Trasporti: Pedemontana, 30 giorni decisivi su fallimento – banche concederebbero 10 anni per il rientro con la garanzia Regione Lombardia – tutto tace.

Il silenzio assordante della Regione Lombardia sulla Pedemontana Lombarda potrebbe diventare presto un problema serio. Tra poco più di due settimane scadrà il termine per la consegna della perizia da parte dell’esperto interpellato dal Tribunale di Milano sul fallimento dell’infrastruttura che fa capo a Serravalle.

Non c’è una sola indiscrezione al momento che faccia sperare che il perito sostenga una tesi diversa da quella della Procura (che in luglio ha chiesto il fallimento della società depositando una sua perizia). La prima udienza è fissata il 4 dicembre.

Il problema è che sembra che nessuno sia preoccupato per il possibile crack della Pedemontana. Di sicuro, a dirlo ad alta voce, tutti si affretterebbero a sostenere che “no, non è così”, ma i fatti parlano di un debito da 200 milioni che scade a gennaio e che non sarà pagato e quindi di insolvenza. Per dirne una, inserite su Google “Pedemontana Lombarda” (tra virgolette) e a pagina due della ricerca vi comparirà il post di un blog dal titolo “Si fa tanta ironia sulla Salerno-Reggio Calabria, ma si tace …” e quello di cui si tace è appunto la Pedemontana Lombarda. Paradosso dei paradossi, la soluzione al problema sarebbe già stata trovata. Da chi? Dalle banche creditrici, Banco Bpm (eredità della Pop Milano), Intesa Sanpaolo , Mps , Ubi e Unicredit che, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, avrebbero preso carta e penna e inviato un messaggio sia a Serravalle sia alla controllata Pedemontana dichiarandosi disponibili a ristrutturare il debito spostando la scadenza a oltre 10 anni. Unica clausola? La garanzia da parte della Regione Lombardia, che però dal canto suo al momento tace. I 200 milioni sono il frutto di un prestito bridge erogato dagli istituti di credito in attesa (cosa poi avvenuta) di un contributo pubblico da 800 milioni che permise di completare la prima tratta dell’opera