Banche: Enria avverte, preparatevi (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

«Siamo impegnati a disegnare una graduale fuoriuscita dalle misure di flessibilità e sostegno che abbiamo garantito alle banche. Al momento è in corso uno stress test i cui risultati verranno diffusi a fine luglio. Agiremo sulla base di questi dati e dei prossimi sviluppi». Andrea Enria, presidente del Consiglio di Sorveglianza della Bce, avverte le banche che le misure di sostegno stanno per esaurirsi e che presto ci saranno nuovi dati per valutare la patrimonializzazione degli istituti. Il tutto senza fretta: «E’ importante che avvenga in maniera molto cauta». Intervistato da ClassCNBC in occasione dell’evento «Npe in a Changing World» organizzato dal Credit Village, Enria coglie l’occasione per lanciare alcuni messaggi agli istituti su cui vigila. E il primo riguarda i tempi dell’entrata in vigore delle nuove regole di contabilizzazione degli npl. 

Domanda. Ha ricevuto richieste di spostare più avanti l’avvio del calendar provisioning? 

Risposta.Sono norme decise 5 anni fa e le banche hanno avuto abbastanza tempo per adattarsi. Abbiamo già garantito misure di flessibilità che consentono di non attivare le norme per 7 anni. Quando è stata introdotta questa normativa si è detto che servivano criteri per gestire le attività deteriorate in maniera proattiva e tempestiva. Ora siamo in questa condizione. 

D. Secondo Bankitalia ci sono 128 miliardi ancora in moratoria. Le aziende interessate potrebbero diventare non sono più finanziabili. Chi farà loro credito? 

R. Le regole prevedono sufficiente flessibilità per accompagnare anche i clienti che sono in situazione di difficoltà 

D. E l’impatto sui bilanci bancari? 

R. Per ora non c’è. Il livello di npl è ancora molto contenuto; credo quindi che dovremo attenerci a queste regole, che garantiscono una più rapida pulizia dei bilanci e anche la capacità di sostenere la ripresa economica. 

D. Ultimamente ha lanciato un allarme su un eccesso di rischio, come interverrete? 

R. Già nel 2017 avevamo pubblicato una guida chiedendo alle banche di limitare le esposizioni verso clienti con leva elevata e governance troppo leggera. Abbiamo visto che questo mercato è aumentato molto negli ultimi mesi e stiamo richiamando le banche all’attenzione. Poiché non abbiamo registrato una reazione sufficiente penseremo a interventi quantitativi e qualitativi nel nostro processo di valutazione. 

D. Qualcuno chiede anche nuovi strumenti, come una band bank. 

R. Io stesso avevo lanciato questa proposta lo scorso anno perché ero preoccupato dalla possibilità di un livello di attività deteriorate molto elevato a livello europeo. Ora invece abbiamo previsioni meno preoccupanti. Però le Asset Management Company si sono dimostrate utili in molti casi, cosi come le garanzie pubbliche a sostegno di attività di cartolarizzazione dei crediti deteriorati. Quindi sono in genere favorevole a questi strumenti. Se si dovesse registrare una materializzazione significativa di attività deteriorate, sarebbe importante anche avere misure pubbliche di sostegno che aiutino le banche a pulire i bilanci in maniera più rapida. 

D. Vi aspettate anche un aumento degli accantonamenti? 

R. In questo momento no. Ci aspettiamo piuttosto di non registrarne una riduzione o addirittura un rilascio in tempi eccessivamente rapidi. I mercati ritengono che le banche lo scorso anno abbiano fatto una sorta di over-provisioning, ma io non condivido questa valutazione. 

D. Però riaprite alla possibilità di distribuire dividendi 

R. Sì, ma raccomandiamo molta cautela. C’è un’aspettativa abbastanza diffusa per un rapido sblocco di questa liquidità, ma noi siamo attenti a richiamare le banche per evitare che si verifichino riduzioni di accantonamenti in tempi eccessivamente rapidi, anche perché l’incertezza rimane elevata. 

D. Quindi è favorevole anche all’estensione delle Gacs agli utp? 

R. In Grecia sta aiutando molto le banche a ridurre gli npl, che stanno calando in maniera significativa e che hanno consentito di andare sul mercato con valutazioni importanti. 

D. Tra il 2008 e il 2011 l’incertezza sul valore degli asset in bilancio ha quasi bloccato il consolidamento. Può accadere di nuovo? 

R. L’industria bancaria abbia fatto molti progressi da allora. Abbiamo meccanismi per ridurre gli npl in modo più veloce. C’è un mercato più liquido ed efficiente, con operatori in grado di consentire un pricing più accurato di queste attività. Non credo quindi che questo sia un ostacolo. 

D. E le aggregazioni servono? 

R. Il settore ne ha bisogno. Spero che la pandemia sia un’opportunità per ripensare la sostenibilità dei modelli di business e a come recuperare efficienza nei costi, oltre che a come investire in nuove tecnologie. Il consolidamento può essere un importante strumento. 

D. In Europa manca uno schema di garanzia dei depositi bancari; che cosa si fa su questo fronte? 

R. C’è volontà di raggiungere un accordo ma occorrerà un po’ di tempo. Sono preoccupato perché in assenza di uno schema di garanzie c’è una permanente segmentazione dei mercati bancari all’interno della nostra giurisdizione. Questo comporta gravi deficienze anche in termini di posizione concorrenziale. Serve invece trovare tutti gli spazi per aumentare l’integrazione di mercato. 

fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

July 12, 2021 02:14 ET (06:14 GMT)