Alitalia: prestito a prova di Ue (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Più che un problema di «escludere effetti negativi sui saldi di finanza pubblica», c’è l’esigenza di non alimentare ulteriormente la diffidenza di Bruxelles davanti all’ennesima deroga per tenere in volo l’ Alitalia in amministrazione straordinaria. 

Si spiega così la richiesta della Ragioneria Generale dello Stato di riformulare alcuni articoli del decreto Sostegni-bis (che approda oggi al voto di fiducia), compreso quello che riguarda la compagnia aerea in amministrazione straordinaria. Si tratta di chiarire che, al termine della procedura di cessione degli asset aziendali e quindi una volta revocata l’attività d’impresa all’Alitalia, la gestione commissariale prosegua con «finalità liquidatoria» e che tutti i proventi siano preventivamente «destinati al soddisfacimento in prededuzione dei crediti verso lo Stato». C’era davvero bisogno di precisarlo, quando la pre-deduzione è già ben definita alla voce «restituzione del prestito alle casse pubbliche per capitale e interessi», con priorità rispetto a ogni altro debito della procedura? 

La risposta è sì e porta dritta ai dubbi sollevati dai tecnici, rimasti apparentemente fuori dall’iter del decreto, e all’atmosfera che si respira nella newco Ita, con l’amministratore delegato Fabio Lazzerini che – parole sue – «sta difendendo con le unghie e con i denti il piano industriale con la Commissione Europea». Per il 2021 ad Alitalia e alle altre società del gruppo in amministrazione straordinaria è previsto «un finanziamento a titolo oneroso non superiore a 100 milioni e della durata massima di sei mesi da utilizzare per la continuità operativa e gestionale». I commissari, in sintesi, li useranno per stipendi, carburante degli aerei e altre spese ordinarie, al fine cioè di «scongiurare il rischio di interruzione del servizio di trasporto aereo di linea di passeggeri e garantire la continuità territoriale». Il finanziamento è concesso, anche mediante anticipazioni di tesoreria, con l’applicazione di interessi al tasso Euribor a sei mesi maggiorato di ben mille punti base. 

La relazione tecnica sottolinea che quegli oneri derivanti dalla norma sono quantificati in 100 milioni per il 2021, «con corrispondenti effetti in termini di saldo netto da finanziare e fabbisogno», mentre sulla base della valutazione prospettica dei costi di gestione di Alitalia basterebbero appena per due mesi, perché dalle casse della compagnia escono circa 50 milioni al mese. Si conta perciò sui proventi della stagione estiva per non bruciare in sole otto settimane l’ennesimo finanziamento pubblico e tornare agli allarmi sul pagamento degli stipendi, più volte dilazionato negli ultimi tempi. 

fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

July 14, 2021 02:27 ET (06:27 GMT)