Da Zurigo sino a Milanoper le nuove professioni

Aziende, start up… il Ticino scommette sull’innovazione

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LIBERO D’AGOSTINO caffe.ch 17.4.21

Per ora è solo una lettera d’intenti. Ma se alle intenzioni seguiranno in fatti, l’Innovation Park Ticino diventerà uno dei partner privilegiati del Mind, Milano Innovation District. Il più grande ecosistema italiano di conoscenza, ricerca e impresa, focalizzato sulle Scienze della vita e sulla Città intelligente, che si sta sviluppando su un’area di oltre un milione di metri quadri nel capoluogo lombardo.
Che la lettera d’intenti, firmata il 30 marzo scorso, dal Cantone non sia cosa da poco, lo dimostra il fatto che si tratta del secondo accordo di collaborazione del Mind, dopo quello sottoscritto qualche mese fa con lo Science Innovation Park di Dubai. Il Ticino è deciso a giocare il suo futuro su quell’asse dell’innovazione che va da nord a sud, da Zurigo a Milano, con una posizione centrale tra due poli economici di peso mondiale. A nord l’Innovation Park di Zurigo a cui sono associati il Parco ticinese e il Park Central Switzerland che raggruppa sei cantoni, tre realtà di ricerca che si completano a vicenda e rappresentano oggi la spina dorsale della Greater Zurich Area, la più grande organizzazione svizzera di marketing territoriale di cui il Ticino fa parte dal 2019; a sud il Mind che ospiterà le facoltà scientifiche dell’Università Statale di Milano con un campus per 18mila studenti, il nuovo ospedale Galeazzi (500 posti letto, 700 medici, 1100 infermieri e 500 ricercatori) centinaia di aziende, start-up, multinazionali, acceleratori d’impresa e venture capital. Ma il vero baricentro di questo polo futuristico sarà l’Human Technopole, il più importante istituto scientifico della Penisola, con 7 centri di ricerca e 4 grandi strutture di supporto al servizio di 1500 ricercatori che arriveranno da ogni parte del mondo.
Un enorme potenziale di collaborazione e sinergie su progetti innovativi tra nord e sud, col Ticino come snodo centrale nel flusso di conoscenze e competenze. Un passaggio chiave nella strategia di sviluppo economico tracciata dal ministro delle Finanze Christian Vitta. Con l’intesa di marzo tra la Fondazione Agire, che ha promosso il Parco ticinese, e Arexpo, la società a capitale prevalentemente pubblico, proprietaria dell’area su cui sta prendendo forma il Mind, si è di fatto configurato il ruolo del cantone quale interfaccia dell’innovazione tra Italia e Svizzera.
Un collegamento diretto non solo con l’area metropolitana milanese che da sola vanta più di 305mila imprese, il 10% del Pil italiano e il 9% dell’export nazionale, ma con tutta l’economia lombarda, ha ricordato il ministro Vitta. Un obiettivo certamente ambizioso ma realistico, da cui il cantone può trarre nuovi input per un maggiore dinamismo produttivo e una crescita duratura.
Sempre che il Ticino della politica sappia guardare fattivamente ad una cooperazione che potrebbe aprire sicure prospettive di sviluppo. Lasciandosi definitivamente alle spalle i proclami sui muri alla frontiera, l’esibizione di una spocchiosa autosufficienza e la strategia dei “segnali” ostili verso l’Italia e gli italiani.
Milano Innovation District non sarà solo un complesso ecosistema scientifico e tecnologico. Si propone, infatti, anche come un possibile modello della città del futuro, dove ricerca, formazione, lavoro, scienza e impresa, conviveranno con avveniristici spazi residenziali. Qui tra specialisti, studenti e dipendenti graviteranno 60mila persone al giorno.
La lettera d’intenti col Mind è uno degli ultimi tasselli che hanno portato alla nascita ufficiale dell’Innovation Park Ticino che per ora è orientato su tre Centri di competenza tematici: sviluppo di nuovi concetti e progetti per l’utilizzazione dei droni (con base nell’ex aerodromo militare di Lodrino e che sarà operativo quanto prima), scienze della vita, pure in fase avanzata, e tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Una struttura che si profila come una piattaforma per incentivare la cooperazione tra aziende ad alto valore aggiunto, istituti di ricerca e startup, stimolando l’innovazione e il trasferimento tecnologico alle imprese. Il Parco ticinese, oltre che un acceleratore dell’innovazione, vuole anche essere un catalizzatore di attività e idee per attirare nel cantone aziende high-tech dall’estero, con la creazione di nuovi e più qualificati posti di lavoro.