Anas: il suo destino torna in gioco (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Brutte notizie per Anas. La società, che gestisce 30 mila chilometri di strade e autostrade italiane e che oggi è sotto il controllo di Ferrovie dello Stato, ha ricevuto una pesante batosta qualche giorno fa. 

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’Avvocatura dello Stato ha detto no alla proroga dal 2032 al 2052 della concessione, come richiesto da tempo dalla spa guidata dall’ad Massimo Simonini al ministero delle Infrastrutture. Proroga che non potrebbe essere concessa perché Anas, da quando è sotto il cappello delle Fs, non è più considerata una società in-house dello Stato e quindi le concessioni dovrebbero essere messe a gara alla scadenza. Anche se gestisce poche strade a pedaggio Anas è uno dei principali investitori del Paese: il contratto di programma 2016-2020 ha previsto impegni per 30 miliardi e con il prossimo (2021-2025) si dovrebbe passare dal finanziamento tramite contributo pubblico a quello del corrispettivo per il servizio reso, secondo una logica più di mercato. 

La situazione comunque è intricata e al ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibili si starebbe cercando di trovare una soluzione. Secondo indiscrezioni, tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe anche un altro trasloco di Anas, che dalle Fs potrebbe passare a Cassa Depositi e Prestiti per creare una sorta di polo unico delle strade assieme ad Autostrade per l’Italia, che Cdp è in procinto di acquistare da Atlantia (l’88% insieme ai fondi Macquarie e Blackstone). Un progetto non nuovo, che era stato originariamente ipotizzato quando alla guida della spa c’era l’amministratore delegato Gianni Armani (oggi a capo di Iren). L’idea si basava sulla possibilità di ampliare, grazie alla potenza di fuoco di Cdp, il portafoglio di concessioni a pedaggio di Anas, sviluppando progetti greenfield, per poi aprire il capitale della società ad altri soggetti privati, una volta raggiunta una massa critica tale da poter attrarre fondi e operatori del settore. 

Adesso il dossier potrebbe essere rispolverato ma sarebbe comunque da verificare come verrebbe accolta da Cdp una simile ipotesi, che con la passata gestione, quella di Fabrizio Palermo, era vista come fumo negli occhi. 

fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

July 06, 2021 02:18 ET (06:18 GMT)