Tod’s corre ia Piazza Affari, il mercato scommette sull’Opa di Lvmh

I quasi 64 euro in borsa che nessun broker ha previsto. Dai minimi del 30 ottobre, il titolo fa più 245%. Più 120% da gennaio

di Andrea Deugeni affari italiani.it 18.6.21

Pura speculazione: il mercato scommette sul fatto che in futuro la famiglia Della Valle lasci le redini del gruppo del lusso made in Italy, che capitalizza circa due miliardi, all’acquirente naturale Lvmh (349,5 il valore di borsa), data l’amicizia di lunga data e la collaborazione professionale fra Diego Della Valle e il patron del colosso francese Bernard Arnault, presidente e Ceo di Lvmh. Scenario che gli investitori stanno cavalcando dopo che lo scorso 22 aprilel’imprenditore marchigiano ha ceduto il 6,8% del capitale a Lvmh, prendendo posizione in vista di una futura

Opa che Arnault lancerebbe con un generoso premio a favore di Mr Tod’s che controlla altri marchi del lusso come Roger Vivier, Fay e Hogan.

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Bernard Arnault, presidente e Ceo di Lvmh

Lo spiega ad Affaritaliani.it un analista finanziario che segue il titolo Tod’s e che per policy preferisce non essere citato e che rivela come tutti gli esperti incaricati di stilare valutazioni per le case d’investimento stanno seguendo sbalorditi la cavalcata delle azioni del gruppo di Casette d’Ete a Piazza Affari. Il nuovo rialzo a due cifre nella stessa settimana borsistica (il primo mercoledì 16) porta la quotazione sui nuovi massimi da due anni (+13,31%) a 63,85 euro, raddoppiando la quotazione da inizio anno, +120%.

Allargando l’orizzonte temporale, dai minimi attorno a 18 euro dello scorso 30 ottobre, il titolo ha messo a segno una volata ancora maggiore: del 245% circa, balzi che hanno largamente spiazzato tutti i broker. Come riportato da Radiocor, il consenso raccolto da Bloomberg registra infatti un target price (prezzo obiettivo) medio di 36,80 euro, “zero” raccomandazioni di acquisto, 12 “neutral” e 6 “sell”, con il target price più alto (quello di SocGena 45 euro contro i 63,85 euro odierni sul listino milanese, ben 18,85 euro in meno.

Situazioni eccezionali a Piazza Affari. “Ho una famiglia con un figlio, un nipote, ci piace quello che facciamo” ma “se un giorno decidessi” di vendere “credo in persone come Bernard“, avevo detto Della Valle, rispondendo a una domanda sulla possibilità che Tod’s diventi parte del conglomerato Lvmh, posta dalla direttrice del Finacial Times Roula Khalaf il 19 maggio, nel corso dell’evento online del Ft Business of luxury summit. Evento a ridosso della cessione di un ulteriore pacchetto del 7% da parte della dell’imprenditore marchigiano al Paperone transalpino salito così al 10% del gruppo italiano. Della Valle aveva aggiunto che al momento “non c’è niente nella visuale“, ma che se dovesse vendere “sarebbe a Bernard al 100%, sicuro“, sottolineando la lunga amicizia con Arnault con il quale “abbiamo le stesse idee circa il lusso e il fashion“. 

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L’andamento del titolo Tod’s in borsa negi ultimi tre anni

Ebbene da quel 22 aprile con l’ulteriore salita di Lvmh quando la seduta precedente (vedi grafico sopra) aveva chiuso a 34,68 euro, il titolo ha iniziato a marciare costantemente al rialzo fino alle quotazioni odierne: quasi 30 euro in più di apprezzamento. C’è da dire, come riconoscono altri analisti, che i guadagni azionari sono stati ispirati anche da altri due macro fattori.


In primis
, il miglioramento dei conti grazie alle prospettive di ripresa per il comparto dopo il 2020, l’annus horribilis del Covid-19 che ha colpito subito i business ciclici e ha fortemente penalizzato i grandi mercati del lusso. L’impatto della pandemia ha portato a un crollo del 30% dei ricavi di Tod’s, una delle performance peggiori di settore dopo esercizi finanziari difficili su cui il piano di rilancio del 2017 non è riuscito ad impattare e che già registravano vendite in contrazione per il quinto anno consecutivo. Spingendo il titolo in borsa a toccare i minimi storici di fine ottobre.

Le riaperture di questa primavera e il graduale ritorno alla normalità stanno favorendo la joie de vivre e dunquel’acquisto proprio di beni più superflui, come quelli della moda e del lusso. Trend che quest’anno, secondo una ricerca firmata da Boston Consulting Group e commissionata dalla Fondazione Altagamma, si tradurrà in una crescita degli acquisti del 20-30% rispetto al 2020.