La crisi delle banche sarà meno virulenta, ma l’addio ai sostegni fa paura

Complice una ripresa ancora più robusta del previsto verranno riproposte le restrizioni in materia di requisiti patrimoniali dall’anno prossimo

di Marco Scotti affari italiani.it 7.7.21

La crisi delle banche sarà meno virulenta, ma l’addio ai sostegni fa paura

Se due indizi fanno una prova, allora inizia a essere lecito sperare che lo tsunami (previsto) di Npe per le banche potrebbe rivelarsi in realtà un’onda di grandi dimensioni, senza la potenza distruttrice del maremoto. Non va dimenticato, infatti, che le stime parlavano di un possibile incremento delle sofferenze intorno ai 100 miliardi di euroentro la fine di quest’anno rispetto al 2020.

Il primo segnale contrario rispetto alle previsioni più pessimistiche è arrivato dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco, intervenuto all’assemblea dell’Abi. La fotografia restituita dall’inquilino di Palazzo Koch è sicuramente meno drammatica del previsto.

Da un lato, perché l’aumento dei crediti deteriorati dovrebbe risultare inferiore a quanto osservato in precedenza grazie alle misure di sostegno adottate dai governi e da una politica monetaria espansiva. Dall’altro perché la remunerazione del capitale è passata dall’1% del primo trimestre del 2020 al 9% dello stesso periodo di quest’anno, grazie a una minore rischiosità.

Il secondo indizio è arrivato dal presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, Andrea Enria, sulla ripresa economica e sul ritorno prossimo delle banche alla completa distribuzione di dividendi e buyback. Per l’esponente italiano a Francoforte, l’Eurotower è pronta a una graduale ma decisa riduzione delle misure di sostegno.

Il che significa che dall’anno prossimo agli istituti di credito, complice una ripresa ancora più robusta del previsto(neanche la variante Delta sembra preoccupare troppo gli analisti), verranno riproposte le restrizioni in materia di requisiti patrimoniali.

D’altronde, se per il 2021 la preoccupazione è ancora quella di “portare a casa la pelle”, dall’anno prossimo si torna a ragionare in un’ottica pre-pandemica. Senza dimenticare, però, il periodo che ci stiamo lasciando alle spalle.

Enria ha chiesto ancora una volta che due sono i sentieri da intraprendere: quello della costituzione delle bad bank per eliminare in maniera più rapida lo stock di sofferenze ricorrendo a un mercato secondario piuttosto liquido; e al consolidamento delle strutture esistenti. Di fatto, è l’ennesima benedizione per le fusioni tra banche.

Infine, una nota ancora sugli Npl. Se è vero che progressivamente le misure di contenimento dovranno essere allentate, Corrado Passera, intervenuto allo stesso convegno in cui era presente Enria, si attende che circa metà della moratoria complessiva sul credito ancora in essere, cioè 128 miliardi, possa trasformarsi in sofferenze. E l’intenzione del ceo di Illimity è fare in modo che solo una piccola parte di esse si trasformi in zavorre definitive per le aziende.

Le altre, con la complicità di tutto il sistema bancario, dovranno essere ritrasformate in crediti performing per ridare slancio alle imprese. Facile a dirsi, ma il modo per renderlo possibile c’è.