadenza di fine anno e una ricapitalizzare del Monte con 2 miliardi di fondi pubblici (a fronte del deficit patrimoniale di 2,5 miliardi), dopo aver trattato con la Ue un rinvio della privatizzazione.