Impressionante Giacometti a MonacoIl Grimaldi Forum mette in risalto l’opera di Alberto Giacometti in 230 opere, tra cui numerosi stucchi che rispecchiano perfettamente la sensibilità del genio scultore moderno.

Alberto Giacometti dans son atelier de Stampa en 1961, par Ernst Scheidegger.
Alberto Giacometti nel suo studio a Stampa nel 1961, di Ernst Scheidegger. (© Successione Alberto Giacometti (Fondazione Giacometti + ADAGP) 2021)

Di Judith BenhamouInserito il 2 agosto 2021 alle 17:15 lesechos.fr

Ci si interroga, spesso a ragione, sull’influenza dell’infanzia sulla creazione degli artisti. Da Giacometti è onnipresente. La manifestazione si svolge fino al 29 agosto a Monaco, al Grimaldi Forum, in un’eccezionale retrospettiva, supportata da 230 opere in prestito dalla Fondazione Giacometti, che la cura sotto la direzione di Emilie Bouvard. Alberto Giacometti nasce a Stampa, nel 1901, in una valle della Svizzera dei Grigioni. Secondo chi conosce il luogo, la posizione del paese nei suoi primissimi anni è così profonda che il sole appare solo sei mesi all’anno. Lì regnano le ombre. Il padre di Alberto, anch’egli artista, dipinse più volte il ritratto del figlio in stile post-impressionista (1). Il suo padrino è un altro pittore della stessa vena, Cuno Amiet. Il suo desiderio creativo è ampiamente incoraggiato dalla famiglia ed è a Parigi, nel 1922, per confrontarsi con ciò che ha di meglio nell’avanguardia dell’epoca, spumeggiante.

Teste come la pietra focaia

Alberto non ha dubbi sulla sua vocazione ma sta cercando la sua strada. Conobbe altri “lingue” come l’arte africana – il suo sublime “Cucchiaio di donna” nella versione in gesso del 1927 – o l’arte egiziana (2). Queste scoperte lo portano a semplificare le sue figure. Il cubismo gli insegna a pensare alla scultura dando uguale importanza a tutti gli angoli del soggetto rappresentato. Ha flirtato con il surrealismo fino al 1935, come quando ha aggiunto le braccia articolate alla sua “Walking Woman” trasformata in un burattino ieratico. La mostra ci racconta che soffrì di una crisi creativa terminata nel 1941. L’ha trovata! Il suo nuovo vocabolario gli darà i posteri. Le sue figure allungate, che sembrano lontane anche da vicino, non tengono gli alberi delle foreste della sua infanzia? I suoi ritratti, sempre in toni tenui, non riprendono quelli della montagna ombrosa? Quanto alle sue teste, spesso piccole rispetto ai corpi, sono modellate a selce, affusolate, dal profilo accentuato.

Questa grande mostra mostra pezzi poco conosciuti dei suoi primi anni e un gran numero di gessi così fragili da non poter essere trasportati in aereo. Trasmettono il gesto iniziale dello scultore. Una mostra di riferimento.

(1) La Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence dedica una mostra a “Giacometti: una famiglia di artisti”. Fino al 14 novembre. www.fondation-maeght.com

(2) A Parigi, l’Institut Giacometti espone “Giacometti e l’arte egiziana” fino al 10 ottobre. www.fondation-giacometti.fr

ALBERTO GIACOMETTI, UNA RETROSPETTIVA. IL VERO MERAVIGLIOSO.

Esposizione

Al Grimaldi Forum di Monaco. Fino al 29 agosto. www.grimaldiforum.com.

Judith Benhamou