Generali: la battaglia di Trieste (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il prossimo 2 agosto il consiglio di amministrazione di Generali si riunirà per approvare i risultati del primo semestre che il giorno successivo il ceo Philippe Donnet illustrerà al mercato. 

Anche alla luce dei numeri positivi dei primi tre mesi dell’anno (802 milioni di profitti e solvency ratio al 234%), scrive Milano Finanza, le previsioni sono moderatamente ottimistiche. La riunione però potrebbe non limitarsi a questo perché a nove mesi dalla scadenza l’attenzione degli amministratori potrebbe iniziare a concentrarsi sulla laboriosa procedura del rinnovo. Non è detto che già il 2 agosto si entri in una fase operativa (all’ordine del giorno non dovrebbe esserci nulla in tal senso) ed è anzi molto probabile che le decisioni vengano rimandate a settembre, ma è convinzione di alcuni azionisti che l’orientamento generale dell’organo debba essere chiarito quanto prima. Tanto più che nel 2022 il board sarà eletto con una modalità del tutto nuova rispetto al passato. Le modifiche statutarie introdotte l’anno scorso consentono infatti al cda di presentare direttamente una lista, come previsto dal modello di governance monistica adottato oggi da un largo numero di multinazionali. Il cambiamento è di assoluto rilievo perché, se in passato a condurre le danze era il primo socio Mediobanca (12,9%), oggi è diritto degli amministratori stilare la rosa. 

La prima mossa nella delicata partita per il rinnovo spetta insomma al cda, ma che quella mossa venga compiuta non è ancora certo. Attorno al vertice di Generali si è aperto un confronto che negli ultimi due mesi ha assunto toni accesi. Pur su posizioni diverse, i due grandi soci privati sono determinati a imprimere un cambio di rotta alla compagnia. Francesco Gaetano Caltagirone, vicepresidente e secondo azionista (5,6%), spinge per un assetto più plurale della governance e ha ribadito il proprio dissenso disertando l’ultima assemblea di bilancio. Leonardo Del Vecchio invece (il cui 4,8% è rappresentato in cda dal fidato Romolo Bardin) oscilla tra critiche sulla strategia ( Generali deve tornare «al ruolo leader che aveva nel mercato assicurativo europeo alla fine degli anni ’90») a cauti messaggi diplomatici («fin quando ci saranno i risultati, il management non penso abbia nulla da temere»). Fatto sta che le frizioni in questi anni non sono mancate, dal confronto sul direttore generale alle critiche ad alcune operazioni straordinarie. E il grado di conflittualità sembra destinato a salire. 

red/lab 

MF-DJ NEWS 

1908:16 lug 2021 

 

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July 19, 2021 02:16 ET (06:16 GMT)