Banche: moratorie sotto esame (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

A sei mesi dalla scadenza probabilmente definitiva, le banche italiane alzano il livello d’attenzione verso le moratorie sul credito. 

Se da un lato, come rivelato lo scorso 25 giugno da MF-Milano Finanza, la Bce ha iniziato a incontrare i vertici degli istituti per discutere sulla delicata fase di uscita dalla pandemia, dall’altro già da qualche settimana i banchieri hanno avviato uno screening particolarmente attento delle posizioni. Iniziative di contatto anticipato con la clientela (le cosiddette procedure di early engagement) e sistemi di early warning finalizzati a valutare lo status del debitore sono in atto in molte banche già dalla seconda metà del 2020 e i segnali raccolti nei mesi scorsi non sono stati allarmanti. Per il momento infatti l’ipotesi di un significativo incremento del rischio di credito allo scadere delle moratorie non sta trovando conferme. In diverse banche per esempio le moratorie giunte al termine al 31 marzo hanno registrato una percentuale di default inferiore all’1%. È peraltro opinione diffusa negli istituti di credito che l’estensione delle misure di supporto da parte del governo a tutto il 2021 dovrebbe permettere alle aziende di recuperare la propria operatività, consentendo dunque di riprendere a onorare il servizio del debito. Se insomma per il momento al vertice delle banche non si respira apprensione, vero è che in queste settimane il livello d’attenzione per il tema è salito. La ragione consiste soprattutto nel fatto che sta scadendo il regime speciale Eba, grazie al quale le banche europee possono non classificare automaticamente come crediti in default i prestiti sotto moratoria. Nel frattempo il governo ha prolungato fino alle fine dell’anno il congelamento, portando così ossigeno prezioso a famiglie e imprese. Questo delicato passaggio pone però alle banche il problema di come trattare il credito ancora congelato. 

red/lab 

MF-DJ NEWS 

0208:35 lug 2021 

 

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July 02, 2021 02:36 ET (06:36 GMT)