B.Mps: veto Bce su brand, ok solo se afficanto a Unicredit (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La Bce blocca il marchio Mps, nel senso che non potrà più avere vita autonoma in una legal entity, perché pretende la discontinuità come la Ue nel caso Alitalia. 

Il veto di Francoforte, scrive Il Messaggero, condiziona la business combination in cantiere con Unicredit in relazione alla quale la politica, a causa delle elezioni suppletive a Siena, preme affinché attorno al brand della banca più antica del mondo (1472) si possano costruire soluzioni industriali di tutela del territorio e con esso dell’occupazione: in pratica è un «no» alla resurrezione di un mini-Mps, sul modello Bpm spa, rimasta in vita un anno dopo la fusione con il Banco Popolare. Il marchio senese potrà dunque continuare a vivere solo accostato alle insegne di Unicredit. 

Intanto avanza la due diligence avviata su Siena in virtù di un’esclusiva con il Tesoro che scade il 7 settembre ma che quasi certamente verrà prorogata perché l’esame delle carte si sta rivelando più impegnativo delle previsioni. Non a caso il ceo Andrea Orcel, rispetto ai 30 uomini iniziali, ha distaccato 1.000 dipendenti in data room a dimostrazione della complessità dell’operazione. Solo martedì scorso a Mps, che è affiancato da Credit Suisse e Mediobanca, sono arrivate ulteriori 8.000 richieste di chiarimenti che si aggiungono alle precedenti per un totale di 22.000 domande. 

Nella serata di due giorni fa, secondo quanto risulta al Messaggero, sempre da remoto si sarebbe svolto un vertice cui ha partecipato anche il Tesoro che segue da vicino tutte le fasi dell’operazione. Sarebbe stato fatto il punto del negoziato e sarebbe emerso che Unicredit ha richiesto una valanga di informazioni su personale e qualità dei crediti. È in quell’occasione che la Vigilanza europea, che segue puntualmente il deal, ha fatto sapere alle autorità italiane con cui ha interlocuzioni frequenti, le sue condizioni. In pratica, il marchio Mps, vero nervo scoperto a Siena perché viene identificato con il territorio, non potrà rinascere sotto altre spoglie, come invece avrebbero voluto alcune soluzioni-ponte proposte dalle autorità politiche: la Vigilanza non gradisce ipotesi transitorie. 

Quanto alla due diligence, per fine mese Orcel dovrebbe riferire al Tesoro l’idea di perimetro selezionato che interessa a Unicredit: in pratica, circa l’80% dell’attuale Mps al netto della scissione di rischi, contenziosi anche futuri e dopo che il Mef avrà ricapitalizzato Siena. Francoforte ipotizza un aumento di 3 miliardi anche se la cifra è variabile. A sua volta Unicredit cederebbe a Mcc 150 filiali al Sud con 750 dipendenti che si aggiungerebbero ai 700-1.000 del turnover fisiologico che farebbe calare a 7.000 gli esuberi di Unicredit-Mps da gestire con il Fondo di garanzia di 7 anni. Sindacati con Fabi in testa, vigilano. 

pev 

 

(END) Dow Jones Newswires

August 20, 2021 02:06 ET (06:06 GMT)