Imprese: non decolla il turismo post Covid (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il turismo non tornerà ai livelli pre-pandemia prima del 2023. A suonare l’ennesimo allarme su uno dei settori più colpiti dalla pandemia è un report di Unctad redatto in collaborazione con l’Organizzazione mondiale del turismo (Omt). 

Ne emerge che miglioramento dello scenario pandemico e allentamento delle restrizioni agli spostamenti non saranno sufficienti a risollevarne le sorti del settore nel breve termine. Complessivamente, nel solo 2021 il controvalore delle perdite legate al calo dei viaggi potrebbe salire fino a 2.400 miliardi. Nel 2020 l’arrivo di turisti internazionali ha registrato una flessione del 74% su base annua e circa un miliardo di vacanze sono state rimandate. «Lo scenario quest’anno non sembra migliorato di molto», ha aggiunto Ralf Peters, analista di Unctad, ai microfoni di Reuters. A inizio 2021 il numero di turisti rimasti a casa è salito dell’88% rispetto al 2019. C’è da dire che, nella seconda metà dell’anno, l’esperto si aspetta «una certa ripresa, almeno in Nord America e in Europa», soprattutto grazie ai progressi nelle vaccinazioni. 

Sulla voglia di viaggiare continuano a pesare paura del virus e incertezze economiche delle famiglie. I pensionati, che di solito spendono di più in vacanze, tenderanno a stare a casa, mentre i viaggiatori più giovani riprenderanno a spostarsi ma spendendo meno, sottolinea ancora lo studio. Alcuni comparti dell’industria, crociere in primis, diventeranno meno popolari e i Paesi dipendenti da queste attività dovranno trovare alternative per diversificare. Di conseguenza, diversi esperti prevedono che il giro d’affari del settore si sarà completamente ristabilito nel 2024 o anche più tardi. 

fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

July 01, 2021 02:43 ET (06:43 GMT)