Banche: vertice sulle garanzie (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Con la progressiva uscita dalla pandemia il sistema bancario è alle prese con un complesso bilancio sugli effetti della crisi. Tra i temi più caldi c’è la gestione dei crediti che negli ultimi 15 mesi sono stati emessi con garanzia pubblica. Considerando sia lo scudo offerto da Mcc attraverso il Fondo Pmi che quello messo a disposizione da Sace con Garanzia Italia, la partita interessa complessivamente esposizioni per quasi 200 miliardi, una cifra che potrebbe crescere nei prossimi mesi. 

La materia è da tempo nel radar di intermediari e istituzioni che hanno già iniziato a muoversi per individuare soluzioni di sistema. Al punto che, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, in sede Abi domani al tema sarà dedicato un vertice a porte chiuse. L’iniziativa dovrebbe coinvolgere i principali istituti di credito e sarà focalizzata non solo sul monitoraggio della situazione attuale ma anche sui possibili strumenti che potrebbero essere messi in campo per gestire gli stock. Tra questi c’è il progetto studiato negli ultimi mesi da Amco (la controllata del Tesoro guidata da Marina Natale e focalizzata sugli npl) che prevede il trasferimento dei crediti garantiti in un veicolo simile a un fondo ad apporto. 

In base all’attuale normativa, in caso di default può scattare l’escussione a carico dello Stato, che attraverso l’Agenzia delle Entrate tenta di rientrare in possesso delle somme liquidate. Una procedura standard, insomma, immaginata in una fase ben diversa rispetto a quella attuale. Se infatti oggi è difficile stimare il tasso di deterioramento dello stock garantito, molti indicatori macroeconomici lasciano intendere che i volumi potrebbero essere consistenti. Come detto, al momento l’opzione operativa più accreditata è quella definita da Amco. Come anticipato da MF-Milano Finanza, lo schema su cui si potrebbe convergere è quello di un fondo ad apporto gestito dalla partecipata pubblica. In questo caso gli istituti cederebbero le posizioni garantite, acquisendo in cambio quote del veicolo, come accaduto in molte operazioni lanciate negli ultimi anni nel mondo dei non performing loan. La novità rispetto a quei deal però consisterebbe non solo nelle dimensioni mastodontiche del progetto, ma anche nel fatto che il sottostante sarebbe costituito quasi esclusivamente da crediti di fatto ancora catalogati come «in bonis». Obiettivo del progetto sarebbe di trasferire gli attivi prima del passaggio a default e quindi dell’escussione della garanzia pubblica. 

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(END) Dow Jones Newswires

July 14, 2021 02:21 ET (06:21 GMT)