Moby: ultima versione del piano (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

I giudici Alida Paluchowski, Sergio Rossetti e Vincenza Agnese del tribunale di Milano hanno valutato positivamente la domanda di concordato preventivo presentata da Moby perché, si legge nel relativo decreto, «nonostante le criticità segnalate, appare al Tribunale la migliore soluzione prospettabile in concreto (rispetto allo scenario dell’amministrazione straordinaria)». I giudici aggiungono però che «appare imprescindibile un radicale cambio di governance, da realizzarsi prima del momento delle valutazioni definitive dei commissari», che da due (Tiziana Gibillini e Maurizio Orlando) diventano tre (si aggiunge Piero Canevelli). L’azienda inoltre «dovrà munirsi di un chief restructuring officer». 

La società controllata da Vincenzo Onorato, anche recependo le osservazioni formulate dai commissari giudiziali e dal tribunale, ha modificato la proposta e il piano, prevedendo un rafforzamento dei flussi di cassa attesi e in particolare: «ha chiarito le dinamiche e le assunzioni in base alle quali è stato redatto il Piano industriale 2021 – 2025»; «ha modificato l’importo e le modalità dell’apporto del socio (la controllante Onorato Armatori, ndr), (i) incrementando il medesimo da 2 a 6 milioni di euro, (ii) precisando che le relative risorse sarebbero state reperite mediante la cessione di un complesso immobiliare sito in località Porto Cervo e (iii) ha destinato tale apporto a tutti i creditori sociali senza contropartita di rinunzia al pegno sulle azioni Moby»; «ha inserito la previsione di incasso, nel corso del 2021, dell’importo di 6,7 milioni di euro a valere sul fondo stanziato (dal decreto Agosto, ndr) volto a compensare il calo del traffico passeggeri a seguito della pandemia da Covid-19»; «ha allineato i valori attesi del realizzo degli immobili con una previsione di minor incasso di 1,88 milioni di euro». 

Moby il 15 giugno ha depositato una memoria di modifica del piano che prevede di soddisfare integralmente i creditori prededucibili; di soddisfare integralmente i creditori privilegiati generali; di soddisfare i creditori muniti di privilegio speciale ex art. 552 Cod. Nav. nella misura indicata nella relazione di fine marzo con previsione di degrado al chirografo del credito o di parte di esso per il quale il bene oggetto di privilegio speciale risulta incapiente; idem per i creditori ipotecari con previsione di moratoria ultrannuale per il riconoscimento del loro credito (invariata); il riconoscimento in favore dei creditori ipotecari dell’extra valore eventualmente derivante dalla cessione degli asset; il pagamento parziale dei creditori ipotecari degradati al chirografo nella misura del 9%; il pagamento parziale dei creditori chirografari ab origine (nonché un creditore speciale ex art. 552 Cod. Nav.) degradati al chirografo nella misura del 12%; il riconoscimento in favore dei creditori chirografari di un’ulteriore percentuale pari al 1,1% nel caso di rilascio del fondo vertenze». 

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(END) Dow Jones Newswires

July 06, 2021 02:35 ET (06:35 GMT)